Piz Popena – Via Normale

sole pelmo
Estate
Alpinismo
Dolomiti

Distanza: 11 Km

Dislivello: +1520 m

Quota max: 3152 m

Sentieri CAI: 224

Esposizione: Sud-Ovest

Difficoltà: PD+


Località di partenza: Malga Misurina (BL) – Va d’Ansiei

Punti di appoggio: –

Descrizione

Avvicinamento

Partiamo da Malga Misurina, dove seguiamo le indicazioni che conducono in circa 2,5 Km e 420 m di dislivello alla Forcella Popena (2213 m), alla quale sorgono i ruderi dell’ex Rifugio Popena.

Qui scendiamo per un breve tratto lungo l’Alta Via 3 per poi prendere la traccia che si stacca sulla sinistra e, passando a fianco alle torri di Popena, si immette nel grande conoide ghiaioso discendente tra il Piz Popena e il Dito di Popena.

Risaliamo quindi faticosamente il ghiaione sino a quando questo non piega a destra mostrandoci un ramo non visibile prima composto da detriti e grossi blocchi rocciosi che risaliamo senza grossi problemi.

Prima cengia e primo catino

Raggiunti i 2500 m circa, alcuni omini ci indicano in maniera evidente di prendere il grosso cengione ascendente sulla sinistra. Li assecondiamo e seguiamo la cengia mai troppo difficile nè stretta sino a quando questa, a quota 2650 m circa, ci presenta un “passo del gatto” un po’ esposto (2 chiodi in loco presenti per assicurare il passaggio).

Superato il passo del gatto, seguiamo per un brevissimo tratto la traccia verso sinistra sino a raggiungere alcuni omini che ci fanno piegare a destra in direzione di un primo muretto roccioso, articolato ma con molti appigli, che risaliamo in uno dei caminetti presenti stando preferenzialmente sulla sinistra (sosta).

Proseguiamo quindi per un buon tratto costeggiando le alte pareti sul lato sinistro del canale e, sempre seguendo gli ometti, superiamo un passaggino un po’ esposto sul canale sottostante. Proseguiamo ancora su facili roccette sino a quando il canale impenna presentando un roccione centrale e dei residui di neve in alto sulla destra.

Seconda cengia, secondo catino e vetta

Qui alcuni omini ci fanno piegare nettamente a sinistra su una seconda cengia, anche in questo caso ampia, ma detritica, che seguiamo per un bel pezzo senza problemi.

Giungiamo quindi ad un muretto di pietre costruito da qualcuno dove una freccia rossa ci indica di salire a destra nel catino soprastante, ampio e caratterizzato da tante paretine e canalini dove vari omini indicano il percorso più facile, seppur le rocce offrano varie possibilità di salita. La via segnata passa preferibilmente sul lato sinistro di questo catino e si incontrano almeno due soste su chiodi.

Gli omini ci indicano quindi di deviare a destra uscendo da questo catino roccioso e proseguire in un altro canalone, un po’ più ripido, delimitato alla destra da un canaletto di placche un po’ lisce. Anche qui risaliamo questo secondo catino guidati dagli ometti. Rispetto al precedente risulta più verticale, esposto e leggermente più tecnico. In questo caso si incontrano almeno 4 soste su chiodi e clessidre. Nella parte alta, a circa 3090 m di quota, si esce sulla sinistra su spigolo da cui seguiamo la cresta che con facili passaggi di arrampicata ci conduce in vetta al Piz Popena (3152 m).

Discesa per lo stesso itinerario di salita con 4 corde doppie da 30 m nel primo catino e disarrampicando nel secondo (quello che abbiamo fatto noi).

Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 60 m per fare conserva e per le calate in discesa.

Impressioni

Selvaggio 3000 dolomitico, non scontato nonostante tecnicamente non presenti passaggi troppo complessi perchè quasi sempre bello verticale. Le 4 calate da 30 m sono state da noi ben sfruttate, vista appunto la verticalità del percorso.

Non scontato neanche l’orientamento, nonostante gli omini spesso aiutino.


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