Descrizione
Ferrata Monte Ocone
Parcheggiamo a bordo della strada che collega il centro abitato di Valsecca (Sant’Omobono Terme) al comune di Costa Valle Imagna, in Via Pertus, poco prima di un tornante e a ridosso dell’attacco del sentiero che in breve conduce alla via ferrata (a bordo strada è presente un cartellone esplicativo della ferrata).
Imbocchiamo quindi il sentierino nel bosco che in brevissimo ci conduce alla “Rampa Adelaide” (indicato con targhetta), la prima rampa rocciosa attrezzata con catene. Superata la rampa ci troviamo di nuovo su un sentierino che ci conduce al primo torrione e all’inizio della ferrata stessa.
La ferrata è composta da 11 torrioni rocciosi, con un torrione extra (il Monarca) che rappresenta una deviazione della ferrata. Tutti i torrioni sono superabili tramite un sentierino che sale all’anticima del Monte Ocone parallelo alla ferrata.
Il primo torrione è forse il più impegnativo e fisico. In particolare, i primi 5 m da superare sono strapiombanti e l’uso delle braccia è cruciale. Superato questo primo tratto, siamo su un terrazzino, dal quale proseguiamo stando sullo spigolo a destra su buona roccia, ma sempre da tastare.
Seguiamo quindi il sentierino che ci collega al secondo torrione, che si presenta subito verticale, ma con diverse staffe da sfruttare. Proseguiamo poi sullo spigolo superato il quale procediamo in traverso aggirando sulla destra uno sperone.
Il terzo torrione è più “amico”, seppur sempre verticale. Forse risulta solo più semplice, visto il fatto che, con i primi due torrioni, abbiamo capito “la suonata” della ferrata.
Scesi dal terzo torrione, si scende leggermente su sentierino per imboccare il lungo diedro del quarto torrione, bello impegnativo. Superato l’esposto diedro, si aggira lo spigolo e si risale verso sinistra.
Il quinto torrione presenta un primo facile risalto roccioso e offre poi la possibilità di deviare a sinistra per salire la variante col Torrione del Monarca. Noi proseguiamo dritti verso un gendarme da salire sulla sinistra su un diedro.
Il sesto torrione sale lungo un diedro ben appigliato, prosegue poi prendendo una crestina che ci deposita all’incrocio col sentiero 571, il periplo della Valle Imagna. Qui, un cartello indica sulla sinistra la prosecuzione della faticosa via ferrata, mentre una deviazione EEA a destra evita gli ultimi torrioni salendo direttamente alla vetta. Noi optiamo per il sentiero EEA, sia per la stanchezza (e la volontà di fare il collegamento alpinistico in cresta che avevamo in programma), che per il fatto che un cartello indica che un tratto di via ferrata è temporaneamente chiuso per danneggiamento delle catene.
Il sentiero EEA sale pendente con qualche catena su fondo terroso, fino a raggiungere, poco prima della vetta, la cassetta rossa col libro di vetta (curioso che il libro di vetta non sia effettivamente in vetta, ma qualche metro più in basso). Dalla cassetta, per raggiungere la croce dell’Anticima del Monte Ocone (1351 m), occorre salire qualche piolo metallico a mo’ di scaletta.
Cresta per la vera vetta del Monte Ocone
Dall’anticima del Monte Ocone, guardando a destra rispetto all’uscita della ferrata, si vede la vera vetta del Monte Ocone, volendo comodamente raggiungibile tramite il sentiero 588.
Noi imbocchiamo il 588 in discesa, immergendoci preso nel bosco. Raggiungiamo una sella, superiamo qualche rudere e risaliamo a una seconda selletta, alla quale il 588 prosegue sulla sinistra mentre noi proseguiamo dritti verso l’imbocco di una facile cresta alpinistica (max II), selvaggia e poco battuta. La cresta supera qualche torrioncino esposto, salendo alla vetta opponendo qualche passo di arrampicata. È un buon ambiente per avvicinarsi alla progressione alpinistica in cresta. Non essendo molto battuta presenta talvolta vegetazione fastidiosa e oppone qualche difficoltà di orientamento.
L’attacco corrisponde a un diedro roccioso con diversi inserti erbosi, che presenta subito qualche passaggio di II grado. Saliamo il facile spigolo, in esposizione, e proseguiamo con percorso non obbligato sulla cresta, che oppone talvolta arbusti tra i quali farsi strada.
Alcuni torrioncini sono più affilati ed esposti. Giungiamo nei pressi della vetta del vero Monte Ocone, ormai vicino davanti a noi, e dobbiamo superare il punto più ostico per quanto riguarda l’orientamento: siamo in cresta tra grossi massi, e sembra che il percorso precipiti su tutti i lati (destra, sinistra e di fronte a noi).
Facendo sicura con la corda, mandiamo in avanscoperta un membro della cordata, che scende seguendo cengette erbose di fronte a noi puntando a naso alla forcella tra gli alberi che ci porterà poi alla vetta (da dove ci troviamo in cresta, non è visibile un evro e proprio percorso da seguire, quindi procediamo “a tentativo”). effettivamente, la discesa si rivela possibile (prestare attenzione: il terreno è terroso e scosceso) e siamo quindi alla forcella.
Risaliamo ora per erba ripida e qualche balza rocciosa fino alla vetta del Monte Ocone (1410 m).
Per scendere, proseguiamo sul 588 che, poco dopo la vetta, presenta un tratto di discesa roccioso attrezzato con delle corde fisse (se si desidera, in questo tratto del percorso si può stare in cresta, sulla destra rispetto al sentiero bollato, ed esercitare una calata in corda doppia).
Per tornare all’auto, in prossimità di un’ampia sella erbosa, prendiamo una labile traccia che scende a picco sulla destra e che intercetta il 571, lo supera e prosegue nel fitto e labirintico bosco fino a risbucare all’aria aperta nei pressi del tornante dove abbiamo parcheggiato l’auto. L’orientamento nel bosco non è scontato, consigliamo fortemente l’utilizzo delle mappe e del GPS.
Impressioni
Ferrata tosta e fisica, manda facilmente le braccia a fuoco. C’è di bello che c’è un sentiero che sale a finaco della via ferrata, che permette di saltare tutti o qualche torrione.
La cresta per la vera vetta del Monte Ocone è facile, didattica e divertente. Non è sicuramente percorsa da molte persone e, per questo, è selvaggia e ricca di vegetazione (qualche volta fastidiosa).























