Cucina casereccia al Rifugio San Marco

Arriviamo al Rifugio San Marco al termine della tappa 3 dell’Alta Via 4, giusto in tempo per l’aperitivo. Reintegriamo liquidi e sali con l’accoppiata per eccellenza: birra (radler o bionda) e patataine direttamente dal sacchetto, così come si fa in rifugio. Ce lo gustiamo al freschino serale, osservando la maestosità dell’Antelao dritto di fronte a noi.

Ci sediamo poi a tavola per cena e subito è chiara la conduzione familiare del rifugio: esce a sevrire i piatti la simpaticissima nonna (che penso che metta anche mano ai fornelli) che ci serve la classicissima zuppa di lenticchie per Seupa e una bella pasta con pesto di cavolo nero (particolare, così come è stato particolare cercare di spiegare in inglese alle nostre vicine di tavolo rumene cosa fosse il cavolo nero ahahah) per Mat.

Di secondo, due piatti particolarmente colorati e caserecci: uno con parmigiana di zucchine e un mix di patate, insalata e zucchine bollite. L’altro con straccetti di pollo alla cacciatore e contorni uguali al precedente. Caserecci sia dal punto di vista dell’aspetto che dal punto di vista del gusto!

Per docle sfizio: delle fettine di salame al cioccolato, anch’esso casereccio!

Il nostro voto: