Descrizione
Ghiacciaio e parete della via normale
Saliamo al Rifugio Aosta (2788 m) seguendo l’itinerario descritto in questa relazione, con partenza dal parcheggio della diga del Lago di Place Moulin (Bionaz). Ceniamo e pernottiamo lì.
L’indomani ci svegliamo alle 2:30. Colazione spartana, ci prepariamo e siamo pronti per partire per le 3:00.
Procediamo al buio scendendo dapprima sul sentiero che sia abbassa alla destra del rifugio, per poi risalire subito su tracce su pietraia. Risaliamo quindi la cresta morenica e in breve siamo all’attacco del ghiacciaio
Ci leghiamo in conserva e procediamo tenendoci sulla sinistra del ghiacciaio. Superiamo al buio lo svincolo per il Tiefenmatten Joch (dal quale si attaccherebbe la cresta Tiefenmatten tramite alcuni canaponi che rimontano in cresta, ma in quei giorni i canaponi erano impraticabili) e proseguiamo verso la parete Sud-Ovest della nostra montagna: il Dent d’Herens.
A questo punto, le tracce si spostano un po’ sulla destra del ghiacciaio per poi piegare nettamente a sinistra, evitando così searcchi e crepacci aperti. In questo modo, si prosegue dritti verso la crepaccia terminale del ghiacciaio e attaccare la parete della via normale.
Superata la terminale, saliamo la parete in modo intuitivo, un po’ seguendo alcune tracce lasciate da precedenti salitori, un po’ scegliendo i punti che ci sembrano più comodi e meno pendenti. La salita in questa fase presenta tratti di misto neve/roccia e alcuni tratti di neve con pendenze fino ai 50°.
Ghiacciaio e parete della via normale
Usciamo quindi dalla parete, ricongiungendoci con la salita proveniente dalla cresta Tiefenmatten. Svoltiamo a destra e riprendiamo a salire su una pala nevosa di circa 40°, sulla quale cono presenti almeno 5 pioli di ferro per ventualmente fare sicura. Superati alcuni tratti di misto, siamo sulla cresta finale.
La cresta è molto estetica e panoramica: all’uscita appare quasi subito il maestoso Cervino, appuntito dirimpettato del Dent d’Herens. Non è troppo lunga ma abbastanza esposta, soprattutto sul versante Nord. Noi l’abbiamo affrontata con forte vento e dell’insidioso verglass al quale fare attenzione.
Dopo qualche sali-scendi siamo in vetta al Dent d’Herens (4173 m), con vista privilegiata sul Cervino.
Per il ritorno, scendiamo sul ghiacciaio dalla stessa via di salita. Torniamo quindi al Rifugio Aosta, vedendo finalmente tutto ciò che all’andat era nascosto nel buio della notte e poi giù, fino al lago di Place Moulin e alla macchina.
Nota: per la discesa c’è la possibilità di proseguire per alcuni metri in direzione cresta Tiefenmatten e, ben presto, di scendere sulla sinistra sul ghiacciaio effettuatndo 7 calate da 30 m. Noi avevamo dietro la corda da 30 m e quindi non abbiamo potuto calarci. Un’ulteriore opzione, ovviamente, è di scendere precorrendo la cresta Tiefenmatten a ritroso.
Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 30 m per fare conserva corta sulla via normale e per la progressione su ghiacciaio, oltre alla normale attrezzatura alpinistica (ramponi, casco, imbrago, cordini, viti da ghiaccio, moschettoni, piccozza). Se si vogliono effettuare le 7 calate è necessaria la corda da 60 m. Per affrontare le Tiefenmatten, invece, bagsta la corda da 30 m (motivo per cui noi avevamo dietro questa… peccato che i canaponi erano inagibili in data 4 agosto 2025).
Impressioni
Bellissima vetta, fonte di grande soddisfazione. Il Dent d’Herens è un 4000 selvaggio e severo: l’ambiente è scuro e affilato.
Il ghiacciaio è noto per essere pericoloso e spesso crepacciato, prestare attenzione. Attenzione anche alle rocce in caduta dalla cresta sulla sinistra del ghiacciaio, che sono il motivo per cui questo 4000 è valutato come una montagna dagli alti pericoli oggettivi e che instrada gli alpinisti a partire molto presto la mattina per affrontare la salita.






















