

Descrizione
Torrione della Sfinge
Da Ornica (922 m), parcheggiamo all’imbocco del sentiero 106 e lo seguiamo fino al pianoro sotto il Torrione della Sfinge, poco prima della Bocchetta d’Inferno. Il percorso è riportato nella relazione che trovate a questo link.
Contorniamo la Sfinge, superandola sulla destra eposizionandoci nel suo versante Nord, lì dove è evidente la via di salita.
Accediamo al canale a Nord lungo circa un’ottantina di metri e con pendenza circa 50°, sbarrato nella sua parte mediana da alcuni massi non coperti da neve.
All’interruzione della neve, decidiamo di salire sulla destra alcune facili roccette, seppur su terreno ripido, che permettono di superare il blocco roccioso ridepositandoci su lingua nevosa in prossimità di una sosta su chiodo e spuntone.
Proseguiamo quindi dritti sulla facile lingua di neve, tendendo verso destra nell’ultima parte. Poco sotto la selletta di uscita, troviamo una seconda sosta con cordino su roccione.
Raggiunta la selletta abbastanza ampia, notiamo subito, sulla sinistra, la breve ma intensa crestina sommitale, costituita, nel suo primo tratto, da un verticale spigolo affilato.
Superiamo quindi lo spigolo davanti a noi, compiendo un passo delicato in spaccata sulla sinistra dello spigolo (chiodo prima del passo) e salendo poi per facili placchette, tutto in forte esposizione (III). Raggiungiamo, alla sommità di questo spigolo, una sosta su due chiodi con vari cordini e maglia rapida di calata.
Da qui, con attenzione, si scende di qualche metro all’intaglio e si risalgono con cautela le placchette finali (esposizione) che ci depositano in vetta al Torrione della Sfinge (2315 m). È presente in vetta un chiodo per assicurazione del secondo/discesa assicurata.
Dalla vetta ritorniamo con cautela alla sosta sopra lo spigolo dalla quale ci caliamo sulla placca sud-ovest (una corda da 30 m è sufficiente, 14 m di calata) che deposita alla selletta, da cui facciamo altre due calate da 30 m sulle soste incontrare in salita che ci riportano alla base del canale.
Pizzo San Giovanni e Cima Fontane
In discesa, optiamo per un passaggio all’isolato e bifido Pizzo di San Giovanni: ritornati all’incrocio col 101, lo si segue per breve tratto verso il Rifugio Grassi, risalendo sino alla prima selletta.
Alla sinistra della selletta, si raggiunge in brevissimo la Cima Fontane (2095 m, noi ci passeremo al ritorno).
Alla selletta, lasciamo il 101 che sale sopra le evidenti balze rocciose alla nostra destra, per degradare dritti perdendo un po’ di quota sui pratoni davanti a noi.
Si seguono delle vaghe tracce e, dopo aver passato la prima valletta, appare, sulla sinistra, ancora lontana, la doppia cima del Pizzo di San Giovanni. Con un ultimo semicerchio su erba mista a roccette, superiamo un grosso canale e raggiungiamo la selletta erbosa da cui sulla sinistra possiamo salire la prima delle due cime e, soprattutto, dopo un breve tratto su traccia e aver risalito tra vari rododendri, la seconda è più alta cima quotata sulle carte (2048 m).
Ritorniamo sui nostri passi sino alla selletta di Cima Fontane, da cui riscendiamo nella Valle d’Inferno che ripercorreremo a ritroso fino a Ornica.
Impressioni
Bellissimo e magico giro orobico, che tocca un’icona della val Brembana: la splendida Sfinge. Il tratto alpinistico è piuttosto breve, a fronte invece di un lungo avvicinamento, però per noi appassionati orobici ogni metri di dislivello salito vale assolutamente la soddisfazione di toccare questa vetta.
Carino e nettamente più escursionistico il Pizzo San Giovanni, che merita una visita visto che è abbastanza “di passaggio” rispetto al sentiero per il Pizzo Tre Signori e la Sfinge.






























