

Descrizione
Avvicinamento
Partiamo dal paese di Schilpario (1143 m), dal parcheggio poco dopo lo Chalet Paradais, dove imbocchiamo il diretto sentiero per la Malga Epolo (1545 m) che ci fa guadagnare quota molto velocemente.
Dalla Malga seguiamo le indicazioni per il Passo di Corna Busa (1942 m), che raggiungiamo su traccia meno pendente del tratto precedente, ma comunque abbastanza erta.
Dal passo, la Cresta Ovest è direttamente alla nostra sinistra, ma non la si attacca subito: si segue la via normale al Pizzo Camino che aggira di fatto il primo avancorpo erbo-roccioso costituito da alcuni torrioni già visibili durante l’avvicinamento. Tali torrioni sono stati saliti ma risultano scorbutici e di poco interesse.
Quasi subito lasciamo il sentiero per piegare a sinistra e risalire la pietraia, lì dove è meno faticosa, andando a guadagnare un’evidente selletta posta dopo i summenzionati torrioni ed evidente in quanto abbastanza ampia e facilmente raggiungibile su erba.
Cresta Ovest: parete di attacco, passaggi aerei, calata e cengia
Dalla selletta si attacca la parete davanti a noi di buona roccia, con difficoltà abbastanza sostenute nei primi metri (III+, 20 m). Si incontra un chiodo dopo circa 8 m e un cordone su spuntone integrabile dopo 20 m.
Da qui si procede ancora in verticale su blocchi da verificare sino ad uscire in cresta (sosta su clessidra e spuntone). Si segue il filo della cresta che presenta subito passaggi esposti a cui prestare attenzione, portandoci quasi subito ad affrontare un tratto molto aereo in discesa che deposita ad una selletta con alberello (chiodo prima e dopo la lama).
Da qui si risale il successivo spigoletto, anch’esso aereo, sino a una strettissima selletta da cui lo spigolo procede in verticale su roccia più solida ma un po’ più tecnica (chiodo e cordone).
Si procede quindi senza troppa difficoltà sino ad incrociare l’uscita di un canale sulla destra, trovando una sosta su due chiodi sulla parete di sinistra. Si passa qualche metro sotto il torrione e si procede per un tratto su terreno erbo-roccioso riguadagnando la cresta, sino a raggiungere un punto in cui la cresta precipita dove un cordone su spuntone ci suggerisce di effettuare una calata di 25 m per scendere all’intaglio sottostante.
Scesi all’intaglio, si aggira la frontale parete, verticale e povera di appigli, tramite un’esposta cengetta situata alla sinistra (faccia a valle) del canale che scende a destra della cresta (chiodo a terra per abbassarsi sulla cengia). La cengia si abbandona quasi subito, lì dove alla nostra sinistra compare un canaletto e un altro chiodo poco sopra. Si risale il canaletto per circa 15 m (III+) uscendo su terreno erboso alla destra e un bel po’ sotto il filo dove sostiamo su pianta.
Cresta Ovest: spigoli e torrioni, incrocio via normale e immissione nel canale Nord
Si risale quindi in cresta e si procede trovandosi di fronte a un aereo spigoletto e successivi torrioncini che dovremo risalire stando sul filo.
Non appena il terreno diventa un po’ più facile, traversiamo un poco a destra del filo per poi passare completamente all’altro versante e proseguire per un po’ di metri puntando ad una caratteristica finestra creatasi con un masso appoggiato, che speriamo rimanga lì.
Si passa alla sinistra di questa finestra e tramite massi un po’ accatastati, si risale il fianco sinistro tornando in cresta e avendo ben evidente davanti a noi una bella insellatura che rappresenta un affaccio e una via di fuga sulla vicinissima sottostante via normale.
Noi saliamo invece a sinistra, in cresta, e passando qualche metro a destra del filo, con qualche traverso un po’ esposto, superiamo un lungo tratto che ci fa passare sotto un caratteristico torrione, raggiungendo uno spuntone con cordone di calata che permetterebbe di scendere nel sottostante camino nord.
Non usiamo lo spuntone poiché la discesa a destra del filo è abbastanza gradinata. Si raggiunge quindi la sella da cui si accede al camino nord (via Attilio Gheza, bolli blu) e risaliamo quest’ultimo tratto nel canale nord, sbucando a pochi metri dalla vetta del Pizzo Camino (2491 m).
Discesa dalla normale e ritorno
Scendiamo dalla via normale che percorre il canale Nord-Ovest.
Torniamo al Passo di Corna Busa e a Schilpario dal sentiero di salita.
Raggiunto il Passo della Porta risaliamo in conserva su difficoltà più contenute rispetto all’itineriario percorso finora fino alla vetta di Cima Moren (2418 m), dalla quale scendiamo seguendo la normale (pochi passaggi su roccette di I grado) sino al Goletto di Moren (2200 m).
Nota sul materiale utilizzato: abbiamo utilizzato una corda da 60 m, necessaria per la calata a circa metà della cresta.
Impressioni
Bella e sorprendente cresta in una delle montagne orobiche che regala più soddisfazioni, sia in estate che in inverno. La cresta è più lunga di quanto ci aspettassimo, e anche per nulla scontata. La parete di attacco è bella verticale e, in generale, la cresta si sviluppa in ambiente selvaggio con roccia da tastare (attenzione, non essendo troppo battuta si muovono spesso e volentieri sassi, anche in cresta. La roccia è comunque in generale bella ruvida).






























