Descrizione
Partiamo da una curva sulla strada che collega Vilmaggiore e Vilminore di Scalve. Qui imbocchiamo un sentiero che sale direttamente dalla strada carrozzabile e si inoltra nel bosco tra fitta vegetazione. Incociamo la Via Decia e abbiamo subito ripreso il “più canonico” sentiero che sale in direzione Pizzo Tornello direttamente dalla Chiesa di Vilmaggiore.
Saliamo quindi il sentiero che sale ripido in un bel bosco di conifere e sale con qualche zig zag. Dopo un bel tratto boschivo, si esce all’aperto e il sentiero prosegue ora, sempre piuttosto erto ma generalemnte più dolce, tra verdi prati e guada qualche torrentello.
Raggiungiamo quindi la Baita di Varro (2030 m): un bel bivacco di pietra molto fornito. In prossimità del bivacco, il sentiero di biforca: a sinistra procede verso il Lago di Cornalta e l’omonima vetta, mentre a destra sale per il Lago di Varro. Noi seguiamo a destra e continuiamo a salire su roccette e prati in un bel contesto ad ampio respiro, avvicinandoci sempre di più alle nostre alte vette.
Superiamo un grosso totem di pietre e giungiamo quindi al Lago di Varro (2236 m), un bellissimo laghetto alpino di dimensioni importanti che sorge ad alta quota. Dal Lago sono ben visibili le nostre tre vette di giornata (a patto che le nuvole non le nascondano). Noi le collegheremo in cresta partendo da quella più a sinistra.
Procediamo quindi sul sentiero che sale a sinistra del Lago e puntiamo l’evidente sella alla base del Pizzo Tornellino, la vetta più a sinistra delle tre e la prima che saliremo.
Raggiungimao la sella percorrendo gli ultimi metri di dislivello “a naso”, salendo balze erbo-rocciose che si fanno più pendenti nel tratto finale, ma mai esageratamente.
Dalla selletta, pieghiamo a sinistra e superiamo l’ultima manciata di metri di dislivello su roccette, a tratti sfasciumose, fino a toccare l’omino di vetta del Pizzo Tornellino (2585 m).
Torniamo alla sella di prima e puntiamo ora la seconda vetta di giornata che è anche la più alta della Val di Scalve: il Pizzo Tornello è poco più alto dell’appena salito Tornellino, ma è ben più visibile perchè ospita in vetta un grossa croce bianca. È puntando ad essa che risaliamo su dolci pendenze e senza alcuna difficoltà fino alla vetta del Pizzo Tornello (2687 m), stando grossomodo sulla largha cresta pietrosa.
Scendiamo dal Pizzo Tornello seguendo i bolli della via normale, su terreno erbo-sassoso., andando a intercettare il sentiero 430 che scende dal Rifugio Tagliaferri. Seguiamo per breve tratto il 430 fino alla sella sotto la cresta Nord della nostra ultima vetta di giornata: il Pizzo Tornone. Qui, anzichè seguire il sentiero che scende a destra verso il Lago di Varro, salimao la cresta Nord, che presenta qualche passaggio di facile arrampicata e qualche tratto esposto, ma nel complesso le difficoltà sono contenute.
Saliamo le prime rampe di bella roccia scura e siamo sulla cresta. Qui si può proseguire sul filo ma è anche possibile passare leggermente a destra e sotto il filo stesso, passando qualche traverso erboso e qualche canaletto per riprendere poi la cresta. Dopo non troppo tempo siamo in vetta al Pizzo Tornone (2577 m), con la sua Madonnina di vetta.
Scendiamo dalla via normale del Tornone che consiste in una facile traccia su erba che percorre il largo costone erboso che sale lato opposto alla cresta appena percorsa, per poi piegare a destra e scendere su sentiero sassoso, con qualche zig-zag, poco sotto il Lago di Varro, intercettando il nostro sentiero di salita.
Torniamo a Vilminore e all’auto seguendo il sentiero di salita.
Impressioni
Un bel giro di trekking con quel poco di pepe sulla cresta Nord al Tornone (che se fatto dalla normale invece non presenta alcuna difficoltà). Questa zona della Val di Scalve è molto affascinante perchè aperta e ampia. Offre salite non troppo difficili pur mantenendo il carattere di alta montagna. Ricorda il paesaggio di qualche luogo del Sudtirol.





















