Descrizione
Partiamo dal parcheggio in prossimità del Rifugio Padova (1300 m) da cui seguiamo le indicazioni per il Rifugio Giaff e la Forcella Scodavacca (sentiero 346) che sale a sinistra nel bosco e che in circa 3 Km ci fa guadagnare 700 m di quota raggiungendo i 2045 m dell’ampio valico della Forcella Scodavacca.
Dalla Forcella, prendiamo a sinistra il sentiero/traccia che sale un ghiaione. La traccia, un po’ più pendente e faticosa del sentiero precedente, ci porta alla Tacca del Cridola (2302 m). Da qui, sulla sinistra, è evidente l’attacco della via normale, ampiamente segnalato con una scritta in rosso.
Seguiamo quindi la traccia che costeggia le pareti e ci porta in breve a delle prime roccette che superiamo accedendo ad una breve cengia che deposita davanti a un canale di rocce un po’ sporche di detriti.
Risaliamo tale canale raggiungendo una zona più facile ma dal fondo delicato dove una traccia sale a zig-zag e ci immette in un altro canale più facile che sale verso destra.
Da qui la traccia tende leggermente a sinistra, portandoci in un altro canale con roccette e detriti da superare con attenzione sino ad una selletta con piccolo pulpito roccioso a sinistra.
Proseguiamo lungo la traccia sull’evidente cengia che prosegue a destra (passando a sinistra della parete) depositandoci ad un intaglio/canaletto di pochi metri con roccia buona ma un po liscia (III-) superato il quale si trova un chiodo con cordino bianco.
Saliamo quindi il soprastante canaletto incassato con ottimi appoggi per mani e piedi accedendo a una zona più ampia e più facile, ma sempre dal fondo molto detritico, che si attraversa da destra verso sinistra a semicerchio guidati dai bolli rossi e dagli ometti.
Raggiungiamo quindi uno spigoletto che va salito scalando delle roccette esposte (chiodo arrugginito) passandogli alla sinistra ed uscendo su rocce un po’ più appoggiate da cui si accede al piccolo catino sommitale.
Dal catino, tramite salde placche rocciose o su traccia per ghiaia, si raggiunge facilmente la croce di vetta del Monte a Cridola (2581 m).
Scendiamo seguendo la traccia di salita fino all’auto parcheggiata al Rifugio Padova.
Dal Passo, guardando il Monte Cristallo, è evidente la cengia (ometti) che passa a sinistra della bastionata rocciosa: scende subito un poco e risale per contornare di nuovo la parete sino a raggiungere quasi subito il caratteristico passaggio dell’asse di legno malconcia ora assicurato con spit e corda fissa.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 30 m per fare conserva.
Impressioni
Bella e selvaggia vetta, in pieno stile “Dollomiti Friulane”. La via normale non è scontata, in quanto la parte aplinistica, seppur non troppo difficile, è comunque lunga e a tratti esposta. Prestare attenzione ai sassi mobili e alla ghiaia, spesso presenti sulla via col rischio di scaricarli ad altri alpinisti in salita.



















