


Descrizione
Avvicinamento passando dal Bivacco Corini
Parcheggiamo nei pressi del Rifugio Cimon della Bagozza da cui seguiamo le indicazioni ah cartello CAI che conducono al Passo Valsellazzo (sentiero 418).
Il sentiero presenta un iniziale tratto pianeggiante che si addentra nel vallone antistante l’ampio Passo di Valsellazzo, dove la pendenza inizia ad aumentare. In meno di 2,5 Km si raggiunge il valico con il suo caratteristico Bivacco Corini (2016 m).
Raggiunto il Passo, seguiamo il sentiero 6 verso destra (ovest). Il sentiero ci fa aggirare alcuni torrioni della cresta alla nostra destra e, con l’ausilio di alcune catene, ci fa superare alcuni pendii scoscesi di alcune vallette.
Raggiunta un’evidente zona ben più aperta e meno scoscesa, lasciamo il sentiero 6 che si abbassa leggermente alla nostra sinistra per piegare verso destra su pratoni e raggiungere l’ampia sella erbosa che divide il Corno Centrale di Vai Piane (a sinistra) dal Corno Orientale di Vai Piane (a destra). Per facile cresta verso sinistra raggiungiamo il Corno Centrale di Vai Piane (2244 m).
Cresta Sud al Torrione L. Pellicioli
Dalla vetta del Corno Centrale di Vai Piane, ci si sposta una trentina di metri lungo il filo di cresta in direzione Passo di Valsellazzo fino a che la cresta sembra permettere un’agevole discesa in direzione nord, verso il nostro torrione.
Ci abbassiamo quindi lungo il filo di cresta superando qualche facile salto roccioso fino a raggiungere un passo un po’ più lungo in discesa, dove le persone basse potrebbero avere qualche difficoltà per scendere una liscia placchetta e guadagnare l’intaglio sottostante.
Dall’intaglio si imbocca il facile canaletto che scende sulla destra e che ci porta ad un tratto facile di cresta che si segue per un breve tratto.
Degradiamo quindi sulla sinistra lungo ripidi ma facili pratoni. Scendendo per i pratoni, poco sotto la cresta che è alla nostra sinistra, dobbiamo scegliere se nell’ultimo tratto prima di arrivare al colletto stare a ridosso della cresta, il che ci comporterà alcuni passaggi delicati su roccia, oppure tenere la sinistra sempre su erba ripida e forte esposizione. A primo sguardo, la seconda opzione non ispira, però in prossimità del colletto permette di evitare i passaggi su roccia sopra menzionati.
Dal colletto, non saliamo la cresta che porterebbe su un’anticima la cui discesa risulta molto complicata, ma traversiamo a destra su erba scoscesa e con un lungo traverso puntiamo una poco evidente selletta situata subito dopo il torrione non salito.
Dalla selletta, guardandoci alle spalle, possiamo capire perché è stato meglio non salire l’anticima. Appare ora davanti a noi la pala finale di salita al torrione.
Scendiamo quindi all’intaglio sottostante la pala senza difficoltà da cui troviamo a destra il canale Nord-Est (discesa dei primi salitori) e a sinistra un verticalissimo e non invitante canale Nord-Ovest.
Sostiamo con un chiodo su una delle fessure presenti alla base sinistra della pala che dovremo affrontare ed iniziamo quest’ultima risalita di circa 30 m.
La pala presenta inizialmente da alcuni movimenti impegnativi su roccia da tastare (III). Prosegue poi su terreno molto erto erbo-roccioso sino a raggiungere la brevissima crestina e l’omino di vetta del Torrione Leone Pellicioli (2143 m).
Discesa e ritorno dal Passo del Lifretto
Per la discesa, scendiamo con cautela di circa 7 m sino a a raggiungere un valido pinetto sulla nostra destra. Qui abbandoniamo un cordino per una doppia di circa 23 m. Se si ha una corda più corta (come nel nostro caso), circa 13 m sotto il primo cordino, c’è un secondo alberello valido su cui abbiamo abbandonato un altro cordino, che permette di vincere il più impegnativo salto iniziale.
Ripercorriamo quindi in salita l’itinerario di andata che presenterà meno difficoltà poiché in salita il senso di esposizione risulta inferiore e si riesce meglio a valutare i punti in cui aggirare i passi difficili affrontati in discesa.
Torniamo al Corno Centrale di Vai Piane e procediamo verso il Passo del Lifretto (1997 m) seguendo il filo della facile cresta. Da qui, degradiamo verso nord seguendo il selvaggio sentiero 420 restaurato nel 2017 che ci deposita nella conca da cui vediamo il nostro bel torrione e Il suo spigolo Nord-Ovest.
Passiamo per la località Malga di Lifretto Superiore e ci raccordiamo a quota 1560 m circa con il “sentiero lungo” che seguiremo verso destra in direzione Rifugio Cimon della Bagozza, dove abbiamo lasciato l’auto.
Impressioni
Un torrione incredibile, che avevamo addocchiato a gennaio 2026 e la cui salita è una storia incredibile (per noi) di curiosità, amore orobico e spirito di avventura. Ci piace pensare di aver “aperto una via” di salita al Torrione, visto che non abbiamo alcuna notizia di salite da questo versante (neanche di vecchi annuari CAI). Una salita che difficilmente dimenticheremo.
Tra i link in fondo alla pagina aggiungo anche un link a un post Instagram in cui abbiamo raccontato la cronologia di questa magica salita.

























