Descrizione
Avvicinamento in Val Sambuzza
Da Carona (1110 m), prendiamo il classico sentiero 210 che passa dal borghetto di Pagliari e sale in direzione Rifugi Calvi e Longo.
Superata la casacata della Val Sambuzza, seguiamo ancora il sentiero principale fino a una baita con una fontana situata nei pressi di un paio di tornanti del sentiero. Raggiunta la baita, però, deviamo a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Sambuzza e il Bivacco Pedrinelli, distaccandoci dal sentiero principale.
Il sentiero sale nel bosco su pendenze costanti e non esagerate, fino a uscire in una piccola radura e salire nel mezzo di un bel pratone. Si reimmerge nel bosco per un piccolo tratto dove si continua a salire tramite tornanti, fino a intercettare il sentiero che, se seguito a destra, porta al Rifugio Longo. Noi invece lo percorriamo verso sinistra, percorrendo un traverso verso sinistra, con il Monte Chierico ben visibile davanti a noi.
Seguiamo il sentiero fino a immergerci nella bella Val Sambuzza. Nei pressi di una baitella, seguiamo il sentiero a destra che prosegue verso le Baite Arale, il Bivacco Pedrinelli e il Pizzo Zerna ma, una volta entrati nell’altopianoerboso alla base del Pes Gerna, pieghiamo a destra seguendo omini e sporadici bolli rossi o bianchi, per salire il cresta puntando alla nostra prima vetta.
Traversata Pes Gerna, Monte Masoni, Cima di Venina
Il sentiero sale sempre all’aperto: superiamo un primo blocco di dislivello tramite tornantini su fondo prevalentemente erboso e raggiungiamo un pianoro alla base della caratteristica grossa pietraia che sorge ai piedi del Pes Gerna. Dal pianoro, gli omini puntano a contornare la pietraia sulla destra fino a prendere la cresta erbo-rocciosa che ci conduce in vetta al Pes Gerna (2562 m).
Dal Pes Gerna, seguiamo la cresta su un tratto in discesafino a una forcella, dalla quale risaliamo sul lato opposto, sempre stando pressochè in cresta o poco alla sua destra. Questo tratto del percorso è quello leggermente più delicato, visti i passaggi ripidi da superare (con lieve esposizione). Superiamo qualche tratto di erba ripida a balze fino a prendere il filo di cresta, che seguiremo fedelmente fino alla vetta del Monte Masoni (2663 m).
Dal Monte Masoni, proseguiamo in discesa sull’ampia dorsale erbo-sassosa, toccando due quote e, infine, la Cima di Venina (2624 m).
Dalla Cima di Venina, seguiamo le tracce dal lato opposto della nostra salita, puntando al Passo di Venina, dal quale proseguirebbe, con passaggi ben più tecnici, la traversata di cresta per il Pizzo Cigola. Ben prima del Passo, però, pieghiamo a destra e scendiamo sul sentiero normale di salita. Il sentiero scende tra prati e qualche roccetta a tornanti ed è quasi sempre ben evidente.
Rifugio Longo, Passo Selletta, Rifugio Calvi e ritorno a Carona
Al termine del sentiero, ci troviamo sul tratto finale del sentiero 224 che sale al Rifugio Longo (2026 m). Lo seguiamo quindi verso sinistra fino a toccare il rifugio e proseguiamo sul sentiero fino al Lago del Diavolo (2142 m), col Monte Aga che fa capolino sopra di esso.
Contorniamo il Lago sulla destra, passando sulla diga e proseguendo in salita sul sentiero 246 fino al Passo Selletta (2372 m).
Dal Selletta, scendiamo seguendo il sentiero delle Orobie che, alla lunga, ci conduce al Lago Rotondo e al soprastante Rifugio Calvi (2015 m).
Scendiamo dal Calvi dal sentiero normale che ci riconduce a Carona passando a destra del Lago di Fregabolgia e del Lago del Prato, chiudendo così un bellissimo anello.
Impressioni
Un lungo giro di trekking (o trail running) sopra Carona, senza troppe difficoltà tecniche ma con la bella soddisfazione di toccare tre alte vette e di collegarle in cresta. Si passa da ben due rifugi, ottimi punti di rifocillamento/abbeveraggio. Giro adatto anche a cani (basta che siano ben allenati e resistenti).






















