Spigolo Faustinelli al Corno Centrale di Lagoscuro dal Passo del Tonale

Estate
Alpinismo
Via Ferrata
Val Camonica

Distanza: 5,3 Km

Dislivello: +630 m

Quota max: 3166 m

Sentieri CAI: 600

Esposizione: Nord-Est

Difficoltà: AD


Località di partenza: Passo del Toanale (BS) – Val Camonica

Punti di appoggio: Rif. Passo Paradiso, Cap. Presena, Cap. Lagoscuro

Descrizione

Dal Passo del Tonale (1884 m), prendiamo gli impianti Paradiso che ci portano a quota 2580 m al Rifugio Passo Paradiso, dove cominceremo il nostro avvicinamento. Eventualemnte è possibile salire anche a piedi dal Passo.

Dall’arrivo degli impianti, di procede dritto a sinistra del laghetto appena sotto il rifugio, fino a giungere quasi subito al Lago del Monticello. Proseguiamo sulla destra del lago e ci separiamo qui da coloro che seguono le tracce per imboccare la via ferrata del Sentiero dei Fiori. Loro infatti prendono a salire tra massi verso la cresta a destra, noi invece continuiamo a costeggiare il Lago.

Poco dopo aver superato il Lago deviamo a destra e raggiungiamo la Capanna Presena (2753 m), nei pressi della quale parte un altro impianto di risalita che porta quasi in vetta alla Cima Presena. Qui lasciamo il Sentiero Paradiso e pieghiamo a destra verso il nostro spigolo, caratterizzato da roccia molto scura. Saliamo per tracce nella morena, il fondo è a tratti molto franoso.

L’attacco della via è situato alla base di una evidente placca poco a destra del filo dello spigolo.

  • L1: si risale la placca iniziale prestando molta attenzione alla roccia (che in questo punto può essere rotta o sporca di detriti). La placca si trova tra lo spigolo e il canale che si trova a destra dello spigolo e che separa il Corno Centrale dal Corno Settentrionale. Si procede in leggero obliquo verso destra fino a raggiungere un comodo terrazzo in prossimità di una sosta (2 chiodi e cordone) (35 m, III+).
  • L2: dalla sosta si sale obliquando verso destra, con l’obiettivo di riportarsi verso il filo dello spigolo. Si risalgono rocce appoggiate fino a immettersi in un piccolo diedro. Superatolo, si arriva a una cengetta erbosa (chiodo); da qui si traversa a sinistra per circa 8 m fino alla sosta, posizionata alla base di un altro diedro evidente (2 chiodi e cordone) (45 m, III/IV).
  • L3: si scala il diedro protetto da un chiodo, per poi uscirne sulla destra e rimontare definitivamente sul filo dello spigolo. Da qui l’arrampicata si fa più esposta ma su ottima roccia: si sale una placca leggermente appoggiata (spit) fino a raggiungere la sosta su chiodo e spit (30 m, IV).
  • L4: seguiamo il filo dello spigolo sfruttando le ottime prese della roccia. Si continua lungo la linea logica fino ad arrivare a un terrazzo alla base di un diedro evidente. Sosta su chiodo e spit (45 m, III+).
  • L5: siamo al tiro chiave della via: l’estetico diedro. Si risale interamente il diedro sfruttando la sua faccia sinistra (roccia ottima) fino ad uscirne in cresta. Nel tiro sono presenti chiodi e spit. Raggiunta l’uscita, ci si sposta in obliquo verso destra puntando a un grande spuntone evidente dove si attrezza una sosta (40 m, IV/IV+).
  • L6/L7/L8: Il tratto finale presenta minori difficoltà alpinistiche, si può proseguire a tiri allestendo soste su spuntoni oppure in corserva corta. Si procede lungo la cresta (senza percorso strettamente obbligato) superando balze e canalini puntando alla croce di vetta di Cima Lagoscuro (100 m in totale, I/II).

Sbuchiamo in vetta al Corno Centrale di Lagoscuro (3166 m), alla cui destra si trova quasi subito la Capanna Lagoscuro (3160 m).

Per la discesa, optiamo per percorrere un tratto della famosa ferrata del Sentiero dei Fiori: pieghiamo quindi a destra e seguiamo l’evidente e attrezzata traccia, mai con difficoltà elevate. Superiamo il famoso ponte tibetano e passiamo sulla vetta del Gendarme (3044 m).

La ferrata prosegue fino al Passo del Castellaccio (2962 m), dove pieghiamo a destra e seguiamo i bolli tra grossi massi che ci riconducono nei pressi del Lago del Monticello, da cui torniamo al Rifugio Passo Paradiso e riprendiamo gli impianti per scendere al Passo del Tonale.

Impressioni

Bella via in ambiente maestoso (peccato per gli impianti) e con vista sulla Conca del Presena, non troppo difficile ma tutta da integrare con materiale alpinistico. La roccia è generalmente buona, tranne che sui primi due tiri, con presenza di qualche detrito e sasso instabile.

Divertente la discesa dalla ferrata (occhio alla folla che spesso è trafficata). Ideale per qualcuno che non vuole fare troppo avvicinamento, vista la presenza degli impianti.


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