Descrizione
Avvicinamento
Partiamo dalla frazione Belvedere di Valmadrera (400 m), parcheggiando sull’ultimo parcheggio disponibile sulla strada a tornanti. Imbocchiamo quindi il sentiero asfaltato Valmadrera – San Tomaso fino alla Cappelletta VARS, dove proseguiamo sul “sentiero per Sambrosera” che si immerge nel bosco e si dirige verso gli attacchi della cresta OSA e della nostra cresta: la 50° CAI, meno famosa della OSA e con qualche tiro in più di difficoltà sul IV grado.
L’attacco della 50° CAI si trova poco prima di quello della OSA, sulla sinistra, ed è indicato da un cartello in legno. Si supera quindi una placchetta appoggiata che sale sulla destra e, dal pianoro erboso-roccioso soprastante, si attacca il primo tiro della via.
Relazione cresta
- L1 (20/25 m): attacchiamo il pilastro sulla sinistra con buone prese (III). Il pilastro diviene poi più verticale (IV), è presente un chiodo nel tratto più complesso. Usciamo su terreno erboso e si sosta su albero con cordone.
- L2 (30 m): saliamo ora un diedro poco marcato a sinistra della sosta (IV+), è presente un chiodo dopo pochi metri. Proseguiamo poi per facili roccette (III) e infine, ancora su erba, sostiamo in prossimità di alcuni alberelli.
- L3 (40 m): saliamo il muretto a sinistra della sosta fino ad un chiodo, visibile dal basso (IV-). Superiamo i 2 metri successivi in leggero strapiombo ma con buoni appigli per le mani (conviene tenere la sinistra – IV), uscendo su ottime lame (III+). Proseguiamo per facili rocce superando un altro muretto con fessura verticale traversando circa 2 m a sinistra (presente un chiodo) per poi continuare in verticale (III) fino alla sosta su albero a destra.
- L4 (25 m): superiamo le facile balze erbose a sinistra della sosta (II) portandoci alla base di un camino. Saliamo il pilastro a sinistra del camino (IV) tramite buoni appigli e usciamo a destra su terreno più semplice (III) fino a sostare su 2 chiodi da collegare.
- L5 (25 m): saliamo il facile ma aereo spigolo (II+) fino alla sosta sulla destra su albero.
- L6 (35/40 m): ci spostiamo a sinistra, entriamo nello stretto camino (chiodo alla base a sinistra) e lo saliamo sulla parete di destra (IV+) tramite tacchette, obliquando verso destra. Usciti dal camino percorriamo una cengia erbosa ascendente fino ad un nuovo pilastrino (chiodo). Lo rimontiamo per qualche metro (IV-) e poi, tenendo la destra, usciamo su roccette più semplici (III) e cresta pianeggiante. Sostiamo su grossi spuntoni e alberello.
- L7 (25 m): proseguiamo su sentiero per 15 m, poi seguiamo la traccia che scende verso destra su esposta cengia detritica fino ad una selletta con albero dove sostare.
- L8 (35/40 m): saliamo il pilastrino di fronte a noi (III+) fino ad un intaglio con una traccia che prosegue in discesa verso destra. Non prendiamo questa traccia ma saliamo il torrioncino alla nostra sinistra (passo iniziale di IV). Dalla sua sommità, proseguiamo su cresta pianeggiante fino a sostare su alberello o spuntone.
- Proseguiamo sulla cresta camminabile fino ad un nuovo facile torrioncino (II), superato il quale la via diventa sentiero e passa in mezzo ad un caratteristico intaglio camminabile, al termine del quale, disarrampicando qualche metro, si arriva ad una larga sella. Sosta su albero a destra.
- L9 (30 m): attacchiamo la paretina sulla sinistra (III) con ottime maniglie, per poi aggirare lo spigolo a sinistra uscendo su placca (è presente un chiodo IV+), dopo la quale superiamo facili roccette (III) miste ad erba fino al una selletta con albero a destra. Sosta su spuntone o albero.
- L10 (30 m): proseguiamo sul pilastro ora più friabile (chiodo alla base) fino ad un chiodo arrugginito (IV). Poi, tenendo la sinistra, arriviamo ad un altro chiodo (IV-) e continuiamo in verticale passando per altri 2 chiodi (che compensano la friabilità della roccia in questo tratto) fino alla sosta (chiodo + spuntone).
- Da qui proseguaimo su ripida traccia erbosa camminabile fino a ricollegarci alla cresta OSA e, poco dopo, giungiamo ad una palina metallica. Da qui sscendiamo su traccia a destra (II-) arrivando ad un largo colletto.
- L11 (15 m): rimontiamo la paretina al centro del colletto salendo in obliquo verso destra (buoni appigli per le mani), per poi salire un metro (IV/IV+) e spostarci decisamente a sinistra su tacche sporche di sabbiolina. Sosta su paletto con anello.
- Proseguiamo lunga la traccia di sentiero fino all’ultima paretina.
- L12 (40 m): attacchiamo la paretina nel largo diedro con roccia un po’ friabile (II+), puntando a sinistra verso il filo dello spigolo. Da qui, proseguiamo alcuni metri esposti (III-) fino ad uscire su traccia. Sosta su due spit.
- Proseguiamo su sentiero e arriviamo alla caratteristica cresta camminabile ma esposta, con passaggio in uscita a sinistra di II-. Proseguiamo su sentiero e in breve siamo in vetta al Monte Moregallo (1276 m).
Ritorno
Dallo vetta, percorriamo il sentiero attrezzato con qualche catena nella sua prima parte verso la Bocchetta di Moregge (1108 m) e, da lì, scendiamo a sinistra fino a tornare a Sambrosera, dove riprendiamo il sentiero di salita e lo ripercorriamo a ritroso fino all’auto, a Valmadrera.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 50 m, ed è il minimo che conisgliamo di portare per intraprendere questa cresta seguendo la nostra relazione. Ovviamente, occorre avere con sè cordini e una vasta gamma di friends, che tornano spesso utili.
Impressioni
Una bella lunga cresta, che presenta diversi tiri dalle difficoltà arrampicatorie (per noi) ingaggiose. Una via sicuramente meno affollata della sorella (e un po’ più semplice) cresta OSA, che corre parallela alla sua destra e sulla quale ha un bellissimo punto di vista.
Tutta la cresta è molto panoramica con una vista ampia sul Lago di Lecco quasi costante.






















