

Descrizione
Avvicinamento
Partiamo dalla località di Borno Croce di Salven (1100 m) da cui imbocchiamo il sentiero 101 che si avvicina al bosco piegando nettamente a destra al primo bivio e iniziando a salire da subito su pendenze buone.
Giunti a quota 1400 m, risaliamo la Valle Cala prendendo a sinistra il sentiero ripido che conduce alla sorgente Cerovine. Si tratta di una variante ben più diretta della classica mulattiera, che sbuca sul sentiero che dal Rifugio San Fermo va al Passo del Costone dopo averci fatto superare 250 m circa di ripidi pratoni.
Giunti al Passo del Costone (1896 m), usciamo dai sentieri e pieghiamo a destra sulla costa erbosa che si fa via via più ripida e che nella parte alta presenta anche qualche innocua roccetta. Giungiamo fino a quasi 2300 m di quota, nei pressi di una selletta dove, sulla sinistra, diviene evidente un vallone erboso delimitato da una cresta abbastanza frastagliata che scende sino alla Bocchetta delle Pale.
Corna delle Pale
Noi seguiamo questa cresta stando talvolta sul filo e talvolta alla sua sinistra aggirando i torrioni più arditi su erba ripida (utili i ramponcini ed eventualmente piccozza).
Scendiamo un ultimo canaletto erbo-roccioso un po’ ripido che può essere protetto su validi spuntoni poco sopra e siamo alla Bocchetta delle Pale, da cui a destra sale il canale Nord della Corna delle Pale (via di fuga per la Conda dei Fopponi).
Andiamo invece a risalire la cresta davanti a noi seguendo l’evidente canaletto diagonale ascendente verso destra che presenta subito un passaggio su un masso per accedervi mentre poi rimane più facile seppur su detriti e blocchi talvolta instabili (da tastare).
All’uscita del canale, su un iconico spuntone sulla sinistra, è presente un cordone di sosta.
Scendiamo quindi al successivo intaglio da cui è ben evidente una cengia ascendente verso destra che seguiremo sino ad alcune pianticelle che aggireremo sulla destra, per poi ritornare in cresta.
Qui, dopo un breve tratto facile, si presenta un caratteristico passaggio di blocchi rocciosi su cui camminare in esposizione a mo’ di passerella. Superato il passaggio, si segue una cengia erbosa/rocciosa sulla destra puntando a un alberello dietro il quale un omino di pietre indica il caminetto finale per la Corna: lo risaliamo senza difficoltà ma prestando sempre attenzione ai massi instabili (il camino piega a destra nella parte alta).
Siamo quindi in vetta alla Corna delle Pale (2240 m), con omino di pietre.
Corna di San Fermo e Croce di San Fermo
Ritorniamo alla Bocchetta delle Pale con lo stesso percorso di salita e risaliamo all’anticima posta molto vicina alle Corna di San Fermo, da cui, in breve, seguendo il filo della facile cresta (o leggermente a destra), raggiungiamo le due vette. La più alta è la seconda, senza omini di pietre (2329 m).
Da qui, imbocchiamo la cresta che scende a Sud, ultima parte della Via Attilio Gheza, che con percorso alpinistico, seppur facile ed evidente, ci porta alla Croce di San Fermo (2250 m).
Dalla croce, seguiamo i bolli rossi che ci portano tramite una ripida traccia su erba, al Rifugio San Fermo (1868 m) da cui scenderemo a Croce di Salven non più per il sentiero ripido, bensì per la classica mulattiera ben indicata dai cartelli CAI.
Impressioni
Bellissima e selvaggia salita su una vetta Orobica non troppo gettonata, anche se non ne capiamo il motivo. Le probabilità di incontrare gente su questa vetta è davvero bassa e il panorama dalla vetta è molto appagante, con ampia vista sul gruppo del Pizzo Camino e sulla via Attilio Gheza.
I passaggi su roccia non sono troppo impegnativi o ostici, ciò che rende impegnativo il giro è l’ambiente selvaggio, pendii di erba scoscesa e qualche roccia instabile alla quale prestare attenzione.






























