Parete Nord de La Cornetta, Dente della Cornetta, Cima di Piazzo, Corna Grande da Valtorta

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Val Brembana

Distanza: 20 Km

Dislivello: +1850 m

Quota max: 2087 m

Sentieri CAI: 103A, 101

Esposizione: Nord e varie

Difficoltà: F+, EE


Località di partenza: Valtorta (BG) – Val Brembana

Punti di appoggio: –

Descrizione

Avvicinamento selvaggio da Valtorta

Partiamo dai Piani di Valtorta (950 m) parcheggiando presso delle abitazioni in via Olimpiadi.

Seguiamo la strada fino ad imboccare il 103A sul quale proseguiamo fino alla fine del bosco. Qui, poco prima dell’uscita dal bosco, credendo di allontanarci troppo dalla Cornetta, pieghiamo a sinistra su una traccia che taglia a mezzacosta ed esce dal bosco. Finiamo alla base di un ghiaione dove un omino di pietre sembra confermarci che siamo sulla strada giusta. In realtà, la via corretta per la parete (che abbiamo visto successivamente, in discesa dal 103A) prevederebbe di proseguire ancora un po’ su sentiero fino a quando, in prossimità di un altro canale ghiaioso, voltandosi, é evidente la forcella dalla quale parte la “cengia basale”.

Rassicurati dall’omino, saliamo dritti per il ghiaione misto a grosse rocce e raggiungiamo, superando facili balze rocciose (I+), una bellissima “falesia circolare”. Si tratta di un anfiteatro roccioso di altezza circa 15/20 m sul quale sarebbe possibile scalare diverse vie.

Da qui decidiamo di superare la falesia sulla sinistra, dove le rocce sembrano più permissive, affrontando delle difficoltà di II/II+ (esposizione), che ci depositano sopra l’anfiteatro della falesia. Proseguiamo quindi a destra su una simil-cengia, fino ad intravedere dei canaletti erbosi/rocciosi che ci portano più vicini al nostro obbiettivo: l’attacco del canale bollato. Giungiamo presso dei mughi dove crediamo di dover tornare indietro (ci sentivamo persi) quando invece, superati a fatica, ci troviamo esattamente davanti al canale corretto di salita! Questo tratto di avvicinamento è stato molto selvaggio e sempre esposto. Probabilemente, percorrendo il congione basale corretto, questa parte della salita sarebbe stata un po’ più lineare.

Facciamo quindi una breve ma meritevole tappa: proseguiamo a sinistra per cengetta friabile sino alla base di una grotta dove un cordino facilita l’ingresso, considerata la precarietà della ghiaia. Nella grotta, bellissima vista sul Tre Signori.

Parete Nord della Cornetta

Usciamo dalla grotta con cautela e ritorniamo al canale, di cui va risalito il diedro a destra del roccione che lo divide in due. Da qui in avanti ci saranno moltissimi bolli rossi ad indicarci la via.

Superiamo la prima paretina su roccia ottima ma esposta (II+) per poi risalire un breve tratto di crestina che ci deposita di fronte ad una piccola insenatura con roccia bagnata. Risaliamo sulla destra queste rocce e procediamo nel canale (qui, sulla sinistra, è evidentissimo il tipico tetto giallo di questa via, già visibile da sotto e che ci ha indirizzato per l’avvicinamento).

Proseguiamo quindi per il canale che presenta ora passaggi un po’ più facili su roccia da tastare, visto l’ambiente, seguendo i bolli. Sbuchiamo su una pala erbosa dove proseguiamo a sinistra a mezza costa. Aggirato un bel pezzo su erba abbastanza ripida, puntiamo a destra e risaliamo fino a una forcella da cui si passa dal versante Nord a quello Sud-Est.

Traversiamo quindi sotto la parete di destra fino alla forcella davanti a noi da cui, voltandosi è possibile notare una bellissima fessura nella parete appena costeggiata. Da qui i bolli diminuiscono, ma la logica ci porta a seguire delle tracce che, passando a destra delle rocce di cresta, ci fanno seguire un lungo sistema di cenge che ci ci avvicinano sempre di più alla vetta.

Passiamo sotto a un caratteristico roccione con tetto e proseguiamo sempre in cengia fino a quando, sulla sinistra, iniziamo ad identificare dei canaletti rocciosi che sembrano facili da risalire per la vetta. Noi risaliamo l’ultimo (proseguendo, la cengia si interrompe) su ottima roccia con difficoltà di II + . Sbuchiamo su una crestina rocciosa da cui raggiungiamo in breve la vetta de La Cornetta (2054 m).

Dente della Cornetta, Cima di Piazzo, Corna Grande

Dalla vetta, si segue il costolone erboso abbastanza ripido sono alla crestina coperta di mughi che ci separa dal Dente della Cornetta.

Superiamo a fatica i mughi e, giunti al colletto, si aggirano sulla destra le rocce entrando in un canaletto (I+) che, su roccia un po’ friabile, giunge in prossimità della vetta del Dente della Cornetta (2005 m).

Riscendiamo con cura il canaletto, con piccolo traverso torniamo al colletto pieno di mughi e lo superiamo a destra tornando sulle ripide erbe de la Cornetta. Da qui, seguendo alcuni omini sulla sinistra, scendiamo tramite traccia fino ad una grotta sulla destra, per poi piegare nettamente a sinistra e, con lungo traverso discendente su ripide erbe, giungere sotto la Forcella di Valsecca.

Senza arrivare alla forcella, risaliamo ripidamente con traverso ascendente verso destra che tra erba ripida e qualche roccetta ci porta sulla cresta sommitale della Cima di Piazzo (2057 m) e quindi alla vetta con Madonnina.

Poco dopo la cima, lì dove le pendenze sembrano minori, scendiamo a destra per ripidi prati sino alla Bocca dei Campelli (1913 m). Da qui tramite il 101 arriviamo alla Forcella dei Mughi (2010 m) da cui, poco dietro, stacca la traccia bollata in rosso verso destra che sale alla Corna Grande (2087 m). La risalita avviene a sinistra della cresta su solide rocce ed infine su erba.

Ritorniamo con il 101 alla Bocca dei Campelli e riprendiamo il sentiero 103A con il quale scendiamo all’auto, passando dal punto in cui la mattina ci siamo persi.

Nota sul materiale utilizzato: noi, partendo in completa esplorazione viste le poche relazioni trovate sul percorso e vista la mancanza di una traccia GPX, ci siamo attrezzati con molto materiale alpinistico. Alla fine abbiamo usato la corda da 30 m per fare qualche tratto in conserva sulla falesia circolare e sulla prima parte della via e un paio di friends. Sta alla sensibilità dell’alpinista, alle capacità e alla confidenza dei singoli la dicisione di come attrezzarsi. Le difficoltà tecniche sono contenute ma l’ambiente è molto selvaggio.

Impressioni

Giro incredibilemente selvaggio e appagante. La parete Nord della Cornetta è un esempio incredibile di quanto le Orobie possano riservare delle sorprese conosciute a pochi anche a bassissima quota.

Le difficoltà tecniche della via di salita dalla parete Nord sono contenute, sebbene molti passaggi (soprattutto nella prima parte della salita) siano molto esposti. Occorre un buon orientamento e studio del percorso prima di effettuare la salita, nonostrante le relazioni online siano molto risicate. Speriamo con questa relazione a contribuire a scrivere le pagine della grande “enciclopedia orobica”.


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