Monte Mars dalla Cresta Carisey (SO)

Estate
Alpinismo
Valle d’Aosta

Distanza: 11,4 Km

Dislivello: +1320 m

Quota max: 2600 m

Sentieri CAI: 3, 3A, 2D

Esposizione: Sud-Ovest

Difficoltà: AD


Località di partenza: Coumarial (AO) – Valle di Gressoney

Punti di appoggio: Rifugio Coda

Descrizione

Avvicinamento

Partiamo dal parcheggio del ristoro di Coumarial dove imbocchiamo la strada nel bosco sulla destra per lasciarla poco dopo, quando sulla sinistra si stacca una traccia che sale ripida.

Sbuchiamo presso un pianoro erboso e continuiamo sul sentiero 3 superando l’Alpe Vercosa. Continuiamo a seguire il 3 fino a quando, in prossimità di un bivio, decidiamo di prendere il più diretto sentiero 3A che, anziché passare dal Colle Carisey, punta al Colle Sella.

Seguiamo quindi fedelmente il 3A che, per un gran pezzo, condivide il tracciato con l’Alta Via 1, fino alla risalita finale per il Colle Sella (2230 m).

Facciamo una breve tappa al Rifugio Coda (2280 m) seguendo il sentiero sulla destra per pochi minuti. Torniamo quindi al Colle e attacchiamo la cresta.

Attacco Cresta fino a Punta Amici

Risaliamo le facili placconate miste ad erba e proseguiamo su cresta fino a sormontare il primo risalto roccioso della cresta (II+).

Scendiamo il risalto altrimenti difficile, con una calata. Nel canalino è presente un cordone.

Giunti alla base del canalino, si presenta davanti a noi un blocco di roccia solidissima molto estetico che va attaccato a sinistra dello spigolo per poi passare a destra e risalirlo verticalmente sino a raggiungere la cresta dove poco dopo sostiamo (III).

Risaliamo alcune placchette, effettuiamo un traverso che aggira delle rocce sulla destra e, sceso e risalito un piccolo intaglio, facciamo subito un’altra sosta.

Giungiamo di fronte alla Punta Amici (2338 m) e la risaliamo superando il caratteristico passaggio di terrazzino esposto spittato (da sinistra verso destra) dove poco dopo troviamo una sosta con due cordoni (III).

Dalla sosta in breve siamo in vetta e qui inizia un lungo pezzo pianeggiante che ci farà superare diversi torrioni e un tratto in discesa davvero affilato a fil di cresta. Sono sempre presenti spit nei punti più esposti (II).

Da Punta Amici al Dado di Carisey

Terminato questo lungo traverso discendente, ci troviamo davanti a un dosso roccioso dove una sosta a spit con corda blu indica una via di fuga sulla sinistra (“calata”), mentre dritto davanti a noi indica “Carisey”. Anche qua facciamo un tiro: ci avvicinaiamo al dosso roccioso, superiamo alcune placche per poi deviare a destra e guadagnare lo spigolo che seguiamo sino al pianoro roccioso superiore (III).

Dal pianoro procediamo dritti seguendo la cresta fino a quando questo si interrompe e troviamo una sosta di calata sulla roccia: siamo al “Passo dell’inginochiattoio” dove, se non si vuole fare la doppia, bisogna disarrampicare un tratto molto verticale in cui non si vede dove l’appoggio per i piedi, e per raggiungerlo bisogna calarsi di braccia (o almeno questo è quello che abbiamo fatto noi che non siamo troppo alti).

Superato anche questo tratto esposto, proseguiamo un breve pezzo su cresta leggermente esposta fino a raggiungere una sosta di calata d’acciaio posta alla base di una parete misto erba e roccia che precede il Dado di Carisey. I primi passi sono più impegnativi (III), poi il terreno diventa più facile (erba/roccia) e si arriva alla sosta successiva (siamo arrivati al pelo con una corda da 30m).

Davanti a noi il Dado di Carisey (2430 m), con le sue 3 vie di salita: quella centrale (la normale) è quella che faremo noi e consiste in un diedro ascendente da sinistra a destra che punta allo spigolo e lo risale nella parte terminale. Il tiro non è troppo lungo, la roccia è ottima ma è abbastanza povera di maniglie (IV).

Monte Mars e ritorno

Dalla cima del Dado le difficoltà non sono finite: proseguiamo in conserva su cresta discendente superando vari torrioni di ottima roccia stando sul filo o passando ai lati in base a dove si trovano gli spit (II+/III).

Le difficoltà terminano ad un colle dove, dalla sinistra, arriva il sentiero 3A.

Da qui noi procediamo dritti su sentiero esposto ma facilitato da corde fisse risalendo poi sempre su traccia fino al Colle Goudin (2420 m). Dal colle seguiamo sempre le corde fisse che ci fanno perdere una quarantina di metri per poi effettuare l’ultima risalita alla vetta del Monte Mars (2600 m).

Dalla vetta, scendiamo sulla sinistra seguendo il 2D che ci fa degradare rapidamente su blocchi rocciosi per poi superare alcuni colletti erbosi sono alle case del Plan du Juc e poi dritti ancora fino ad incontrare l’Alta Via 1 nel bosco, che seguiamo per un breve pezzo sulla sinistra prima di rientrare nel sentiero 2D che, dritto, ci riporta alla strada e all’auto.

Nota: C’è una via di fuga sulla sinistra prima del Dado di Carisey, se non si vuole affrontare: ci si può calare (basta la corda da 30 m) per raggiungere il sentiero che riporta al Rifugio Coda. C’è anche la possibilità, una volta raggiunto il Dado, di calare alla base del dado e non portare a termine la cresta fino alla vetta del Monte Mars.

Nota sul materiale utilizzato: Noi abbiamo utilizzato una corda da 30 m per la conserva protetta. Questa è sufficiente anche per, eventualmente, calarsi nell’intaglio poco dopo l’inizio della cresta. Una corda da 60 m potrebbe tornare comoda (ad eccezione del peso, ovviamente), per riuscire a fare tiri più lunghi e velocizzare quindi la progressione (noi abbiamo dovuto spesso spezzare i tiri).

Impressioni

Bellissima cresta, dall’ottima roccia e dai tratti affilati molto estetici. La cresta è sempre attrezzata e spittata nei punti giusti.

Il tiro chiave, quello per il Dado di Carisey, non è troppo lungo. Un ottimo approccio alla progressione in conserva su cresta.


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