



Descrizione
Monte Spondone – Via Charino per sempre
Partiamo dal parcheggio delle Baite di Mezzeno (strada a pagamento 3€) dove imbocchiamo il sentiero 215 in direzione Passo di Mezzeno. Il sentiero è sempre ben segnalato e a quota 1780 m circa, stacca decisamente verso destra lasciando a sinistra la traccia che sale verso i Tre Pizzi.
Picco dopo il bivio, si sale ancora un pezzo e si raggiunge un’ampia radura con delle baite. Si effettua quindi un ampio semicerchio verso destra portandosi ad un ampio pianoro a quota 1900 m circa, dove si supera un’ultima baita (Baita della Croce).
Il Passo di Mezzeno (2142 m) è davanti a noi, rimangono gli ultimi 200 m circa di dislivello per raggiungerlo. È presente una piccola croce posta al passo.
Dal Passo, prendiamo il tracciolino sulla sinistra che si avvicina a alla bastionata del Monte Spondone portandoci sotto le evidenti placconate rocciose dell’avancorpo est-sued-est del monte. Due grosse macchie gialle sulla roccia, probabilmente licheni, ci indicano la placca dove attacca la nostra via.
La via presenta tre tiri, di cui il terzo, essendo II grado, non necessita di un tiro di corda.
- L1: si sale dritti sulla placca di ottima roccia spostandosi poi a destra poco prima delle macchie gialle andando ad aggirare sulla destra un tetto (chiodo). Si risale quindi sempre su ottima roccia affrontando in uscita il passaggio più difficile della via (III+). Si esce in un ampio terrazzo con sosta su cordone attorno a un grosso masso. Tiro di 40 m.
- L2: si supera con cautela, in traverso, una zona di erba scivolosa fino a un cordone su chiodo, da cui si traversa nettamente a destra raggiungendo lo spigolo (chiodo ad espansione con cordone). Da qui si risale lo spigolo su roccia sempre buona (III). Si raggiunge la sosta su due chiodi collegati con cordone. Tiro di 50 m.
- L3: si salgono le facili roccette di II grado per circa 20 m sino alla sosta finale.
Dalla fine della via, si procede sui pendii erbosi del Monte Spondone. Optiamo per risalire il versante più bonario, che non è il canalino erboso davanti a noi leggermente sulla destra, ma traversiamo per un bel pezzo ascendendo un poco sulla sinistra sino a superare l’evidente costola che scende dal monte Spondone. Qui le pendenze diminuiscono un poco e raggiungiamo senza problemi la vetta del Monte Spondone (2445 m).
Monte Tonale, Pizzo delle Orobie e Torrione delle Orobie
Dalla vetta dello Spondone, la direzione è evidente: puntiamo al Monte Tonale. Seguiamo il filo di cresta, all’inizio facile sino ad un’anticima, da cui si piega leggermente a destra sempre lungo il filo e si affrontano alcuni passaggi un po’ più rocciosi, con grandiosa vista alla nostra sinistra sulla cresta Ovest al Monte Tonale e sulla Nord del Pietra Quadra.
Raggiunta l’ultima anticima, il Monte Tonale è davanti a noi. Ci rimane scendere alla sella senza difficoltà e risalire il pendio erboso sino alla vetta con croce del Monte del Tonale (2425 m).
Seguiamo quindi la traccia e i vari ometti rocciosi in direzione Nord-Est scendendo al Passo del Tonale, da cui risaliamo comodamente al Pizzo delle Orobie (2340 m).
Dal Pizzo delle Orobie, la vista sull’omonimo torrione è qualcosa di magnifico. Procediamo quindi in discesa per facili roccette sino a un’evidente sella alla cui sinistra sale un canaletto erboso, mentre a destra sale un canale di rocce rotte che useremo come via di discesa.
Per raggiungere questa selletta, un piccolo saltino di rocce può essere aggirato sulla sinistra leggermente in esposizione o si può affrontare il salto. Dalla selletta, si affronta di petto la placca di buona roccia ricca di appigli. Superata la placchetta, si supera una seconda placca ben più facile che ci deposita su un pezzo di cresta caratterizzato da qualche lama rocciosa.
Si affronta quindi quasi subito un’esile crestina di rocce accatastate molto esposta su entrambi i lati superata la quale si scende di qualche metro al cospetto della cupola (mafia) sommitale che si supera con qualche metro di facile arrampicata (I+). Siamo quindi in vetta al Torrione delle Orobie (2325 m).
Ritorniamo con cautela dal l’itinerario di salita sino alla selletta accatto della normale da cui degradiamo nel canale di rocce rotte sino a sostare al Laghetto di Val Vegia, da cui degradiamo verso destra seguendo la vaga traccia che ci conduce senza problemi al Rifugio Laghi Gemelli (1968 m).
Pizzo Farno
Dal Rifugio si supera la diga e seguiamo per un breve tratto il sentiero che conduce al Passo dei Laghi Gemelli per lasciarlo poco dopo per una vaga traccia che si stacca sulla sinistra. La traccia ci fa guadagnare quota passando prima sotto una balza rocciosa alla nostra sinistra e salendo poi su erba. Ogni tanto qualche palo conficcato nel terreno indica la via.
Si risalgono quindi faticosamente diverse centinaia di metri di dislivello sino a raggiungere la cresta o, come fatto da noi, deviare sulla destra con un lungo traverso circa 100 m sotto la cresta ed andando, in entrambi i casi, in direzione della cuspide sommitale del Pizzo Farno, già visibile alla nostra destra.
Davanti a noi, la bastionata del Monte Corte, immensa. Giungiamo poco sotto la vetta ad un incrocio di sentieri che scendono verso destra al Passo di Val Sanguigno Ovest (seguiremo in discesa) e, a sinistra, al Passo di Val Sanguigno Nord.
Saliamo l’ultima facile rampa e siamo in vetta al Pizzo Farno (2506 m).
Per la discesa, torniamo all’incrocio di tracce e pieghiamo a sinistra puntando al Passo di Val Sanguigno Ovest (2306 m), che raggiungiamo in breve.
Seguiamo quindi il sentiero 232 alla nostra destra che, in questo caso, essendo innevato, scende un piccolo canaletto, per lasciarlo quasi subito in favore di un tracciolino che si stacca sulla sinistra e ci fa passare dritti, senza perdere troppo quota, sotto la bastionata del Monte Corte.
Sbuchiamo dopo un lungo traverso sui facili blocchi rocciosi antistanti il Pizzo Camilla. Da qui, seguiamo il pianoro roccioso sino al Passo dei Laghi Gemelli (2139 m) e prendiamo la traccia che scende nel vallone tra la Cima di Mezzeno Orientale e la Cima di Mezzeno Occidentale, riportandoci sul sentiero 215 che sale dal Passo di Mezzeno.
Da qui, in breve, siamo alla macchina alle Baite di Mezzeno.
Impressioni
Bellissimo giro orobico che spazia dalla via alpinistica (facile), alla spettacolare crestina esposta del Torrione delle Orobie e al trekking panoramico per il Pizzo Farno. Queste montagne sopra i Laghi Gemelli sono davvero delle belle perle delle nostre montagne.
Stupenda e maestosa la scura parete del Monte Corte, con lo spigolo Nord dirimpettaio del Pizzo Farno.








































