Descrizione
Parcheggiamo a Carona (1110 m), sulla strada che sale all’imbocco del sentiero (Via Antonio Locatelli). I parcheggi a bordo strada sono gratuiti se le strisce sono bianche, a pagamento se blu (quelli più vicini all’attacco del sentiero sono blu). Il ticket è acquistabile presso alcuni bar e ha il costo di 3 euro.
Imbocchiamo quindi il sentiero 210 che mostra, all’inizio, un cartello di legno indicante se il Rifugio Calvi e il Rifugio Longo (raggiungibile anch’esso tramite una diramazione di questo sentiero) sono aperti.
Il sentiero è interamente battuto/asfaltato, tant’è che i rifugisti salgono in jeep. Il primo tratto è abbastanza pendente e conduce al piccolo e grazioso abitato di Pagliari, dove, da poco, ha aperto un baretto. Prosegue quindi su pendenze variabili ma mai esagerate (anzi, il percorso ha una lunga estensione, quindi il dislivello risulta ben distribuito lungo il tracciato) e supera la caratteristica Cascata della Val Sambuzza, sembra piena di acqua fresca.
Prosegue poi con qualche tronate, in prossimità dei quali si dirama il sentiero che si immerge nella Val Sambuzza e conduce a Pes Gerna, Pizzo Zerna e altre belle vette.
Noi proseguiamo sul sentiero asfaltato (in un paio di tratti si possono prendere delle scorciatoie che tagliano qualche curva) su dolce pendenza finchè non raggiungiamo il grande spiazzo eroboso nel quale giace il Lago del Prato. Qui, si dirama sulla sinistra il sentiero che sale al Rifugio Fratelli Longo.
Noi proseguiamo ancora dritti su un tratto più pendente, aggirando il Lago sulla sinistra. In prossimità di una baitella, la vista si apre finalmente e maestosamente su Diavolo e Diavolino.
Qui ci sono due varianti di salita: una sulla sinistra, leggermente più lunga ma più dolce (è quella percorsa dalla jeep), e l’altra sulla destra, quella più battuta dai trekker. Prendiamo la variante di destra e risalimao fino alla Diga del Lago Fregabolgia.
Saliamo sulla sinistra della diga su breve tratto sterrato e proseguiamo quindi costeggiando il grande Lago, su un tratto quasi pianeggiante, fino a raggiungere il Rifugio Fratelli Calvi (2015 m), che sorge sulla destra di una altro laghetto: il Lago Rotondo. Da qui, splendida vista su tutte le vette della conca: Monte Madonnino, Grabiasca, Poris, Diavolino, Diavolo, Rondenino, Aga.
Ci rifocilliamo al Rifugio e torniamo all’auto a Carona tramite il sentiero di salita.
Impressioni
Classicissimo e frequentatissimo rifugio orobico, punto di partenza per diverse ascese (Diavolo, Diavolino, Grabiasca, Poris, Madonnino) e di passaggio per il Giro delle Orobie Occidentali. È spesso aperto anche nei weekend invernali, ma prestare attenzione che non abbia nevicato troppo: il sentiero di salita si presta a slavine e quindi è sconsigliato percorrerlo in caso di neve abbondante.
Cosa si mangia in rifugio?
Leggi l’articolo della nostra rubrica culinaria per sapere cosa abbiamo mangiato con gli amici al rifugio Calvi!

















