Cima Grande di Lavaredo – Via Normale da Misurina

sole pelmo
Estate
Alpinismo
Dolomiti

Distanza: 15,6 Km

Dislivello: +1440 m

Quota max: 2999 m

Sentieri CAI: 119, 101, 105, 108

Esposizione: Sud

Difficoltà: AD


Località di partenza: Auronzo di Cadore (BL) – Misurina

Punti di appoggio: Rifugio Auronzo

Descrizione

Avvicinamento

Partiamo dal parcheggio per il Rifugio Fonda Savio da cui seguiamo le comode indicazioni che ci fanno superare il Lago d’Antorno e raggiungere la dogana della strada a pagamento per il Rifugio Auronzo.

Prendiamo il sentiero che si stacca sulla destra in direzione Rifugio e lo seguiamo andando a risalire senza difficoltà i 500 m di dislivello circa che ci conducono al Rifugio Auronzo (2333 m) situato alla base delle Tre Cime. Il sentiero interseca in due punti la strada automobilistica nel salire.

All’Auronzo prendiamo il sentiero panoramico in direzione Rifugio Lavaredo sino a lasciarlo poco prima della Cappelletta Paul Grohmann seguendo un sentierino che si inerpica a sinistra e sale il ghiaione puntando evidentemente la forcella tra Cima Grande e Cima Piccola. Il ghiaione si fa via via più ripido (mai troppo) sino a quando non siamo esattamente tra le pareti delle due cime. Qui, ignorato un primo grande camino sulla sinistra, troviamo una seconda rampa/camino che rappresenta l’attacco della normale a Cima Grande.

Rampa diagonale e zona labirintica

Si risale la rampa che sale diagonalmente verso sinistra su facili rocce (I) sino a quando questa confluisce in un vero e proprio camino in cui la parete di sinistra presenta rocce molto appigliate da utilizzare preferenzialmente per la salita. Molte soste e la roccia unta ci guidano nella direzione.

Nella parte finale, si superano alcune placchette di III grado circa, sino a sbucare presso una piccola forcella con grande anello di sosta. Dalla forcella, si hanno due opzioni per proseguire: noi superiamo la forcella scendendo per facili roccette e raggiungiamo una cengia che seguiremo per una trentina di metri sino a notare un piccolo chiodo sulla destra. Un metro dopo il chiodo andiamo a risalire il camino tendendo verso sinistra ma uscendo poi a destra guidati da un grosso omino presente poco sopra.

Ci troviamo quindi in un’ampia area detritica più facile in cui dovremo farci guidare dai numerosi omini presenti (a volte fuorvianti) ma grossomodo, con un po’ di tornanti e proseguendo su terrno facile, raggiungiamo una forcelletta situata quasi direttamente sopra l’intaglio da cui noi abbiamo effettuato lo scavalco su cengia.

A questa forcella, si può arrivare anche più direttamente salendo quasi subito dopo l’intaglio al termine della rampa/camino iniziale (opzione da noi non verificata).

Attacchiamo quindi un muretto un po più impegnativo e verticale situato davanti a noi (III-) e accediamo quindi ad un’ulteriore area di banconote rocciose che risaliamo guidato dagli ometti sino a raggiungere due targhe: una bianca e poi una nera, presso le quali si sale sempre tra placconate e murettini un po’ più impegnativi.

Camino chiave, boulder, vetta e discesa

Puntiamo quindi ad un evidentissimo camino che andremo a risalire utilizzando la rampa rocciosa alla sua sinistra (II/III). Si raggiunge un’ottima sosta da cui sulla destra appare la spaccatura/camino chiave della via di salita. Risaliamo in opposizione tale spaccatura incontrando al suo interno tre cordoni nei punti più ripidi (IV). Usciti dal camino, sosta sulla destra.

Risaliamo ora un’erta paretina sulla sinistra (III, chiodo subito ad altezza occhi) per circa 15 m sino a una comoda sosta su cengia. Da qui proseguiamo su cengia verso sinistra addentrandoci tra le alte pareti sino a raggiungere poco dopo un altro muretto (chiodo arrugginito ad altezza occhi) a sinistra di un caminetto strapiombante.

Si risalgono quindi facili balconcini rocciosi raggiungendo la grossa cengia anulare superiore che seguiremo in direzione ovest (sinistra) per un bel pezzo sino a che degli omini ci indicheranno di piegare a destra e risalire su facile terreno ghiaioso tramite qualche zig zag raggiungendo un caratteristico camino.

Risaliamo il camino (III) e traversiamo sulle rocce di sinistra proseguendo ancora un poco su terreno facile sino a raggiungere l’ultima difficoltà di salita: un grosso masso povero di appigli da superare lateralmente abbracciandolo a mo’ di Boulder (cordone subito sopra il masso).

Si raggiunge quindi facilmente la vetta di Cima Grande di Lavaredo (2999 m).

Scendiamo dalla via normale di salita con un quantitativo di doppie a scelta e molta attenzione a non perdersi lungo la labirintica via fatta in salita. Degno di nota sottolineare che la calata appena sopra il caminetto chiave va effettuata dritta fuori dal camino e che esiste la possibilità di effettuare una calata poco prima dell’intaglio subito dopo il camino iniziale (quella da cui si discende in cengia) in uno stretto camino sassoso (noi abbiamo trovato in loco un kevlar rosso con maglia rapida), ma qui ci sono diverse possibilità di discesa.

Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 60 m, che riteniamo necessaria per effettuare la salita per via delle calate. Per il resto, non servono protezioni veloci perchè la via è ottimamente attrezzata con resinati, soste e anelli di calata.

Impressioni

Iconica vetta, desiderata da qualsiasi alpinista nel mondo, probabilmente. Le alte pareti e l’ambientazione della salita la rendono particolarmente emozionante.

L’avvicinamento da Misurina non deve affatto spaventare: è molto rapido e agile. Attenzione a qualche omino di troppo sulla via che la rendono spesso abbastanza labirintica.