Camino, Tabak, Cime di Varicla e Moren dalla Via Attilio Gheza

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Val Camonica

Distanza: 14,5 Km

Dislivello: +1700 m

Quota max: 2492 m

Sentieri CAI: 106, 182, 83, 82

Esposizione: –

Difficoltà: AD


Località di partenza: Borno, località Navertino (BS) – Val Camonica

Punti di appoggio: Rifugio Laeng, Malga Moren

Descrizione

Rifugio Laeng e Pizzo Camino

Partiamo da Borno località Navertino (912 m) e risaliamo al Rifugio Laeng (1760 m) tramite sentiero 106, passando dalla grotta del Monte Arano. Dal rifugio, proseguiamo sul sentiero 82 che si inerpica fino al Passo di Varicla (2124 m), stretto e aguzzo valico per la Val di Scalve.

Non saliamo le roccette terminali per il Passo, ma seguiamo gli evidenti bolli azzurri (che indicano il tracciato della Via Attilio Gheza) che deviano a sinistra e fanno costeggiare la pietraia a mezzacosta, fino ad introdurci nel Canale Nord del Pizzo Camino.

Il Canale Nord é molto bello, con passaggi tecnici sul III grado (almeno 3 passaggi) sempre protetti da spit ed anello (così come tutta la via). La roccia è buona, ma il fondo è spesso ghiaioso e franoso.

Sbuchiamo direttamente alla croce di vetta del Pizzo Camino (2492 m). Dalla vetta, imbocchiamo brevemente la normale verso Schilpario fino alla Forcella del Camino, dove i bolli non ci immettono nel canalone Nord-Ovest, ma ci fanno seguire la cresta degradando un poco sui pratoni. Si torna quindi quasi al filo di cresta per affrontare alcuni traversi (protetti) e dopo una piccola cengetta esposta a sinistra, siamo al detritico colletto dove attacca la parete di salita alla Cima Tabak.

Cima Tabak e Cime di Varicla

Il tiro è ben protetto da spit ben ravvicinati (ce ne sono 4-5) e presenta una difficoltà che noi valutiamo attorno al IV grado. Guardando la parete, c’è la possibilità di salire sulla destra rispetto alle protezioni, salita più agevole ma non chiodata e in fortissima esposizione.

Poco sopra l’anello per fare sosta e recuperare il secondo, si sbuca su Cima Tabak (2448 m), col suo omino di pietra di vetta e il famoso cavo metallico attoprcigliato.

Da qui si procede per la seconda cima di Varicla: seguendo i bolli blu si aggira per un primo momento il filo di cresta che presenta una placcona rocciosa, si degrada per prati per poi risalire immediatamente sul filo di cresta con vari passaggi aerei ma sempre protetti da spit. Senza grandi difficoltà tecniche ma in forte esposizione, si raggiunge la Cima Centrale di Varicla (circa 2410 m), anch’essa con omino di vetta e libro di vetta.

Proseguiamo verso la terza Cima di Varicla: il percorso è simile al precedente tratto, eccetto un aggiramento poco prima della terza cima di un torrione che ci fa perdere un po’ di quota su pratoni ripidi verso sinistra per poi risalire in vetta. Anche in questo caso si affrontano passaggi di cresta e cengette in forte esposizione.

Dalla Cima Meridionale di Varicla (circa 2410 m) procediamo qualche metro in discesa e alla prima sosta sulla sinistra allestiamo una prima doppia da 30 m (nel calare tendere a sinistra) così da depositarci alla seconda sosta dove allestiamo un altra doppia da 30 m (al termine della seconda doppia, a noi le corde finivano ad 1 metro da terra del Passo della Porta).

Cima Moren e ritorno a Borno

Raggiunto il Passo della Porta risaliamo in conserva su difficoltà più contenute rispetto all’itineriario percorso finora fino alla vetta di Cima Moren (2418 m), dalla quale scendiamo seguendo la normale (pochi passaggi su roccette di I grado) sino al Goletto di Moren (2200 m).

Qui lasciamo la Attilio Gheza e scendiamo a Borno passando per la Chiesetta di Val Moren (1730 m) e per la Malga Moren (1595 m) tramite sentiero 82.

Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 60 m.

Impressioni

Bell’itinerario in ambiente severo. Abbiamo aprrezzato molto la salita al Pizzo Camino dal canalone Nord, molto divertente e protetta. Attenzione solo al fondo franoso.

La Via Attilio Gheza è spettacolare. Questo tracciato nel percorre gran parte (circa il 75% dell’estensione), ma per concluderla mancano le tre vette dei Corni del Negrino, la Corna di San Fermo e la croce di San Fermo. Torneremo per terminare questa bellissima e lunga line di cresta.


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