Torre Nino – Cresta Sud

Estate
Alpinismo
Val di Scalve

Distanza: 7 Km

Dislivello: +825 m

Quota max: 2305 m

Sentieri CAI: 428

Esposizione: Sud

Difficoltà: AD


Località di partenza: Schilpario (BG) – Val di Scalve

Punti di appoggio: Rifugio Cimon della Bagozza

Descrizione

Avvicinamento e canale detritico

Parcheggiamo nei pressi della Baracca Rossa, appena sotto il Rifugio Cimon della Bagozza (1573 m).

Dal Rifugio ci inoltriamo nella piana dei Campelli e, una volta raggiunta la statua della Madonnina dei Campelli, lì dove il sentiero per il Cimon della Bagozza si stacca sulla destra, lo seguiamo.

Scendiamo anzitutto al Laghetto dei Campelli. Da qui il sentiero procede aggirando sulla destra il successivo dosso erbo-roccioso ed entrando nel canalone di massi che scende dal versante nord del Cimon della Bagozza, in direzione Passo delle Ortiche.

Risaliamo il ghiaione che via via diventa sempre più faticoso sino a quota 2200 m circa, dove, poco prima di raggiungere il Passo delle Ortiche, si apre sulla destra un evidente canale che scende dalla sella tra Cimon della Bagozza a sinistra e Torre Nino a destra.

Si accede con cautela al canale effettuando un traverso su materiale instabile, e si inizia a risalirlo, superando quasi subito un roccione incastrato che richiede qualche passo più tecnico (II).

Bisogna fare molta attenzione poiché da qui in avanti i detriti e i sassi mobili saranno tantissimi. Superato questo passo è consigliabile uscire sulla destra del canalone stesso su una rampa di placche non troppo ripide, poiché con meno materiale mobile, incontrando quasi subito un chiodo con cordino bianco posto sulla destra del canale (sinistra di un solido roccione).

Da qui si procede seguendo le placche (che di fatto rappresentano una crestina) con direzione abbastanza ovvia fino a raggiungere, dopo qualche passo un po’ più tecnico (II+) un’altra sosta con cordini e moschettone, sempre sulla destra, a circa 30 m dal chiodo sottostante.

Da qui si sale brevemente alla selletta. Giunti alla selletta, troviamo subito un cordino su spuntone, che si può utilizzare per proteggere il tratto successivo. Viriamo a destra e prendiamo la cresta che risulta facile, seppur da percorrere con cautela (come tutto il giro). Seguiamo la cresta fino a trovarci alcuni grossi massi accatastati che aggiriamo sulla destra su terreno un po’ esposto, risalendo poi subito verso sinistra e trovando un altro cordone su un grosso spuntone.

Tiro chiave, vetta e discesa

Davanti a noi, la paretina chiave della via che ci richiede un tiro di circa 30 m. Si attacca la parete nei primi 7 m di roccia mediamente buona (tastare sempre tutto!!) usando come riferimento un evidente chiodo posto ad altezza occhi (2 m).

Saliti sopra il chiodo di qualche metro e raggiunto un esilissimo terrazzino, non si prosegue dritto lungo l’evidente fessura, ma si piega a destra notando quasi subito un importante chiodo con anello e si prosegue verso destra in direzione della piccola sellettina alla base di uno spigoletto (presente un chiodo poco visibile).

Si risale detto spigolo che delimita sulla sinistra un canale di detriti instabili e con molta cautela si raggiunge una selletta con massi accatastati ove dovrebbe trovarsi la sosta di fine tiro. Non trovandola (scopriremo poi che è franata la parete che ospitava la sosta su quattro chiodi), ne allestiamo una su due chiodi esattamente alla sinistra della selletta appena raggiunta, su terreno leggermente più docile.

Da questa sosta ci rimane un tiro di collegamento di circa 25 m con il quale si effettua un traverso ascendente verso destra e poi un breve canaletto erbo-roccioso raggiungendo la vetta della Torre Nino (2305 m). In vetta è presente una sosta con due cordini su spuntone.

Per la discesa, scendiamo con cautela alla sosta da noi allestita alla selletta per poi effettuare una calata di circa 25 m che ci ri-deposita alla base delle paretina difficile.

Da qua raggiungiamo la base del canale proteggendo la discesa con le soste presenti. Torniamo all’auto alla Baracca Rossa tramite il sentiero di salita.

Impressioni

Bellissima quanto sbriciolosa torre all’ombra del maestoso Cimon della Bagozza. La qualità della roccia della Torre Nino lascia davvero a desiderare e l’ambiente è severo. Bisogna stare molto attenti e camminare come sulle uova.

Trovare la sosta più importante e sulla quale facevamo affidamento completamente CROLLATA di sicuro non ci ha messo di buon umore. Abbiamo allestito una sosta sostituiva con due chiodi.


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