Descrizione
Avvicinamento e Schiena di Cavrel
Saliamo al Rifugio Curò (1915 m) seguendo il sentiero descritto a questo link.
Dal Rifugio, imbocchiamo il sentiero in direzione Rifugio Barbellino sino ad incrociare il bivio che sale al Lago di Malgina. Qui prendiamo la direzione del Lago di Malgina (sinistra) e proseguiamo per un bel tratto, fino ad effettuare un primo guado del torrente che scende dal lago su ponticello in cemento (2150 m).
Poco dopo il guado risaliamo un altro breve tratto di sentiero e, lì dove i pendii erbosi sulla sinistra sembrano meno scoscesi, andiamo a prendere una cengia erbosa che sale diagonalmente a sinistra portandoci al ripiano erbo-sassoso superiore. Seguiamo quindi la cresta che si trova leggermente a destra davanti a noi e, rimontando con qualche zig-zag un pendio inizialmente di rocce rotte e sfasciumi, proseguiamo sempre su pendenze sostenute ma mai eccessive su terreno erbo-roccioso.
Seguendo l’ampia dorsale, raggiungiamo la prima anticima dalla quale la Schiena di Cavrel è già visibile e proseguiamo quindi sulla cresta a tratti leggermente aerea ed esposta, sino a superare la seconda anticima da cui un’ultima discesa alla sottostante selletta ci fa poi risalire infine alla vetta con omino di pietre della Schiena di Cavrel (2707 m).
Cima del Bondone
Dalla vetta, proseguiamo per un brevissimo tratto in direzione Bocchetta di Cavrel/Pizzo Cavrel (sono davanti a noi lasciandosi alle spalle l’omino di vetta) per poi deviare quasi subito sulla destra accedendo a un canale di sfasciumi abbastanza pericolanti. Scendiamo il canale con cautela fino a raggiungere un piccolo salto dove un grosso masso costringerebbe a disarrampicare qualche metro su placchette umide. Qui abbandoniamo un cordino e, usando una corda, superiamo i 6 m più impegnativi raggiungendo la zona bassa del canale. Da qui, senza problemi, scendiamo sui notevoli sfasciumi sino ad intercettare la traccia che sale verso il Diavolo della Malgina.
Seguiamo la traccia in discesa e raggiungiamo il Lago della Malgina (2339 m) da cui proseguiamo poi in salita verso il Lago Gelt (2562 m) che raggiungiamo su comoda traccia.
Aggiriamo il Lago e risaliamo un po’ a naso il non difficile ma interpretabile pendio che, con una serie di canaletti erbosi e roccette non obbligate ci fa guadagnare quota sino a raggiungere la cresta a pochi metri della Cima del Bondone (2848 m), situata alla nostra sinistra. Raggiungiamo la vetta aggirando le ultime roccette sulla sinistra tramite un facile canalino erboso.
La cresta che conduce alle Cime di Lago Gelt, presenta qualche saltino difficilmente affrontabile con i cani, decidiamo quindi di ridiscendere dalla via di salita per circa 80 m di quota sino a raggiungere una zona più comoda dove, non perdendo ulteriore quota, pieghiamo a sinistra puntando alle Cime di Lago Gelt, con relativa bocchetta.
Cime di Lago Gelt e ritorno ad anello
La risalita alla Cima Nord di Lago Gelt (2769 m) non presenta difficoltà e la effettuiamo prendendo la cresta lì dove risulta comodo e proseguendo su di essa.
Dalla prima vetta, guardando la sottostante Bocchetta di Lago Gelt (2727 m), passiamo leggermente a destra del filo e, tramite cengette non difficili ma un poco esposte, scendiamo alla bocchetta.
Dalla Bocchetta, seguiamo i bolli blu che conducono alla vetta della seconda Cima di Lago Gelt: seguiamo dapprima la cresta erbo-rocciosa, poi passiamo su sfasciumi alla sinistra del filo, passiamo tra qualche sfasciume e, usando un poco le mani ma su semplici passaggi, siamo in vetta alla Cima di Lago Gelt Sud (2804 m), la più alta tra le due.
Torniamo sui nostri passi sino alla Bocchetta di Lago Gelt e scendiamo sul lato opposto rispetto a quello di salita. Seguiamo quindi omini e bolli che ci conducono presto al Passo di Caronella (2612 m, sentiero 310), con il vicino Bivacco A.E.M.
Da qui, seguiamo il sentiero che scende con qualche zig-zag passando dal bucolico Bivacco A.E.S e poi al Rifugio Barbellino (2131 m), a bordo del Lago di Barbellino Naturale.
a qui seguiamo il battuto sentiero che ritorna al Rifugio Curò, intercetando presto la deviazione presa in precedenza per salire verso il Lago di Malgina.
Dal Rifugio Curò scendiamo comodamente a Valbondione seguendo il canonico sentiero.
Nota: se la discesa dal canaletti di sfasciumi della Schiena di Cavrel non convincesse, c’è ovviamente la possibilità di scendere dalla cresta e pendio di salita. C’è la possibilità di collegare la Cime del Bondone alle Cime di Lago Gelt stando sempre sul filo di cresta, ma risulta un giro un po’ più esposto ed alpinistico di quello che ci sentivamo di fare col cane.
Impressioni
Un bel concatenamento di cime remote sopra il salito e risalito Rifugio Curò, in una delle zone più iconiche delle Orobie. Prestare attenzione alla discesa dal canalino sfasciumoso della Schiena di Cavrel, che potrebbe risultare insidiosa. In caso, si può scendere dalla via di salita (la cresta).
























