Dolomiti Extreme Trail 103K

La nostra prima 100K. Siamo stati molto masochisti a scegliere proprio questa, ma la selvaggia Val di Zoldo ci ha attratto troppo!

Dati

Distanza: 100 Km

Dislivello: +6600 m

Quota massima: 2183 m

Localitร  di partenza: Forno di Zoldo (BL)

Localitร  di arrivo: Forno di Zoldo (BL)

Materiale obbligatorio

Scarpe da trail, bicchiere personale, zaino, cellulare, guscio, banda elastica per fasciatura, fischietto*, telo termico*, riserva alimentare, borracce, pantaloni lunghi*, manicotti, bandana, lampada frontale con pile di ricambio, lampada di emergenza*, luce rossa lampeggiante.

Materiale non utilizzato indicato con *

Descrizione percorso

Questo epico tracciato ripercorre per gran parte l’Anello Zoldano, che collega i sentieri in quota e percorre i monti della Valle.

Si parte dal paese di Forno di Zoldo (850 m) con 2 Km pianeggianti su strada, compreso l’attreversamento di una galleria. All’uscita della galleria, si imbocca un sentiero ripido che attraversa una zona selvaggia e boscosa, tra mughi e ghiaioni, salendo fino allo Sturlon di Cornรฌa (1828 m) e poi alla conca erbosa di Casera Cornigia, dove si trova il primo ristoro di acqua. Dopo circa 15 Km si raggiunge la Forcella Piccola (1948 m), punto dโ€™ingresso nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Si prosegue in discesa, poi in salita e di nuovo in discesa su terreno sassoso, passando accanto al Rifugio Sommariva al Pramperet (1857 m) fino al ristoro di Malga Pramper al Km 20. Si passa poi sotto le pendici del Monte San Sebastiano su strade bianche e di nuovo su sentieri boschivi fino al Passo Duran (1601 m), al 30esimo Km. Qui c’รจ il primo cancello orario di 9 h.

Da qui ha inizio una tratto tecnico e duro: la salita al Bivacco Grisetti (2050 m) e la successiva, impegnativa discesa verso Malga Grava (1627 m), con annesso ristoro. Lungo questo tratto, si trova la famosa discesa della gara attrezzata con funi e cavi metallici, durante la quale occorre prestare attenzione.

Si procede fino a Forcella Grava e, poco dopo, si prende la variante 1 del tracciato ufficiale, che evita il sentiero Tivan e la salita al Rifugio Coldai, per via di neve ancora presente sul sentiero. Procediamo quindi sul sentiero basso fino a raggiungere, con un breve tratto di strada bianca, il ristoro a la Palanche (1490 m), al 41esimo Km di gara.

Si prosegue su sentiero fino ad intercettare l’Alta Via 1 e si arriva al ristoro di Malga Pioda (1816 m), dove parte una tratto in dolce salita su prati e piste erbose fino al Rifugio Belvedere (2081 m). Da qui, in discesa si giunge alla base vita del Passo Staulanza (1766 Km) al 55esimo Km, secondo cancello orario di 16 h e 30 min.

Da qui parte una lunga tappa ondulata ma senza troppo dislivello che corre ai piedi del Monte Pelmo fino a Zoppรจ di Cadore (1461 Km), dove si trova un importante ristoro e cancello orario (20 h e 30 min). Seguono circa 5 Km relativamente semplici fino al Rifugio Talamini (1582 m), e poi la salita di circa 700 m di dislivello (dura, a questo punto della gara) nel bosco che porta alla vetta del Monte Rite (2183 m), passando dal Rifugio Dolomites (2160 m) e dal Messner Mountain Museum poco prima della vetta.

Si scende su strada e poi su sentiero a tornanti fino al ristoro del Passo Cibiana (1530 m), situato al Km 85 di gara e ultimo cancello orario (24 h e 30 min), prima dellโ€™ultima tosta sezione del tracciato: la risalita alla Forcella delle Calades (1858 m) percorrendo un tratto dell’Alta Via 3 delle Dolomiti e superando di nuovo circa 500 m di dislivello positivo e, in seguito, la ripida e tecnica discesa della Calada (1000 m di dislivello negativo in appena 1,5 Km), da affrontare con grande cautela. Segue la risalita al Rifugio Casera Bosconero (1457 m) e la successiva discesa all’ultimo ristoro: Casera del Mugon.

Il tratto finale del tracciato รจ meno semplice di quanto si possa pensare, a quel punto della gara. Sono circa 5 Km ondulati con un simpatico sali-scendi che aggiunge altri dolorosi 300 m (almeno) di dislivello positivo. A tratti, si vede Forno di Zoldo dall’alto, che sembra vicina, ma non le รจ.

Scesi a quota paese, si affrontano gli ultimi 2 Km su asfalto e prati attraverso i paesi di Pra, Sommariva e Campo fino a giungere di nuovo a Forno di Zoldo, lรฌ dove tutto รจ iniziato.

Impressioni

Tracciato tecnico, secco spietato. Splendido e solitario. Si “corre” (di corribile c’รจ gran poco) sotto le stupende vette della Val di Zoldo, su sentieri aspri. Questa gara mette davvero alla prova sia fisicamente che mentalmente. Non basta essere allenati sulla corsa per portarla a termine, occorre essere estremamente resilienti.

Il nostro voto al tracciato:

Racconto di gara – anno 2025

Lento e contento (forse)

Prima della gara, al parcheggio, chiaccheriamo con un signore che, di ultra trail, ne ha fatte piรน di 70.

“Mah, questa รจ la nostra prima 100 Km. Il tempo limite รจ 30 ore, speriamo di farla in circa 26 ore, visto quanto รจ tecnica”.

Lui: *faccia come dire: se lo dici tu* “Se pensi di farla in 26 ore buon per te! Guarda che รจ durissima questa gara”.

Noi: ancora piรน panico di prima.

Vabbรจ, partiamo e vediamo che succede. Male che vada ci avremo provato.

Alla partenza, 2 minuti prima del via, un ragazzo sviene senza neanche partire. Le premesse continuano a essere ottime.

Si parte, con 10 min di ritardo. Let’s go:

Lento e contento. Ma cosa corrono a 4:50 ora che poi ne devono fare 100? Si sale. Fortuna che siamo in fila indiana, se no ci bruceremmo conoscendoci. Segui la fila di lucine. Ma dove sta questa malga? Beh dai siamo in mezzo milione, gli orsi non mangeranno proprio noi due. “Ehi, guarda che quella con la bandiera con la foglia d’acero รจ una bora in discesa”. Ma siamo passati fuori dal Pramperet? Mangia, mangia, bisogna mangiare. Arachidi e cioccolato. Pane e nutella. Noi problemi a mangiare non ne abbiamo. Scendi, risali. Oddio quello a momenti muore, fortuna che ci son i pini mughi… “Ma voi non siete mai stati alla Maiella?” Dai, supera.

Luce! Siamo al Duran, in tabella di marcia. Cavolo, me la sognavo piรน buona la pastina in brodo. Pane e marmellata e formaggio stanno da Dio. Salire. Aiuto, ma quanto si sale! “Seupa! il Bivacco Grisetti! Ti ricordi il sentiero Angelini?” Ma che belle queste corde fisse. Questa discesa รจ qualcosa di inspiegabile, occhio a non morire. Mangia. Bevi 1 litro ogni due ore. Oddio, ma รจ davvero una strada bianca questa? E’ per caso corribile? Ah, ok รจ durata solo 500 m. Sembrava strano… “Seupaaa vai pianoo”. Stiamo scendendo dal Belvedere o dal Grem?

Siamo salvi, siamo in base vita. Non la cambio la maglia, tanto… far schifo per far schifo. “Perchรจ non c’รจ un piatto di pasta asciutta?!”. No vabbรจ ma questa tappa non finisce piรน! Beati loro che deviano a destra! Oddio: รจ Zoppรจ quella? “Mi dole il femorale”. Si continua, รจ tutto nella mia testa. E’ tutto testa. Andiamo pian piano al Talamini. Ciao Matteo, ciao Andrea! Dai che ce la facciamo, salita ritmata. Il ritmo รจ importante. Ma Messner quanti musei ha? Mamma mia che vista. Siamo al Cibiana, volato questo tratto! Mangiare, non smettere di mangiare.

“Eh, la prossima discesa… vedrete!”. Ok. Risaliamo. Copada e calada. “Pensavo peggio, si chiamava calada o cagada?”. “Mmm no ok, ora capisco la leggenda di questa discesa”. Male alle ginocchia. Ma dai, questo non รจ un sentiero. Rifugio Bosconero. “Ci vediamo ad agosto, ho prenotato per le ferie”. Dai ci siamo quasi. Ma dove รจ la malga? Oh, eccola. “Ora รจ solo discesa, massimo 30 m di salita”. Proprio no. Ma perchรจ continua a salire? Ma perchรจ vira a destra se il paese รจ a sinistra? Incredibile, arriviamo prima che faccia buio. Eccoci. Perchรจ non sto piangendo? Non ci credo, ce l’abbiamo fatta. Come mi chiamo?

Edizione 2025


Link utili