





Descrizione
Rifugio Benigni e avvicinamento al Torrione
Partiamo dal parcheggio in localitร Sciocc di Cusio, dove seguiamo il sentiero 108 fino al Rifugio Cesare Benigni (2222 m), situato su un plateau roccioso con vista incredibile sulle vette valtellinesi e non solo.
Dal Rifugio, costeggiamo il Lago Piazzotti puntando la Cima Piazzotti Occidentale ma, nellโanfiteatro di grossi massi poco dopo il lago, tendiamo gradualmente a destra puntando una piccola selletta erbosa situata tra la Cima di Piazzotti e il Pizzo di Mezzaluna (piรน vicina a questโultimo) che raggiungiamo su pendio erboso senza alcun problema.
Dalla selletta, la cresta del Pizzo di Mezzaluna procede evidente davanti a noi dritto. Noi invece perdiamo quota in pieno versante nord scendendo nella Valle di Tronella, stando grossomodo vicino alle alte pareti sulla sinistra, ma comunque scendendo dove รจ piรน facile (senza neve la discesa non dovrebbe essere un grosso problema).
Il vallone ci indurrebbe a scendere ulteriormente ma, superato il Pizzo di Mezzaluna e grossomodo sotto la linea della Cima di Mezzo, imbocchiamo una โcengiaโ erbosa ascendente (attenzione, รจ piรน visibile salendo. Non bisogna scendere troppo) abbastanza esposta che ci deposita in un anfiteatro relativamente pianeggiante e molto bello situato tra la Cima di Mezzo e il Torrione di Mezzaluna.
Doppiamo uno spigolo stando sulla destra della cresta fino a quando non compare il Torrione di Mezzaluna con la sua classica forma “a muso di ippopotamo”: bellissimo.
Proseguiamo sulla cengia in pieno versante nord puntando un evidente spigolo che sale verso destra e che ci porterร alla cresta rocciosa di collegamento con la placca sommitale. Risaliamo lo spigolo stando prevalentemente sulla parete a destra dello spigolo (II+). Sosta su spuntoni o sosta con maillon di calata al vertice dello spigolo.
Torrione di Mezzaluna
Procediamo con cautela lungo la cresta di grossi massi accatastati passando a convenienza sulla sinistra e raggiungiamo la selletta antistante la bellissima placca sud.
La placca si vince con un tiro di corda:
- L1 (IV, 25 m): dalla selletta si attacca la placca stando a destra di una caratteristica mezzaluna bianca sulla parete, risalendo dritti sino ad una nicchia con alcuni rododendri alla base, dove si trova un friend incastrato. Si esce sulla sinistra e si risale dritti raggiungendo unโesile cengetta orizzontale (chiodo sulla destra appena sbucati alla cengetta). Si segue la cengia verso sinistra e si risale dritti alla sinistra di una fessura dove รจ possibile integrare con un chiodo (IV). Si punta lโevidente strapiombo sopra di noi raggiungendo una fessura diagonale che sale verso sinistra e la si segue uscendo sulla sinistra in prossimitร di uno strapiombino (sosta su due chiodi).
Per la discesa: doppia di 25 m alla selletta e ulteriore doppia di 25 m dal vertice dello spigolo raggiunto in salita (cordini su spuntone).
Cresta Nord al Pizzo di Mezzaluna
Si ripercorre la cengia alla sinistra della verticalissima parete e, doppiato lo spigolo, si ritorna nella zona piรน ampia trovata in salita.
Qui, puntando un evidente camino erbo-roccioso, risaliamo sulla destra sbucando sulle rocce sommitali della Cima di Mezzo (2347 m).
Dalla vetta della Cima di Mezzo, si prosegue lungo il filo di cresta o poco a sinistra scendendo alla sottostante selletta, da cui si risale lo Spigolo Nord del Pizzo di Mezzaluna o, come nel nostro caso, se innevato, si aggira un bel pezzo a sinistra e si risale poi in cresta in prossimitร della vetta tramite canalini erbo-rocciosi.
Dalla vetta del Pizzo di Mezzaluna (2373 m), con una calata di 25 m lungo lo spigolo o in parete est si raggiunge la selletta da cui un successivo breve tratto delicato di cresta esposta ci riporta alla selletta erbosa raggiunta allโandata da cui siamo scesi in Val Tronella.
Cresta di Giacomo: Cima Zancone e Dentino di Giacomo
Dalla forcella si riscende per prati nella conca di massi accatastati soprastante il Lago Piazzotti e, cercando di perdere meno quota possibile, si aggirano le pendici della Cima Piazzotti Occidentale andando a innestarsi sul sentiero che proviene dal Benigni.
Non si raggiunge la vetta ma, poco prima, si segue la traccia che scende a sinistra e puntando in direzione della Cima di Giarolo scende su balze erbose verso la Bocchetta di Valpianella (2212 m).
Dalla bocchetta, la Cima di Zancone รจ facilmente raggiungibile risalendo una cinquantina di metri di dislivello su vaga traccia su terreno erbo-roccioso puntando al pendio alla nostra sinistra (lato opposto rispetto alla cima di Giarolo).
Si tocca facilmente lโomino di vetta della Cima Zancone, anche detta WyCo (2242 m).
Dalla Cima Zancone, lโitinerario di cresta che ci attende รจ giร ben visibile, con il grosso Torrione di San Giacomo a dominare lo sguardo davanti a noi.
Si scende subito una paretina di qualche metro (I+/II) prevenendo a una selletta da cui la cresta prosegue senza difficoltร con qualche sali-scendi. Giungiamo presto a un ripido tratto in discesa dove alcune roccette ci inducono a passare leggermente a sinistra (nord) ritornando poi verso destra e completando la discesa ad un caratteristico intaglio roccioso che ci separa dalla vetta del cosiddetto โDentino di Giacomoโ.
Scendiamo con cautela allโintaglio e, con una sgambata o, decisamente meglio, risalendo la breve paretina di rocce non troppo solide salente da nord, aggiriamo il torrioncino sul versante sud e, tramite una piccola cengia rocciosa, non perdiamo quota e puntiamo alla vetta del Dentino di Giacomo (2242 m) che raggiungiamo senza problemi.
Cresta di Giacomo: Torrione di Giacomo e Pizzo di Giacomo
Scendiamo per lโopposto versante senza troppe difficoltร su terreno erbo-roccioso sino a un breve tratto di collegamento di cresta che ci porta subito allโattacco del Torrione di San Giacomo.
Un tratto di cresta un poโ ostico viene aggirato sulla destra per piccola ed esposta cengetta a cui segue un breve canalino erbo-roccioso da risalire (II+). Tale canalino, ci riporta in cresta in una zona ora piรน facile e, seguendo grossomodo il filo della cresta, raggiungiamo senza problemi lโampia vetta del Torrione di San Giacomo (2254 m).
Dalla vetta del Torrione, si segue la normale di salita che degrada verso il Pizzo di Giacomo. Si segue il facile e si piega subito a sinistra scendendo alcuni muretti I di facili roccette raggiungendo una zona un poโ piรน erbosa dove si piega nettamente a destra in direzione di un evidente tetto roccioso. Raggiunto il tetto, guardando verso sinistra, appare davanti a noi una rampa di facili roccette che scende diagonalmente verso sinistra e che seguiremo raggiungendo le balze erbose sottostanti da cui in breve, ad un erboso colletto.
Voltandosi, la vista del Torrione da qui รจ impressionante.
Si procede quindi su ampia dorsale erbosa che presenta alcune elevazioni rocciose aggirabili sul versante sud raggiungendo quindi unโampia sella erbosa con il Pizzo di Giacomo evidente davanti a noi e il canale nord che in questo momento risulta come ripide balze erbose, alla nostra sinistra.
Risaliamo il Pizzo di San Giacomo seguendo la traccia di sentiero con lโaiuto di bolli rossi. Grossomodo il sentierino passa in versante nord per poi risalire con qualche zig zag ed immettersi in un breve canalino con una targa da cui si raggiunge la panoramica vetta (2184 m).
Ritorno
Ritorniamo alla sella dove origina il canale nord e lo imbocchiamo aggirando sulla destra alcuni salti erbo-rocciosi un poโ piรน ripidi e seguendo un evidente costolone erboso che scende senza problemi nellโampio pianoro dove intercettiamo il sentiero dei vitelli che seguiremo fino a incontrare il 108 percorso in salita e che seguiremo fino a tornare a Sciocc.
Nota sul materiale utilizzato: รจ necessaria una corda da 60 m (o due da 30 m) per la calata dal Torrione di Mezzaluna e anche dal Pizzo di Mezzaluna.
Nota: una volta tornati alla bocchetta sotto il Pizzo di Mezzaluna, si puรฒ percorrere la cresta Est in discesa (trovate la nostra relazione di quando l’abbimao percorsa in senso opposto, quindi in salita, al seguente link), scendere facilmente per prati tornando al Benigni oppure, come noi, allungare il giro e infilarci anche la bella cresta di Giacomo, piรน facile di quanto giร affrontato nella prima parte del giro. La cresta di Giacomo puรฒ essere tranquillamente anche una gita a sรจ stante, con difficoltร complessivamente minori rispetto al giro del Torrione dei Mezzaluna.
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Impressioni
Magico giro alpinistico sul Torrione di Mezzaluna o “ippopotamo”. Bellissima l’arrampicata sulla placca finale, ruvida e suggestiva.
Purtroppo abbiamo trovato verglass sulla cresta Nord per il Pizzo di Mezzaluna, quindi abbiamo dovuto aggirare a sinistra lo spigolo Nord per il Pizzo di Mezzaluna, ma il giro, nel complesso รจ davvero stupendo.
Se si desidera, si puรฒ spezzare il giro e fare soltanto Torrione e cresta di Mezzaluna o soltanto la Cresta di Giacomo, con difficoltร quindi minori rispetto alla salita al Torrione.



































