Arriviamo stremati al Rifugio Venezia dopo la terza tappa dell’Alta Via 3. La salita finale ci ha davvero demoliti. Per fortuna che ora non ci rimane che rilassarci, berci una birretta e sederci a tavola per la cena!
Arriva l’ora della cena, ordiniamo il canonico quartino di vino e aspettiamo, curiosi.
Seupa prende finalmente la sua amazat zuppa di orzo e legumi: perfettamente sapida e coccolosa. Mat opta per la pasta all’amatriciana: non si vede spesso iin rifugio ma il piatto si rivela super gustoso e abbondante. Cominciamo bene!
Ma la cena non è che un crescendo: di secondo polenta con abbondiantissimo goulasch per Mat e schiz con polenta per Seupa. Entrambi i piatti accompagnati da una ciotolina di fagioli con cipolla.
Che bontà! Goulasch, ancora una volta, speziato alla perfezione, senza paura di usare il piccante. Anche qui, porzione altro che generosa! Schiz: il più buono mai assaggiato finora: servito bello sottile in un largo pentolino, con la crosticina croccante e l’interno bello soffice. Sapore super lattoso. Seupa ci si tufferebbe dentro.
Pensate che sia finita qui? No! Le sorprese non finiscono mai! Per la prima volta il rifugio offre la possibilità di scegliere, per terminare il pasto, tra l’amaro e il dolce (compreso nel menu mezza pensione). E il dolce, non è assegnato d’ufficio: si può attingere a scelta alle cloche delle numerose torte che il rifugio offre normalmente durante la giornata e scegliere la torta che più si preferisce. E quando mai ti ricapita una cosa così?!
Noi optiamo per la torta ricotta e cioccolato e la crostata di mele, dal sapore molto “strudeloso”. E entrambe sono squisite, non sto nenache qui a dirvelo.






