Descrizione
Da Carona al Pizzo del Becco
Partiamo dal paese di Carona, più precisamente dal parcheggio vicino al sentiero di salita per i Laghi Gemelli, a riva del Lago di Carona.
Saliamo quindi sul classico 211 che, con qualche zig-zag nel bosco, esce infine poco dopo aver incrociato il sentiero delle Orobie che sulla sinistra prosegue per il Rifugio Fratelli Calvi, a metà strada tra il Lago del Becco sulla sinistra e il grande Lago Marcio sulla destra.
Pieghiamo a sinistra sul sentiro che costeggia il Lago del Becco sulla destra e salimao sul sentiero 250 fino alla comparsa del Lago Colombo.
Qui pieghiamo quasi subito sulla sinistra su traccia, superiamo la Baita del Teciù e ci ci troviamo in un’ampia zona di grossi massi, sulla quale seguiamo omini e bolli fino all’imbocco del canalino attrezzato per il Pizzo del Becco.
La salita al Becco è descritta al seguente link.
Siamo quindi in vetta al Pizzo del Becco (2507 m).
Dalla vetta, torniamo brevemente sui nostri passi fino al pianoro erboso fuori dal canalino ferrato. Qui, anzichè scendere di nuovo dal canalino, seguiamo dritti la traccia segnata che ci conduce, su una cengia sassosa che costeggia una quota piegando a sinistra, al Passo d Sardegnana (2326 m).
Corno principale di Sardegnana dalle placche di verrucano
Dal Passo, prosegiuamo dritti nell’ampio pianoro erbo-sassoso che ci separa dalla vetta principale dei Corni di Sardegnana e, a naso, puntiamo la nostra prossima vetta avvicinandoci alle placche rocciose che presenta su questo versante.
Raggiungiamo quindi la zona erbo-pietrosa esattamente sottostante le belle placconate e puntiamo la loro estremità sinistra (guardando il Corno). Iniziamo a salire il verrucano con diagonale verso destra (I+/II) sino a un evidente saltino (caminetto, III) che, una volta risalito, ci porta su un’altra placca di verrucano dove si trova una sosta (spit).
Da qui la croce del Corno principale di Sardegnana (2507 m) è già visibile 20 m sopra di noi, e la raggiungiamo risalendo la soprastante paretina scegliendo i passaggi più facili (II, esposizione). Poco sotto la croce di vetta si trova una sosta su due spit con catena.
Discesa dalla via “normale” dei Corni di Sardegnana
Per la discesa, optiamo per la via “normale” ai Corni di Sardegnana che si rivela più insidiosa di quanto atteso. Si scende dal lato opposto rispetto alla nostra salita e si passa quasi subito all’interno di due buchi nella roccia, uno successivo all’altro e molto suggestivi.
Qui si scende nuovamente superando facili salti rocciosi, avendo gli altri Corni di Sardegnana dritti davanti a noi. La via più breve (e considerata normale di salita), raggiunta la prima sella ben prima del successivo Corno, piega a destra su una ripida rampa erbosa che in breve conduce su balze erbo-rocciose che portano infine alla pietraia del Laghetto del Vallone. Da qui, si scende come poi fatto successivamente da noi.
Noi, però, non conoscendo la via ed essendo essa non proprio intuitiva, abbiamo erroneamente proseguito dritti oltre la prima sella e abbiamo costeggiato sulla sinistra tutti i rimanenti Corni di Sardegnana. Siamo poi scesi “a naso” verso destra e quindi verso il Laghetto del Vallone e la sua pietraia, superando qualche passaggio un po’ esposto su roccia in discesa e imboccando poi un largo ma ripido canale erboso.
Dalla pietraia del Vallone seguiamo la traccia con omini che ci riporta sul sentiero 213 che seguiamo per un breve tratto a sinistra, per lasciarlo poco dopo e deviare a destra per boschi fino a prendere il sentiero 247, il sentiero estivo per il Rifugio Calvi, che ci conduce al borghetto di Pagliari e, da lì in breve a Carona, nei pressi della centrale Enel.
Attraversiamo il paese e torniamo al Lago di Carona, dove abbiamo lasciato l’auto.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo usato una corda da 30 m per fare conserva protetta in salita alla cima dei Corni di Sardegnana. Se si volessero fare le calate dalle stesse placche di salita per la vetta anzichè scendere dalla labirintica via normale, tenete conto che bisogna farne due una da 20 m (la prima) e un’altra da 30 m fino all’erba sottostante le placche. Per entrambe è presente sosta in loco.
Impressioni
Bel giro orobico che sale su belle cime ardite con vista-laghi Gemelli/Lago Sardegnana. La salita al Pizzo del Becco è interpretabile come sentiero attrezzato o come via ferrata: tenete conto che il caminetto è piuttosto verticale, ma sempre attrezzato con catene. La salita al Corno di Sardegnana invece è dal carattere più alpinistico, ma l’arrampicata è facile. Un ottima scelta per cominciare a far pratica con la corda.


















