Grignetta – Cresta Segantini

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Estate
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lago di lecco cresta segantini
Lago di Lecco

Distanza: 5,5 Km

Dislivello: +1000 m

Quota max: 2184 m

Sentieri CAI: 7, 8, cresta Segantini, 7

Esposizione: –

Difficoltà: AD


Località di partenza: Piani Resinelli (LC)

Punti di appoggio: Rifugio Carlo Porta, Rifugio Rosalba

Descrizione

Avvicinamento

Partiamo dal percheggio appena sopra i Piani Resinelli (1273 m) e ci dirigiamo al Rifugio Carlo Porta (1426 m) tramite sentierino nel bosco. Dal rifugio, imbocchiamo il sentiero della cresta Cermenati (n. 7), la via normale per la vetta della Grigna Meridionale, ma la lasciamo poco dopo, tenendo la sinistra e stando sul sentiero 8 (la Direttissima).

Teniamo fedelmente la Direttissima che, con sentiero a mezzacosta, aggira a sinistra il massiccio roccioso. Superiamo il caminetto Pagani attrezzato con staffe, catene e due scalette (verticali ma non troppo lunghe) e proseguiamo sull’8 anche quando incrociamo la deviazione sulla destra per il Canalone Angelina.

Poco dopo, il sentiero si biforca: sulla sinistra prosegue sul sentiero Giorgio, noi teniamo la Direttissima e raggiungiamo il Colle Valsecchi (1880 m). Da qui, volendo si può fare tappa al Rifugio Rosalba (1730 m) (sulla sinistra prendere il sentiero 10). Noi attacchiamo subito la cresta.

Relazione cresta: il passo chiave, la prima calata e il Vertice Dorn

Poco più sopra del Colle Valsecchi é evidente il camino che sale diagonalmente verso destra: lo si supera con facili passaggi di II grado sino all’uscita dove troviamo una bella sosta sulla desta (25 m di tiro).

Da qui, si sale sulla roccetta sopra la sosta e con una spaccata si sale sulla paretina del torrione affrontando il passaggio chiave della salita (IV): ci sono mani buone ma bisogna trovare i piedi. In ogni caso, fatto questo passo, si sale per facili roccette sino ad un resinato di sosta.

Da qua procediamo in conserva per un bel pezzetto: si evitano le rocce del filo di cresta e si passa leggermente a destra su ghiaie e rocce fino ad un terrazzino dove, dietro la parete, si trova un altro resinato per assicurazione del successivo “tiro”: una disarrampicata verticale di qualche metro con ottimi appigli sino al sottostante intaglio (qua si può mandare avanti il più inesperto perché il passaggio delicato é in discesa. Si può anche effettuare una calata, se desiderato).

Dall’intaglio si risale la paretina, tendendo poi verso destra sino ad entrare in un caminetto ben appigliato che si risale facilmente sino alla sosta posta all’uscita del caminetto sulla sommità del Vertice Dorn. Si procede qualche metro in piano per facili rocce e si giunge ad una sosta di calata con catenella: noi abbiamo fatto una doppia direttamente da qua sino all’intaglio sottostante (almeno 18 m di calata, puntando a degli evidenti bolli bianchi) e, calando, ci siamo accorti che pochi metri sotto la sosta di calata c’é un altro resinato.

Relazione cresta: il Torrrione Svizzero e il Torrione della Finestra

Da questo intaglio si risale quindi il Torrione Svizzero (è presente una Madonnina nella roccia ben visibile): qua il passo più atletico è proprio il primo, appena dopo la sosta di partenza. Si tende poi a destra e si risale il torrione, giungendo al resinato di sosta che si trova appena aggirato il vertice. Nel complesso, III grado.

Recupero del secondo e nuova discesa sempre nel sottostante intaglio anche se questa volta nell’intaglio c’é un piccolo enjambée (salto di una spaccatura profonda) da affrontare, quindi potrebbe essere utile mandare avanti il secondo ed assicurarlo.

Si risale quindi il torrione successivo, il Torrione della Finestra che si affronta da sinistra verso destra passando da un primo resinato e aggirando poi il torrione sulla destra su una cengetta un po’ esposta sino a un piccolo terrazzino con resinato di sosta. Siamo alla base del caminetto del Torrione della Finestra: lo risaliamo (noi inserendoci nello stretto caminetto) per uscire su rocce facili ma un po’ esposte e giungere, poco sotto la sommità del torrione, ad un altro resinato di sosta posto dopo una cengetta. In questo caminetto abbiamo integrato con alcuni friends. Tiro di III grado.

Relazione cresta: il canalone della Lingua e l’ultimo tiro

Si scende quindi disarrampicando facili rocce e si passa nel versante nord, dove si procede per 30-40 m lineari su comoda cengetta finchè un bollo argento ci indica un caminetto alla nostra destra che ritorna in cresta. Da qui, proseguiamo seguendo il filo scendendo a un piccolo intaglio e procediamo poi su placche leggermente inclinate sino a trovarci una decina di metri sopra la parte alta del Canalone della Lingua.

Per arrivare alla base del canale della lingua abbiamo fatto una calata in doppia di 10-12 m circa.

Seconda ripetizione (21.05.26): siamo scesi con cautela sul fondo del canalone assicurando la discesa con un ottimo spuntone roccioso presente in loco.

Dalla base del canale della lingua siamo risaliti in conserva per facili e belle placche per almeno 80-100 m di dislivello (max II grado, la via non è obbligata) sino a giungere in cresta. Dopo aver seguito la cresta con qualche saliscendi siamo giunti al passaggio della Dolina della Ghiacciaia, dove abbiamo disarrampicato (chi vuole può fare una terza calata, è presente un resinato).

Dalla Dolina, ecco l’ultimo tiro davanti a noi, con ben 2 resinati e uno spit per fare sosta (sulla destra dovrebbe esserci la possibilità di collegamento con la Cermenati, per chi volesse saltare l’ultimo tiro): il tiro si affronta dapprima entrando tra una scaglia rocciosa e la parete in una fessura molto stretta, per poi proseguire verso sinistra su placca (è presente un resinato) e poi salire verso destra con buoni appigli sino alla cengetta di sosta soprastante (resinato). Questo tiro è verticale ed esposto, ma ben appigliato. III+ grado.

Da qua proseguiamo in conserva e, in pochi minuti, giungiamo alle catene della Cermenati che portano alla vetta della Grigna Meridionale (2184 m), col suo Bivacco Ferrario.

Ritorno

Discesa per la cresta Cermenati, via normale alla Grignetta.

Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 60 m e due friends (0,75 e 1).

Impressioni

Giro alpinistico classico e ambito. Una bella cavalcata abbastanza tecnica e piuttosto discontinua, in un ambiente roccioso di guglie spettacolari. Brevi tiri attorno al III grado si alternando a disarrampicate e calate.

Attenzione all’orientamento: spesso i bolli rossi sono stati coperti con vernice grigia per mimetizzarli…


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