Ortles – Via dei Meranesi

Estate
Alpinismo
Südtirol

Distanza: 23 Km

Dislivello: +2500 m

Quota max: 3905 m

Sentieri CAI: 18, 4, 19

Esposizione: Ovest

Difficoltà: PD+


Località di partenza: Trafoi, Stelvio (BZ) – Valle di Solda

Punti di appoggio: Rifugio Borletti, Rifugio Payer

Descrizione

Via dei Meranesi

Partiamo in piena notte da Trafoi (1543 m), dal parcheggio accanto al Rio Trafoi. Superiamo le Tre Fontane Sacre e imbocchiamo il sentiero 18 per il Rifugio Borletti (2188 m), che raggiungiamo in circa 50 min su sentiero nel bosco.

Al rifugio, seguiamo il sentiero alla sua sinistra che passa su ghiaie (quello in direzione Rifugio Payer) e ben presto, alla comparsa della scritta rossa “Mergnerweg” su una roccia, prendiamo una deviazione sulla destra che sale ripida verso il costone dei Meranesi, superando subito un canale un poco esposto da sinistra verso destra per prendere il filo di cresta.

Si superano quindi cenge e tratti di cresta esposti sul crinale Stickle Pleiss. Una conserva corta potrebbe tornare utile per fare sicura, ma le difficoltà sono contenute.

La cresta è sempre ben segnalata con bolli rossi e ometti, è difficile perdere la via. Alcuni tratti sono attrezzati con cavo metallico e sono spesso presenti vecchi chiodi con anelli di cordone per eventualmente assicurarsi. Si prosegue seguendo i bolli senza particolari difficoltà, stando attenti alla roccia friabile e spesso non salda, fino a raggiungere l’attacco del tratto attrezzato per il Corno di Plaies (è presente una targa/lapida ad indicarne l’inizio).

Alla targa si aggira il Corno sulla sinistra su traverso e si risale poi verso destra su placche con rocce talvolta friabili, tornando in cresta e toccando il Corno di Plaies (3158 m).

Scendiamo leggermente e in breve giungiamo alla famosa scaletta metallica a picco sulla Vedretta Bassa dell’Ortler, che permette di superare un passaggio bagnato gradato di V grado. Continuiamo su sfasciumi e roccette e raggiungiamo l’attacco del ghiacciaio, circa a quota 3400 m. Da qui è ben visibile la salita della via normale, con la quale ci congiungeremo a breve.

Indossiamo i ramponi, ci leghiamo in assetto da ghiacciaio e cominciamo a risalire la calotta glaciale con pendenze dapprima attorno ai 40°, poi via via minori. Noi abbiamo trovato il primo tratto molto ghiacciato, prestare attenzione. La risalita in questo frangente è intuitiva, come indicazione si può puntare dapprima ad una baracca militare verso destra, visibile sin dall’attacco della neve. Si può poi piegare a sinistra fino a prendere la via normale di salita su ghiacciaio a quota 3700 m circa.

Proseguiamo quindi su pendenze modeste stando molto attenti agli enormi crepacci aperti, raggiungiamo il tratto finale di facile cresta rocciosa e siamo in vetta all’Ortles (3905 m) per le 7:30 del mattino.

Discesa dalla via normale

Dalla vetta, torniamo a ritroso sul ghiacciaio e lo ripercorriamo in discesa seguendo fedelmente le tracce (attenzione ai crepacci!), fino al Bivacco Lombardi (3318 m). Qui torniamo a toccare roccia, ma non togliamo ancora i ramponi perchè dovremo tornare presto su ghiacciaio. Sulla sinistra del bivacco sono presenti due anelli di calata per eventualmente calarsi sulla parte di ghiacciaio sottostante con due calate da 15 m (o una da 30 m, in caso si avesse la croda da 60). Noi abbiamo disarrampicato con attenzione.

Si supera quindi il secondo tratto di ghiacciaio sotto a maestosi e inquietanti seracchi, costeggiando dapprima la parete rocciosa sulla destra, e poi tagliando a sinistra sulla neve.

Tornati verso destra, raggiungiamo una pietraia che per noi segna il termine della neve. Togliamo quindi i ramponi e proseguiamo sul celebre tratto attrezzato ed esposto che supera, tramite alcune staffe a sbalzo nel vuoto e alcune catene, un traverso nel vuoto. Proseguiamo quindi su cresta e raggiungiamo un passo esposto di disarrampicata non banale. Sono qui presenti due anelli per eventualmente sostare (spesso qui si crea coda in discesa).

Continuiamo la discesa affrontanto un tratto verticale attrezzato con cavo metallico che perde circa 60 m di quota e proseguiamo sulla cresta seguendo le tracce, talvolta evidenti, talvolta intuibili. Costeggiamo il versante Ovest di Punta Tabaretta e, superate un paio di sellette, appare finalmente il Rifugio Payer (3029 m), che raggiungiamo tramite stretto sentiero.

Dal Payer, scendiamo al Passo della Tabaretta (2903 m) e torniamo al Rifugio Borletti per il sentiero 19, facendo tappa al Dosso di Tabaretta (2556 m).

Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 30 m per fare conserva corta sulla via dei meranesi e per la progressione su ghiacciaio in discesa dalla normale, oltre alla normale attrezzatura alpinistica (ramponi, casco, imbrago, cordini, viti da ghiaccio, moschettoni, piccozza). Questa è sufficiente per effettuare le calate dalla via normale nei punti più delicati.

Impressioni

Il Re del Sudtirol: una bellissima ed affascinante montagna che regala moltissime emozioni in alta quota. La via dei meranesi è poco frequentata e solitaria: tecnicamente non difficile ma dal lungo sviluppo e dislivello (sono 1700 m dal rifugio Borletti alla vetta), con passaggi esposti e roccia a tratti friabile. Attrezzata laddove serve e ben bollata. Un’ottima alternativa di salita per evitare il traffico della normale.

La normale… è inifinita così come tutti dicono! Un vero e proprio viaggio tra crepacci, disarrampicate e tratti aerei (attrezzati).

Nel complesso, una bellissima avventura!


Guarda il nostro video che riprende i punti salienti della salita all’Ortles!