Descrizione
Avvicinamento e canalino per la Croce Castelli
Partiamo dai Bagni di Masino (1172 m) e saliamo al Rifugio Gianetti (2534 m) tramite il percorso destritto nella relazione a questo link.
Da qui, la traccia procede esattamente dietro il Rifugio, rimontando un facile costone roccioso in direzione dell’evidente attacco della cresta caratterizzato da una fenditura sulla sinistra dello spigolo. Per l’avvicinamento si seguono omini.
Siamo a quota 2930 m, davanti a noi abbiamo la fenditura, ma noi prendiamo invece la evidente cengia ascendente verso destra che, un po’ esposta, raggiunge la cresta dopo aver superato alcune facili roccette (I+). Seguiamo la cresta e i suoi speroni rocciosi per un centinaio di metri in direzione di un evidente canale. Non lo risaliamo, ma lo aggiriamo a destra passando sotto ad un piccolo tetto (“Passo del gatto”) giungendo così davanti al camino diviso in due da un scaglia rocciosa, che risulterà essere il passaggio più fisico di tutta la salita. I primi metri sono facilitati da un cordone, poi si prosegue in opposizione tenedosi alla lama centrale e agli appigli presenti sui lati (III+). Si affrontano alcuni facili passaggi (II) per sbucare esattamente alla Croce Castelli.
Cengie e canaletti fino alla vetta
Da qui procediamo dritti dietro la croce, affrontando un canalino di facili roccette (II) che ci deposita su una cengia discendente che costeggia la parete a destra e prosegue per qualche centinaio di metri (esposizione sulla destra).
La cengia ci porta davanti a due caminetti di facili roccette (II grado continuo), di cui noi abbiamo scelto di risalire il destro (un po’ all’ombra e verglassato). Terminato il canale proseguiamo su un’altra cengetta a destra fino a quando questa ci vorrebbe immettere nel canalone Sud del Badile. Noi qui pieghiamo invece nettamente a sinistra e saliamo tramite un traverso ascendente, su roccette misto a erba prima e su placche di ottima roccia rigida ma non troppo proteggibile dopo (III, queste placche sono un po’ esposte).
Si esce finalmente presso un anello cementato per sosta, in prossimità della cresta. Procediamo sempre su placche ottime ma non banali fino a raggiungere un secondo anello di calata da cui decidiamo di immetterci nel canale a destra e leggermente più in basso rispetto alle rocce davanti a noi. Ci teniamo quindi sempre sul lato sinistro di questo canalone, risalendolo con arrampicata su roccia ottima ma bagnata e con difficoltà costanti di II+/III. Risaliamo quindi sul gradino a sinistra imboccando uno stretto caminetto (II+) che sbuca esattamente sul terrazzino roccioso. Qui troviamo due soste: quella cementata per calarsi sulla normale e quella del soccorso alpino, posta leggermente dietro, sulla parete Sud-Ovest (attenzione a questa sosta di calata perché rappresenta una linea di discesa verticale dove sono richieste doppie di 60 m).
Manca davvero poco, davanti a noi un canaletto di facili roccette sale per circa 50 m e lo risaliamo aggirando sullo spigolo l’ultimo pezzo in cui il canaletto si stringe sotto la parete di destra. Seguiamo quindi la facile traccia che, con semicerchio a destra, risale gli ultimi 30 m di dislivello portandoci finalmente in vetta al Pizzo Badile (3308 m). Dalla vetta, facciamo rapida tappa al Bivacco Redaelli (3288 m), percorrendo la cresta in direzione dell’uscita della via normale e abbassandoci leggermente.
Discesa e calate
Per la discesa, ripercorriamo la traccia con semicerchio a destra, disarrampichiamo il canaletto fino al terrazzino con le due soste, da cui facciamo una prima doppia di 30 m dritta sulle placche sotto di noi che ci deposita in prossimità di una sosta su spuntone con maillon da cui facciamo una seconda doppia di 30 m nel canale risalito all’andata. I 30 m non sono sufficienti, quindi raggiungiamo la sosta successiva disarrampicando con attenzione alcune placche.
Qui allestiamo una doppia da 60 m (a 30 m c’è comunque un altro anello cementato) dritta sulle difficili placche con traverso ascendente affrontate all’andata.
Raggiungiamo la sosta e caliamo ancora con una seconda doppia da 60 m fino all’imbocco della cengia che ci riporta (questa volta in salita) alla Croce Castelli.
Dalla croce si può calare con una doppia da 30 m o nel canalino con cordone risalito all’andata (nostra scelta) oppure diritto davanti alla croce affrontando il camino aggirato in salita.
Raggiunto infine l’ultimo anello, noi siamo scesi a ritroso sulla cengia iniziale della via. Si può tuttavia fare un’ultima calata da 30 m che deposita anch’essa all’imbocco di questa avventurosa via normale.
Torniamo al Gianetti e poi a Bagni di Masino seguendo il sentiero di salita.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo usato la corda da 60 m, con la quale si può tranquillamente affrontare la salita e calarsi poi dalla via normale. In caso si portassero due mezze da 60 m, si potrebbero effettuare le calate più dirette del soccorso alpino (da 60 m l’una), che si imboccano circa 100 m sotto la vetta.
Impressioni
Una cima iconica, ambita da molti alpinisti (soprattutto la salita dallo spigolo Nord). La roccia è ottima e le difficoltà sono contenute ma costanti fino alla vetta.
Ambiente meastoso e vista dalla vetta indimenticabile.






























