Descrizione
Parcheggiamo a Cervinia nel comodo parcheggio gratuito a nord ovest del paese vicino all’albergo Chalet Blanc.
Dal parcheggio imbocchiamo il segnavia 13 che inizia poco dopo il Ristorante “Un Mare di Neve”, con la doppia possibilità di seguire la carreggiata (affrontabile anche in bicicletta) oppure percorrere il sentiero vero e proprio che, tagliando i tornanti più lunghi, conduce in circa 4,5 Km e 800 m di dislivello al Rifugio Duca degli Abruzzi all’Oriondè (2802 m).
Dal Rifugio, procediamo sempre lungo il segnavia 13 fino alla Croce Carrel 2920 m, punto in cui il sentiero cessa.
Inizia ora la risalita di alcune placchette appoggiate, per poi proseguire lungo una leggera traccia guidati principalmente da omini di pietra. In linea generale, il terreno dopo la Croce Carrel alterna tratti di facile traccia detritica a tratti su roccette non difficili ma sempre su terreno ripido e sfasciumoso.
Giungiamo presto ad un risalto roccioso abbastanza importante che vinciamo aggirandolo da destra e risalendo un canaletto di roccette, facilitati in un punto da una corda blu lunga qualche metro (canale Whymper, II+).
Sbucati sul largo sperone soprastante al Canale Whymper, procediamo dritti su traccia sfasciumosa e roccette (I+) fino a quota 3520 m circa. Qui abbandoniamo la salita alla Testa del Leone ed iniziamo il traverso verso il Colle del Leone (attenzione in questo punto: se affrontato al buio, si rischia di proseguire dritti verso la Testa del Leone per poi dover ritornare sui propri passi sino al traverso e perdere parecchio tempo).
Il traverso non è complesso, ma bisogna seguire fedelmente gli omini per evitare di passare poco fuori traccia su terreno molto franoso e sdrucciolevole.
Giungiamo quindi al Colle del Leone (3581 m) dove inizia la parte più fisica ed alpinistica con la Capanna Carrel ben visibile diverse centinaia di metri sopra di noi, severa ed imponente.
Seguiamo la traccia su ghiaietta sino ad imbatterci nelle prime placche sprovviste di cordone (II+) che affrontiamo stando leggermente a destra del filo di cresta (fittoni ed anelli di calata presenti). Ci troviamo quindi davanti ad una placca un pò più liscia con un canapone che facilita la risalita rendendola però più fisica (placche Seiler).
Siamo ora su un terrazzino roccioso davanti al quale si erge un muretto di una decina di metri, verticale e attrezzato con un canapone e tre cambre metalliche distanziate un metro e mezzo l’una dall’altra (la Cheminée). Risaliamo faticosamente anche questo muretto trazionando sul canapone (molto fisico, fittone per recupero all’uscita). Giungiamo davanti agli ultimi due canaponi che ci fanno risalire l’ultimo salto da destra verso sinistra, despositandoci esattamente sotto la nuova Capanna Carrel.
Stando attenti al ghiaccio, passiamo sotto la nuova capanna aggirandola da sinistra e ci portiamo verso destra risalendo grazie ad alcune cambre metalliche alla vecchia Capanna Carrel (3835 m).
La discesa ripercorre la via di salita. Con due doppie da 30 m scendiamo senza problemi tutte le placche affrontate (in particolare, la prima doppia di 30 m esattamente sotto la nuova capanna Carrel ci permette di arrivare alla base de la Cheminée).
Dal Colle del Leone affrontiamo velocemente il traverso (attenzione alle scariche di massi) per poi scendere lungo il ripido pendio di sfasciumi e roccette affrontato in salita fino a tornare a Cervinia passando dall’Oriondè.
Nota: noi volevamo in realtà salire al Cervino, ma abbiamo rinuciato sotto il Pic Tyndall perchè eravamo troppo in ritardo e abbiamo trovato condizioni di neve dura in cresta che ci rallentavano ulteriormente. La traccia strava linkata in fondo alla pagina ripercorre il nostro tracciato reale, fino al punto in cui abbiamo rinuciato (dopo la Grand Corde). La traccia GPX e Outdooractive, invece, sono la traccia della sola salita alla Capanna Carrel.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 60 m che permette di scendere dalla Carrel con sole due calate.
Impressioni
Il Cervino picchia forte. La sola salita alla capanna Carrel non è uno scherzo, tant’è che al buio molte cordate sbagliano strada. Nel nostro caso, abbiamo visto mentre salivamo alla Carrel delle cordate che sono salite erroneamente alla Testa del Leone, trovanosi poi in grossi problemi. L’ultimo canapone sullo Cheminée è molto fisico e impegnativo, occorre una buona forza di braccia per issarsi.

















