Descrizione
Avvicinamento e variante Treviolo al Benigni
Il punto di partenza di oggi è la curva di Sciócc (1520 m), tra l’abitato di Cusio e i Piani dell’Avaro, dove si prende il sentiero 108 che sale nel bosco alla Casera Valletto (1620 m). Da qui si procede superando la Fonte San Carlo ed entrando in Val Salmurano, costeggiandola sulla destra e risalendola interamente su comodo sentiero sino al Passo di Salmurano (2017 m).
Dal Passo prendiamo la cresta erbosa a sinistra che in breve ci porta alle balze rocciose dove si stacca la “Variante Treviolo” per il Rifugio Benigni: si tratta di un canalino di misto erba/roccia con passaggi di I grado. Le difficoltà non sono elevate, maci si trova in ambiente selvaggio ed è consigliabile saggiare ogni appiglio, anche per evitare di sganciare sassi sulle persone sotto di noi.
Si segue quindi il sentiero fino all Cima di Piazzotti Orientale (2179 m) sulla quale si trova un omino di pietre, dalla quale procediamo con facilità verso il Rifugio Benigni (2222 m). Dal rifugio, volgendo lo sguardo verso la Valtellina, appare la lunga cresta che affronteremo oggi, molto “vicina” e tutta a vista.
Attacco cresta e Dente di Mezzaluna
Saliamo quindi seguendo labili tracce su erba all’evidente passo, dove ci imbraghiamo ed iniziamo la risalita del primo dosso per ripida erba e roccette, scendendo poi dal lato opposto con attenzione l’estetica cresta rocciosa esposta che ci porta alla sella d’attacco del primo tiro per il Dente di Mezzaluna.
Si risale il Dente attaccando le rocce da sinistra lì dove sono un po’ più appoggiate per prendere quasi subito il filo di cresta roccioso (esposto lato valtellinese) e seguirlo sino alla vetta (4 spit presenti lungo il tiro). Qui è presente un passaggi su spigolo, molto esposto e suggestivo.
Dalla vetta del Dente di Mezzaluna (2282 m) procediamo in conserva affrontando vari saliscendi su terreno non troppo difficile finchè, seguendo la cresta, troviamo uno spit che permette di assicurare un passaggio difficile di III grado con ottime mani (sosta con anello di calata poco sopra).
Il Pizzo di Mezzaluna e la Piazzotti Occidentale
Procediamo tenendo sempre il filo, superiamo una estetica crestina spiovente ed un poco esposta su entrambi i lati e, giunti in prossimità di una paretina appigliata (aggirabilissima a destra per terreno facile), decidiamo di scalarla (non sono presenti spit, sfruttiamo una clessidra e usiamo un friend del 2).
La cuspide finale del Pizzo di Mezzaluna é ormai davanti a noi: superiamo un breve tratto di cresta esposto e, giunti all’attacco del torrione, facciamo un tiro da circa 27 m salendo una prima placchetta in spinta (III grado) e seguendo poi i passaggi più facili sino al cordone di sosta in vetta al Pizzo di Mezzaluna (2373 m)
Per la discesa ci caliamo dalla sosta con cordone presente in vetta tenendo il filo della cresta appena percorsa che ci deposita di nuovo alla selletta alla base del Pizzo di Mezzaluna.
Da qui completiamo il giro seguendo la cresta verso la Piazzotti Occidentale: si tratta di una cresta più facile rispetto a quanto percorso finora ma non affatto banale e talvolta esposta, da affrontare con attenzione. Alcuni torrioni possono essere aggirati sulla sinistra ma in generale si tiene il filo di cresta disarrampicando con attenzione.
Giungiamo quindi sulla Cima Piazzotti Occidentale (2369 m), da cui torniamo prima al Rifugio Benigni per poi scendere tramite il sentiero del canalino in Val Salmurano e poi all’auto per il percorso di andata.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato due mezze corde da 30 m e 1 friend (2).
Impressioni
Un bel giro di alpinismo con difficoltà contenute, per prendere confidenza con la corda. Il dislivello per l’avvicinamento non è eccessivo e il Rifugio Benigni è sempre a vista. Volendo c’è la possibilità di continuare oltre il Pizzo di Mezzaluna verso il Torrione di Mezzaluna (anche detto “ippopotamo” per la sua caratteristica forma), molto vicino alla vetta da noi raggiiunta ma dalle difficoltà più elevate (IV+ grado).































