Finalmente riusciamo a partecipare a questo bellissimo evento in memoria del disastro della Diga del Gleno, in una valle magica e alla quale siamo particolarmente affezionati!
Dati
Distanza: 48 Km
Dislivello: +3700 m
Quota massima: 2520 m
Località di partenza: Dezzo di Scalve (BG)
Località di arrivo: Colere (BG)
Materiale obbligatorio
Scarpe da trail, bicchiere personale, zaino, cellulare, guscio*, banda elastica per fasciatura*, fischietto*, telo termico*, riserva alimentare, borracce da almeno 1 L, bandana.
Materiale non utilizzato indicato con *
Descrizione percorso
Un bellissimo tracciato che percorre vari versanti della Val di Scalve e ne evidenzia le bellezze.
Partiamo dal paese di Dezzo di Scalve (751 m), dal Santuario della Madonnina situato lungo la strada principale. Dopo un primo allungo su strada si imbocca il sentiero cementato che sale al paese di Azzone (973 m).
Proseguiamo su sentiero cementato 425 che si fa sempre più pendente fino a raggiungere il primo ristoro a Monte Negino (8 Km percorsi). Continuiamo in salita passando sotto Le Pale, la Corna di san Fermo, Cima Moren e il Pizzo Camino fino al Passo di Corna Busa (1942 m), dove parte la prima discesa.
Si scende seguendo il 424 fino alla Malga Epolo (1550 m), e poi sul 422, lungo le ex piste da sci di Schilpario, fino a raggiungere appunto il paese di Schilpario (1124 m).
Si attraversa il paese fino al ristoro in Piazza Angelo Maj, per proseguire in dolce discesa su strada fino all’abitato di Ronco (primo cancello orario: 3h dalla partenza). Qui viriamo a destra sul sentiero 413, che ci accompagna per la seconda lunga salita del tracciato per il Passo Belviso.
Il sentiero parte abbastanza dolce, nel bosco, e costeggia il torrente Val di Vo. Si apre poi su uno splendido pianoro erboso che mostra la Valle del Vo nel suo splendore (valle che dovremo percorrere interamente). Superiamo la Baita Venano di Mezzo attraversando il torrente e risaliamo su alcune blaze rocciose, fino a giungere alla Baita Venano di Sopra, dove ci attende un ristoro di liquido salva-vita.
Qui superiamo un altro bellissimo pianoro, spesso adibito a pascolo e risaliamo a tornanti la costiera del Solega. Imbocchiamo quindi la “diretta” per il rifugio, che fa risparmiare qualche Km, ma rendendo le pendenze più sostenute. Giugniamo finalmente al Rifugio Tagliaferri (2328 m), con il suo ristoro, al 24esimo Km di gara.
La salita non è ancora finita: proseguiamo sull’itinerario Naturalistico Antonio Curò fino ad affrontare un estetico traverso su ghiaione che ci porta al punto più alto del tracciato: il Passo Belviso (2520 m).
Parte ora la lunga discesa che percorre tutta la Valle del Gleno sul sentiero 410 fino allo splendido pianoro che accoglie il Lago del Gleno, annunciato dai ruderi della Diga del Gleno (1534 m). Passiamo prima alla sinistra del Lago, poi lo attraversiamo sulla passerella della Diga e risaliamo al ristoro di liquidi, con speaker e tifo gremito.
La discesa prosegue ora per altri 2 Km circa fino al paese di Bueggio (1045 m), con ristoro di cibo, e si trasforma in un breve collegamento su strada in falsopiano positivo per il paese di Teveno (1120 m, secondo cancello orario: 8:30h dalla partenza).
Da qui si imbocca il sentiero 406 che sale nel bosco con pendenze sostenute fino alla Malga Polzone (1560 m), accanto agli impianti delle piste di Colere. Si sale di nuovo ora sul sentiero normale di salita al Rifugio Albani (1939 m), fino a raggiungerlo e a terminare così il dislivello di salita del tracciato (ultimo ristoro).
Finalmente parte la discesa per l’arrivo a Colere: imbocchiamo il 402, costeggiamo il Lago di Polzone e scendiamo su sentiero sassoso (infido per le caviglie) costeggiando la Presolana alla sua sinistra e, poco più sotto, la Falesia Roby Piantoni.
Arriviamo quindi a Colere (1013 m), dove tagliamo il traguardo in Piazza Risorgimento, sotto le 4 matte della Presolana.
Impressioni
Tracciato mozzafiato, nella Valle più sottovalutata e isolata di Bergamo. Si passa sotto vette speciali come il Pizzo Camino e la Presolana e si tocca il rifugio più alto delle Orobie. Tre salite taglia-gambe, l’ultima davvero criminale! Emozionante l’arrivo a Colere, sotto la Presolana e le 4 matte.
Racconto di gara – anno 2025
Pit stop a casa
Oggi finalmente riusciamo a partecipare a questa epica gara in Val di Scalve. Giochiamo in casa, quindi.
La MUST è una gara recente (nata nel 2023 per celebrare il centenario dell’incidente della Diga del Gleno, che provocò più di 350 morti) ma noi non siamo mai, per un motivo o per un altro, riusciti a parteciparvi.
Quest’anno è l’anno buono! Finalmente i nostri sentieri!
Saliamo la sera prima e dormiamo nella nostra base vita a Schilpario (un bel vantaggio, la casa in loco!). Sveglia, colazione e via, al Dezzo!
La sigla sulla linea di partenza, che ricorda il disastro del 1923, fa venire i lucciconi agli occhi, davvero un bel momento. Ma non c’è tempo per piangere… Bum! Si parte.
Non riusciremo mai a spiegarci perchè la gente parte così a chiodo in queste gare… Saremo lenti noi sugli allunghi! Vabbè, parte la prima salita, più verticale di quanto ci aspettassimo.
“Ma la finiranno questa gara senza i bastoncini?”
Boh, non pensarci. Noi li abbiamo.
Sali sali e arriviamo alla Corna Busa. Il richiamo del Pizzo Camino è rumoroso, ma questa volta non possiamo salirlo. Proseguiamo in discesa verso la Malga Epolo, sulle piste dove Seupini ha imparato a sciare. Attraversiamo Schilpario e arriviamo in piazza, esattamente davanti al bar delle zie, dove è allestito il ristoro. Qui è proprio come essere a casa!
Scendiamo verso Ronco e risaliamo per il Tagliaferri. Siamo preparati, conosciamo questa salita. Sappiamo che bisogna avere molta pazienza e resilienza.
“Dimmi che all Baita Alta di Venano c’è un ristoro d’acqua, se no non ci arrivo al Tagliaferri”.
Fortuna che c’era.
Continuiamo a salire e, finalmente, il Rifugio. Dei campanacci ci accolgono al ristoro. Mangiamo qualche marshmallow (totale scoperta di giornata!) e shottiamo della coca cola e proseguiamo subito. La salita non è ancora finita: bisogna raggiungere il Passo Belviso. Seupa soffre un po’, ma non molla. A questo punto della gara è quarta, non si può mollare!
Lunga la discesa per la Diga del Gleno. Fortuna che chiaccheriamo con un nuovo amico di vette orobiche e alpinismo. Questo fa sempre bene all’umore!
Bello il passaggio alla Diga del Gleno (“perchè non ci fanno andare direttamente al ristoro?”) e giù a capofitto verso Bueggio.
Ora le voci ci dicono che Seupa è terza. Beh, spingere!
La terza salita incombe. Ed è davvero tosta come preannunciato da chi l’aveva già fatta! Combattiamo i crampi che vogliono entrare a tutti i costi. Arriviamo a Malga Polzone. Seupa seconda, incredibile. Non si molla.
Saliamo ancora. E siamo all’Albani, lo conosciamo bene. Gli ultimi metri di dislivello sono proprio trascinati, ma li superiamo.
E ora c’è solo la discesa! I crampi entrano negli addominali, cerchiamo di non scavigliare sull’infido sentiero di discesa.
Siamo a Colere, tagliamo il traguardo. Seupa seconda, e rocambolecamente campionessa italiana di ultra sky marathon FISKY. Nella nostra Valle. E dove se no?!
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