Traversata dei 5 Corni di Sardegnana da Carona

Estate
Alpinismo
Val Brembana

Distanza: 14,6 Km

Dislivello: +1730 m

Quota max: 2489 m

Sentieri CAI: 213

Esposizione: –

Difficoltà: AD


Località di partenza: Carona (BG) – Val Brembana

Punti di appoggio: –

Descrizione

Avvicinamento dal Laghetto del Vallone e risalita del Corno “non ufficiale”

Partiamo da Carona (1120 m) dove imbocchiamo il ripido sentiero che con vari zig-zag risale il bosco e ci porta alla condotta con scalinata da cui in breve siamo al Lago di Sardegnana (1738 m).

Da qui, optiamo per un giro ad anello, quindi non risaliamo al Passo di Sardegnana, ma seguiamo il sentiero delle Orobie in direzione Rifugio Calvi per un lungo tratto sino a intercettare il bivio sulla destra che ci conduce nel Vallone.

Iniziamo quindi la risalita, dapprima su pietraia con sporadici arbusti e poi su grossi massi sino a raggiungere il bel Laghetto del Vallone (2226 m).

Stando alla sua destra e seguendo gli omini, andiamo a risalire la pietraia e, con semicerchio verso sinistra, puntiamo ad un evidente e bel corno situato alla sinistra del Passo da cui originano tutti gli altri Corni.

Raggiungiamo la selletta e, svalicando pochi metri lato Sardegnana, andiamo a risalire questo primo Corno, non facente ufficialmente parte dei 5 Corni di Sardegnana del libro “Orobie”.

La risalita avviene su fantastiche placchette di moderata difficoltà (II). Sosta con cordone intorno alla vetta.

Corno I di Sardegnana e Corno IV

Ridiscesi dalle stesse placchette e ritornati alla selletta, possiamo scegliere come salire la cima principale dei Corni di Sardegnana davanti a noi (Corno I): riscendere a destra nel Vallone e, tramite rampa erbosa, collegarci alla via normale del buco, oppure, come fatto da noi, salire dalle placche lato Sardegnana per la classica via con difficoltà di II+/III (soste presenti in loco). Quindi noi, dalla selletta, traversiamo un poco a sinistra e, cercando il facile, raggiungiamo la zona erbo-pietrosa sottostante le belle placconate di verticali del Corno. Seguiamo poi la breve via già descritta a questo link.

Dalla vetta del Corno I (2483 m), il gruppo dei Corni è visibile davanti a noi guardando verso il Vallone.

Scendiamo verso il Vallone tramite il buco della via normale e, appena passati oltre, raggiungiamo una zona più facile delimitata a destra da una crestina. Seguiamo la cresta stando prevalentemente alla sua sinistra e procediamo grossomodo dritto tenendo in considerazione che il gruppo dei Corni di Sardegnana è davanti a noi.

Si supera una zona caratterizzata da molti sassi accatastati sino a raggiungere una selletta da cui, scendendo un poco a sinistra su erba, si raggiunge il primo degli ultimi quattro Corni che andremo a salire: il Corno IV.

Sempre su erba, ci portiamo al caminetto che separa Corno IV da Corno II e risaliamo tale caminetto (breve ma passaggio difficile su roccia, IV) uscendo alla comoda selletta soprastante.

Da qui, guardando il Corno IV sulla destra, traversiamo a sinistra dello spigolo per poi rientrare verso destra e trovarci sotto l’ardito spigolo finale. Non attacchiamo direttamente lo spigolo, ma scendiamo qualche metro sulla destra (lato Sardegnana, forte esposizione) fino a risalire poi per una facile placchetta alla vetta (2430 m). Sosta da realizzare con cordone su spuntone.

Corno II, Corno III e Corno V

Ci si cala sullo spigolo ritornando alla selletta, da cui si attacca il Corno II risalendo diagonalmente da destra verso sinistra la placca, lì dove i gradoni di roccia rendono la salita più semplice. Poco sotto la vetta, dove la paretina impenna, si traversa un poco a destra e si sale dritti (III) fino a a cima del Corno II (2440 m).

Da qui si scende per cengetta su sassi sino ad un chiodo da cui una brevissima doppia, deposita all’intaglio che ci separa dal Corno III.

Si risale senza difficoltà al Corno III (I+, 2435 m) dalla cui “ampia” vetta si nota il Corno V: un masso appoggiato a pochi metri dalla vetta del Corno III, dall’aspetto pericolante.

La scalata di quest’ultimo Corno (2425 m) è di pochi metri ma richiede qualche movimento impegnativo (tipo Boulder, IV).

Ritorno

Si ritorna alla selletta tra Corno III e Corno II e, utilizzando lo spuntone presente, ci si cala nel sottostante camino lato Sardegnana per circa 12 m. Da qui, con un traverso su esposte balze erbose, si traversa sotto i Corni appena saliti e si ritorna alla zona di massi accatastati.

Da qui si può scendere per la normale del Vallone (se si conosce l’itinerario), altrimenti conviene risalire il Corno I dal buco e calarsi con due coppie da 30 m dalle placche versante Sardegnana.

Per il ritorno, avendo optato per la calata dalle placchette, seguiamo il non lungo ma lento sentiero che scende tutto il vallone di Sardegnana passando dapprima su grossa pietraia e poi da un comodo sentierino nel bosco che scende sulla sinistra della valle riportandoci alla diga di Sardegnana, da cui, per lo stesso sentiero di salita, a Carona.

Nota sul materiale utilizzato: noi eravamo in due cordate e avevamo due corde da 30 m, quindi potevamo fare calate da 30 m. Forse potrebbe bastare una corda da 40 m per fare il giro completo.

Nota: i Corni sono numerati in ordine di quota, quindi il Corno I è il Corno principale (il più alto) mentre il V è il più basso tra i 5.

Impressioni

Bellissimo giro di alpinismo avventuroso e poco battuto. La roccia è solida e l’ambiente è fantastico, ma non bisogna soffrire l’esposizione! Attenzione al Corno V, che ci è sembrato piuttosto pericolante.


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