Descrizione
Partiamo dall’abitato di Era, che raggiungiamo in auto salendo una stretta strada che sale sulla sinistra nei pressi di Lenna e passa al di fuori di una cava.
Seguiamo la starda poco oltre il nostro posteggio e imbocchiamo sulla sinistra il sentiero ciottolato 128 che sale ripido per un primo tratto e si appiana dopo la prima curva.
Seguiamo il sentiwero che sale dolcemente a lato di verdi pratoni, saliamo un paio di tornanti e siamo nei pressi di Baita Campelli.
Proseguiamo sempre sul largo sentiero battuto fino a raggiungere un’ampia radura con altre baitelle. Qui si apre la vista sul Cancervo sulla sinistra, mentre a destra è visibile la ripida salita in una sorta di canalone che dovremo affrontare per prendere la cresta.
Da qui, puntiamo la nostra selletta: percorriamo un traverso che si immette nel canale che risaliamo in condizioni di misto tra neve, arbusti e erba ripida. Il tratto finale prima della selletta impenna non poco. Verso la fine della salita, una masso con diversi bolli blu può aiutare a prendere la giusta direzione. In condizioni invernali, questo tratto di sentiero non è ben riconoscibile e si sale “a naso”, rischiando di finire, soprattutto nel pezzo finale dellla salita, su tratti più pendenti e scivolosi.
Presa la cresta, si apre la vista verso Cassiglio, Monte Venturosa e Baciamorti.
Pieghiamo a destra e percorriamo la cresta verso il Piz di Mezzodì, alternando tratti camminabili (sempre stando attenti agli accumuli di neve), a tratti con qualche gendarme roccioso, generalemnte facilmente aggirabili sulla sinistra.
Giungiamo quindi in vetta al Piz di Mezzodì (1713 m), con croce di vetta.
Da qui vediamo, più in basso rispetto alla nostra vetta ma sempre raggiungibile proseguendo sulla cresta, il Monte Saetta, al quale noi rinunciamo visti gli accumuli nevosi intonsi sulla cresta che renderebbero la prosecuzione più ostica e lunga.
Scendiamo e torniamo ad Era seguendo lo stesso sentieor di salita.
Impressioni
Giro poco conosciuto e quindi poco frequentato. La zona è selvaggia e questo rendil giro più adatto ad escursionisti esperti che a trekker da sentiero (soprattutto nella stagione invernale). Non ci sono difficoltà alpinistiche, ma qualche volta è difficile l’orientamento.


















