Descrizione
Valtorta, Cima di Camisolo, Cima delle Miniere e Zuc di Valbona
Parcheggiamo l’auto sopra Valtorta qualche tornante prima di giungere alla frazione di Ceresola.
Imbocchiamo il sentiero 104 delle miniere di Valtorta che si addentra subito nel bosco. Il sentiero procede in falsopiano per poi scendere un breve pezzo e guadagnare poca quota sino ad incrociare un torrente che troveremo più volte durante il cammino.
Seguendo i bolli arriviamo presto dinanzi a una pozza con acqua scrosciante difficile da guadare. Decidiamo quindi di salire ripidamente sulla sinistra per una quarantina di metri andando a prendere quello che risulta essere una vera e propria traccia con tanto di ometti, che seguiremo fino a re-incrociare i bolli e a dover guadare un altro ruscello.
Seguiamo il sentiero fino ad uscire dal bosco, con dinanzi a noi un spiazzo verde ed una baita. La traccia lascia sulla destra i bei contrafforti del Pizzo Tre Signori e la Cima San Giovanni mentre sale e sinistra con qualche tornante che ci fa guadagnare un bel po’ di quota.
Giunti a circa 1900 m di quota, in prossimità di un cambio di pendenza, decidiamo di abbandonare il largo sentiero per seguire sulla destra un costolone erboso che diventa via via più ripido. Superando alcune roccette sbuchiamo a quota 2100 m lungo il sentiero 101, in prossimità della Bocchetta di Castel Reino (2138 m).
Deviamo quindi a sinistra e, seguendo il 101, puntiamo alla prima cima di giornata.
Risaliamo facilmente la Cima di Camisolo (2156 m) prendendo il breve costolone erboso sulla destra del sentiero.
Ritorniamo sul 101 e lo seguiamo fino alla Bocchetta Vaghi di Sasso (1976 m), dove lo lasciamo di nuovo per salire la facile Cima delle Miniere (2082 m).
Di nuovo giù seguendo il costone erboso in direzione della Bocchetta di Camisolo (2011 m), da cui è ben visibile il Rifugio Grassi (2000 m) sulla sinistra. Di fronte a noi, appare la prossima salita da affrontare, sempre facile e su ripida erba. In circa 100 m di dislivello guadagnamo la vetta dello Zuc di Valbona (2132 m).
Zuca di Valbona, Zucco di Cam, Cima Foppabona, Cima del Corrvo, Zucco del Corvo, Valtorta
Scendiamo di nuovo, sempre su balze erbose, fino a giungere dinanzi a due torrioni che, considerata la neve appena scesa, decidiamo di aggirare sulla sinistra su erba ripida per poi arrivare alla Bocchetta di Foppabona (2046 m). Anche da questa bocchetta procediamo dritto. Questa volta il sentiero è segnato sulle carte e ci oppone subito due passaggi su roccia facili, per i quali sono presenti delle catene. Procediamo a naso, seguendo qualche traccia coperta dalla neve e arriviamo sullo Zucco di Cam (2192 m), con un piccolo altare sulla vetta.
Pieghiamo quindi nettamente a sinistra e scendiamo su larga e facile cresta erbosa che va di nuovo a intersecare il 101 presso la Bocchetta di Foppabona (1985 m), da cui continuiamo per un breve tratto sul sentiero. Qualche centinaio di metri dopo, lasciamo di nuovo il 101 per prendere la facile cresta sulla destra che ci porta in vetta al Monte Foppabona (2084 m).
Da qui, per larga e facile cresta, giungiamo alla depressione rocciosa ed esposta posta 20 m sotto la Cima del Corvo (2062 m) che raggiungiamo aggirando le roccette davanti a noi (sulle quali è posta una piccola croce rossa) a destra, su ripida erba.
Di nuovo giù per facile cresta erbosa sino al sentiero 101, che lasciamo di nuovo poco prima del ballatoio roccioso che antecede il Passo del Toro (1945 m) per seguire le catene sulla destra che risalgono in breve allo Zucco del Corvo (1976 m). Questa è la nostra ultima cima di giornata.
Proseguiamo quindi la discesa lungo il 101 fino al Passo del Gandazzo (1660 m), dove pieghiamo nettamente a sinistra sul sentiero 104B che scende a Ceresola di Valtorta.
Torniamo alla macchina seguendo una comoda mulattiera che taglia per i prati sulla sinistra e ci evita di dover seguire la strada.
Impressioni
Bel giro, ottimo soprattutto nelle mezze stagioni, quando nevica un poco sulle alte vette. Permette di toccare ben 7 vette, delle quali 6 sopra i 2000 m e, volendo, si può far tappa al Rifugio Grassi per pranzo.
Visti i pendii erbosi scoscesi che bisogna affronatre, consigliamo di portare dietro i ramponcini, molto utili in caso di neve (come nel nostro caso), ma potenzialmente utili anche in caso di erba bagnata e scivolosa.
























