Descrizione
Avvicinamento e canale per la Bocchetta delle Pale
Partiamo da Azzone seguendo il sentiero 425 che sale in direzione Malga Negrino/Passo di Corna Busa. Il sentiero dapprima corre su una cementata molto ripida (“muro di Azzone”) che ci fa guadagnare i primi 400 m di quota abbastanza velocemente. Usciti dal bosco, presso una bella baita, seguiamo a sinistra per un tratto su pendenze ben più contenute e, con largo semicerchio, rientriamo poi verso destra raggiungendo il bell’anfiteatro erboso dove è situata Malga Negrino (1780 m).
Superiamo la Malga su pendenze di nuovo più sostenute e proseguiamo in direzione Passo di Corna Busa che non raggiungeremo perché, giunti alla Conca dei Fopponi, lasciamo il nostro sentiero addentrandoci nella conca e puntando l’evidente ghiaione alla base sinistra della Corna delle Pale.
Raggiungiamo con fatica la pietraia e con ancor più fatica risaliamo i 300 m di dislivello circa del canale nord-ovest della Corna delle Pale che sbuca alla bella selletta erbosa della Bocchetta delle Pale (2165 m).
Corna delle Pale e cresta per il Corno Superiore del Negrino
Dalla selletta si piega a sinistra risalendo un caminetto erbo-roccioso per poi seguire il filo di cresta o passare a destra poco sotto il filo quando necessario guadagnando quota molto velocemente. Si giunge a un brevissimo canaletto detritico che ci deposita su una quota erbosa da cui le due Corna di San Fermo sono vicinissime, così come il successivo Corno Superiore del Negrino.
Raggiungiamo senza difficoltà le due vette delle Corna di San Fermo (2329 m), da cui inizia il tratto più interessante della via Attilio Gheza di oggi.
Seguiamo per un breve tratto la cresta in discesa sino a raggiungere un’incisa forcelletta da cui occorre disarrampicare/calare la retrostante paretina/caminetto di 12 m circa. Da qui si procede a destra del filo di cresta e, doppiato uno spigolo con un passaggio un po’ esposto, si ritorna per un breve tratto sulla cresta.
La cresta ci richiede poi di scendere sulla sinistra in una zona rocciosa più pianeggiante scendendo un canalino detritico o calando con fittoni in loco una paretina di 5 m. Da questo piccolo pianoro, notiamo una targa “Attilio Gheza” davanti a noi e superiamo una parete di solide rocce raggiungendo una finestra naturale formata da massi accatastati.
Si traversa quindi a destra sotto la finestra e ritorniamo in cresta dove un piccolo saltino della cresta ci chiede una breve ma delicata disarrampicata o un’ennesima calata con anello in loco.
Seguiamo quindi ancora il filo di cresta puntando la cuspide sommitale che, con brevissimo aggiramento, raggiungiamo uscendo in vetta al Corno Superiore del Negrino (2310 m).
Corno Centrale del Negrino e Corno Inferiore del Negrino
Dalla vetta del Corno Superiore, seguiamo un breve tratto verso Sud andando a reperire gli spit che ci indicano la retta via: dobbiamo infatti scendere un parete di 60 m dove le doppie sono pressoché d’obbligo. Un paio di anelli, ci aiutano a reperire una sosta (due spit con anelli affiancati) dalla quale una doppia di circa 27 m da effettuarsi lungo la linea degli spit (sinistra del roccione avanti a noi faccia a valle) ci fa raggiungere una seconda sosta presso una bombatura della roccia dove in salita si trova il passaggio più difficile.
Da qui un’altra doppia di 25 m circa ci deposita al colletto.
Da qui si effettua la breve e non difficile salita al Corno Centrale di Negrino (2285 m). Dalla vetta del Corno Centrale, si prosegue in un caminetto o alla sua destra per non difficile costone erbo-roccioso, per poi proseguire su terreno via via più semplice ritornando in cresta ed incrociando la deviazione per il Corno Inferiore di Negrino (2270 m) che raggiungiamo dopo aver percorso una breve seppur esposta crestina leggermente a nord del filo di cresta principale.
Discesa nei Fopponi da canale detritico
Ritorniamo sulla cresta principale e proseguiamo per un breve tratto superando un piccolo dossetto erbo-roccioso sino a quando, presso un intaglio, compare sulla sinistra (lato bergamasco) un canale molto detritico che risulta però scendibile.
Ci immettiamo nel canale e lo discendiamo senza problemi (il canale non è difficile ma è pericoloso se percorso in più persone o con qualcuno sotto di noi). Consigliato solo se si è da soli.
Il canale ci ri-deposita nel ghiaione dei Fopponi da cui tagliamo a sinistra raccordandoci di nuovo con la traccia seguita in mattinata, che seguiremo a ritroso sino al parcheggio ad Azzone.
Nota sul materiale utilizzato: noi eravamo due cordate e abbiamo portato due corde da 30 m, in modo da poter fare le due calate necessarie dal paretone di 60 m.
Impressioni
Bella taversata sulla piacevole roccia che caratterizza la Via Attilio Gheza (della quale abbiamo percorso un tratto con il sopra-descritto giro).
Questo tratto della Via per ttilio, se percorso a ritroso presenza difficoltà maggiori, vista la presenza di un tiro chiave di IV+ (sulla parete di 60 m sulla quale noi abbiamo effettuato le calate in doppia).
Prestare attenzione nella fase di calata dal Corno Superiore a seguire sempre la linea degli spit, perchè calare dritto per dirtto potrebbe mettere nei guai per mancanza di sosta intermedia (in caso si cali di soli 30 m, come nel nostro caso).
























