Descrizione
Avvicinamento
Partiamo dalla Sella del Legnone (1450 m) in prossimità del Rifugio Rroccoli Lorla, dove seguiamo il sentiero della DOL e le indicazioni per il Monte Legnone. Il sentiero sale inizialmente su bassa pendenza e con qualche tornante si addentra nel vallone antistante il Monte Legnone, passando prima per la Casera Meric de Scim e poi, dopo un altro tratto a mezza costa dove si guadagna un po’ di dislivello ma mai troppo, alla Casera Alpe di Agrogno basso.
Qui il sentiero inizia a diventare un po’ più ripido e con qualche ampio tornate iniziamo la risalita del pendio davanti a noi. Sbuchiamo alla fine del pendio quasi in prossimità della Porta dei Merli (2125 m). Poco prima del passo, qualche catena agevola la salita.
Da questo passo appare evidente davanti a noi un ripetitore poco sotto il quale si trova il Bivacco Silvestri “Ca de legn”.
In prossimità del bivacco si dividono la via normale (che procede dritta sul filo di cresta) e i canali, per i quali invece bisogna degradare su pratoni abbastanza ripidi alla nostra destra, in direzione dell’attacco.
Il canale Ovest (Sovian) è il più evidente che solca tutta la parete del Legnone, costeggiato alla sua destra da rocce scure, mentre alla sinistra risulta più aperto su ripide balze erboso-rocciose. Il canale segue fedelmente questa linea di neve che si forma alla sinistra dei roccioni neri, sbucando direttamente in vetta e presenta una possibile deviazione ambigua a circa 1/3 del canale che invoglierebbe a salire a destra, ma che non va seguita perchè porta fuori strada.
Giunti all’attacco del canale, l’accesso allo stesso oggi è una rampa ghiacciata di qualche metro su pendenze subito sostenute (50°). In altre condizioni è possibile trovare tutto totalmente coperto, quindi più facile.
Canale Sovian
Superata questa prima rampa, il canale perde progressivamente pendenza assestandosi sui 35° per un bel pezzo, in cui si fa qualche slalom ma si segue sempre la logica tracciata dalle rocce alla nostra destra. A quota 2230 m, una rampa nevosa stacca sulla destra e potrebbe invogliare la salita (non sappiamo se sia una variante).
Noi proseguiamo dritti ed aggiriamo alcune rocce a sinistra, superando qualche saltello di ghiaccio ed accedendo, dopo un piccolo traverso, ad un ampio canalone che sale dalla sinistra.
Si risale il canale stando sempre a ridosso delle rocce di destra su pendenza più sostenute (45°) sino ad un’evidente rampa rocciosa che sale incassata sulla destra sotto le nere pareti. Questa può essere salita direttamente, o più facilmente aggirata sulla sinistra per balze meno ripide per poi ricongiungersi pochi metri dopo al termine dello stretto budello.
Ora il canale fa un piccolo traverso a sinistra e si porta in prossimità di una roccetta di qualche metro il cui superamento varia molto in base alle condizioni di innevamento. Nelle condizioni odierne era abbastanza spoglia e obbligava quindi a un passo un po’ delicato su roccia.
Superata questa difficoltà (presente in tante relazioni), si segue ancora il canale che procede a slalom tra facili roccette su rampe nevose sino a portarsi all’uscita dove la pendenza aumenta un poco (50-55°).
Si esce a destra della croce di vetta, circa 15 m sotto di essa, sulla cresta che sale dalla strada mulattiera militare.
Dalla croce di vetta del Monte Legnone (2609 m), seguiamo quindi la cresta della via normale che percorre la cresta in direzione lago di Lecco la cui discesa non risulta banale in condizioni invernali per pendenza e fondo, spesso di neve molto dura. È presente qualche catena nei tratti sommitale e nella parte bassa della cresta che facilitano alcuni piccoli passaggi rocciosi.
Raggiungiamo quindi il ripetitore e il bivacco da cui si ritorna al parcheggio in Valvarrone per la via di salita.
Impressioni
Un bellissimo e lungo canale sulla montagna più importante e famosa del Lecchese. Il Legnone è sempre molto battuto e questo canale è il perfetto compromesso tra un ambiente mozzafiato (un bel mix di lago e montagna), la giusta adrenalina e le difficoltà teniche (presenti ma contenute).
La difficoltà dei tratti più delicati varia a seconda delle condizioni di innevamento.























