Fetta di Polenta – Torrione Curò – Punta di Scais da Cresta Sud

Estate
Alpinismo
Val Seriana

Distanza: 14,6 Km

Dislivello: +1760 m

Quota max: 3038 m

Sentieri CAI: 251

Esposizione: Sud

Difficoltà: AD


Località di partenza: Piateda (SO) – Valtellina

Punti di appoggio: Rifugio Capanna Mambretti

Descrizione

Avvicinamento

Parcheggiamo l’auto alla Diga di Scais (1445 m, sopra Agneda) dove seguiamo le indicazioni per il Rifugio Mambretti seguendo il sentiero che passa a sinistra del Lago per poi risalire facilmente nel bosco sino a sbucare nel grosso pianoro delle Baite Caronno (1610 m).

Si attraversa tutto il pianoro guadando un torrente con ponticello e si prosegue ancora nel bosco seguendo la traccia che con qualche tornante ci conduce in breve al Rifugio Luigi Mambretti (2004 m). Da qui proseguiamo lungo il segnavia 251 lasciando il tracciato della GVO sulla sinistra e ci avviciniamo alle vedrette puntando l’evidente Costa Corti davanti a noi.

Giunti in prossimità della Costa Corti, prendiamo la valle di destra risalendo faticosamente su terreno glaciale con massi instabili tenendo prevalentemente la sinistra (destra orografica) della valle.

Raggiungiamo un pianoro a quota 2600 m circa dominato dalle pareti del Pizzo di Brunone alla nostra destra, da cui iniziamo a vedere la nostra cresta con l’aguzzo Torrione Curò già ben visibile. Risaliamo ancora qualche centinaio di metri sino a quota 2700 m circa, dove delle alte rocce ci consigliano di piegare a sinistra e, aiutati da sporadici bolli, accedere al ripiano superiore.

Una scritta “Scais” con grossa freccia bianca ci indica un caminetto spesso bagnato che andremo a risalire fino ad una fune sulla sinistra che permette di uscire dal caminetto accedendo al vallone detritico superiore.

Seguiamo per un breve tratto la via normale di Punta di Scais del Camino Baroni sino ad effettuare un traverso verso destra in direzione della nostra selletta da cui vorremmo salire alla cresta che risulta essere la prima stelletta alla destra del gendarme tra Torrione Curò e Fetta di Polenta.

Fetta di Polenta e torrione Curò

Tale canalino non è complicato e può essere salito anche leggermente a destra più in aderenza su placche inclinate. Sbuchiamo in cresta esattamente a destra del gendarme e proseguiamo a destra lungo la facile cresta che conclude in breve alla vetta della Fetta di Polenta (2997 m).

Ritornati alla selletta optiamo per salire il gendarme davanti a noi (chiodo dopo 2 metri) che risulta essere abbastanza verticale nei primi 8 m seppur con buoni appigli (III). Superati i primi 8 m, il gendarme si abbatte con placche meno inclinate che superiamo stando sulla destra sino a raggiungere la sommità da cui si vede il Torrione Curò per intero.

Superiamo qualche massone passandoci sopra e scendiamo all’intaglio del Torrione Curò disarrampicando una fessura tra grossi blocchi (cordone per eventuale assicurazione). Attacchiamo quindi il Torrione Curò facendo 2 tiri da 30 m: il primo nell’evidente canalino alla sinistra del torrione che risaliamo senza troppa difficoltà stando al suo interno ed uscendo leggermente a sinistra dopo circa 20 m in prossimità di un masso incastrato, fino a raggiungere un evidente fessura geometrica di 1 m circa con un chiodo sulla parete di destra sopra la quale si trova un ottimo terrazzo per sostare su friend e spuntoni.

Da questo terrazzo pieghiamo a destra superando il filo ed uscendo su una cengia erbo-rocciosa facile ma dove bisogna avere molta cura nel verificare ogni appiglio. Ci si fa strada seguendo la via migliore superando una zona di spuntoni rocciosi e raggiungendo la sommità del Torrione Curò (3005 m). Complessivamente II+/III-.

Punta di Scais e ritorno

Dal Torrione, si scende qualche metro sino all’evidente sosta con cordone su grosso macigno disarrampicando con cautela qualche metro di solide placchette (cordone su spuntone in vetta per assicurare il passaggio). Si effettua una calata in corda doppia di circa 20 m stando leggermente a sinistra dell’evidente fessura che solca il Torrione Curò, così da evitare eventuali incastri di corda.

Siamo ora alla stelletta di uscita del Camino Baroni, non ci resta che seguire la cresta davanti a noi che rappresenta la second aparte della via normale a Punta di Scais, già descritta a questo link.

Risaliamo quindi la placca fessurata, seguiamo la cengia detritica, aggioriamo la piodessa e percorriamo il tratto finale di cresta fino alla vetta di Punta di Scais (3038 m).

Dalla vetta scendiamo con cautela alla sosta posizionata sopra la Piodessa da cui, con un’unica calata di 30 m arriviamo alla sosta posizionata sopra la placca fessurata. Da qui scendiamo all’intaglio del Camino Baroni che scendiamo con 3 doppie da 30 m (volendo 4) su ottime soste.

Scendiamo ora con cautela il pendio detritico e franoso per ritornare sotto la balza iniziale aiutati dalle 2 corde presenti in loco e tornare all’auto passando dalla Capanna Mambretti come fatto all’andata.

Impressioni

Un giro magico, su una cresta che tocca tre delle vette più alte delle Orobie. Salire su Punta di Scais è sempre emozionante, percorrere questa cresta è un bel obbiettivo raggiunto e una grande soddisfazione per noi amanti delle Orobie.

Occhio alla qualità della roccia che toccate se volete percorrere questo tracciato!

Per parcheggiare alla Diga di Scais occorre pagare un ticket di 5 euro (si può fare online o comprare in alcuni bar).


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