Becco di Mezzodì da Cortina

sole pelmo
Estate
Alpinismo
Dolomiti

Distanza: 19 Km

Dislivello: +1385 m

Quota max: 2603 m

Sentieri CAI: 432, 428, AV1

Esposizione: Sud-Ovest

Difficoltà: PD+


Località di partenza: Cortina d’Ampezzo (BL) – Valle d’Ampezzo

Punti di appoggio: Rifugio Croda da Lago

Descrizione

Il Becco di Mezzodì svetta splendido e solitario sul paese di Cortina. Riconoscibilissimo per la sua forma, oggi puntiamo a salirlo dalla via normale.

Partiamo lasciando la macchina alla frazione di Campo di Sotto (1371 m), prima della sbarra che indica la partenza della strada privata. Imbocchiamo il sentiero 432 (a tratti 428) e lo seguiamo fedelmente con tutti i suoi tornanti fino a Malga Federa (1810 m), situata in un ampissimo prato sotto Cima Ambrizzola e le sue guglie.

Proseguiamo oltre la Malga sempre sul sentiero cementato 432 che, con strappi pendenti, giunge poco dopo al Rifugio Croda da Lago (2046 m), situato a bordo del Lago Federa. Prendiamo ora l’Alta Via 1 e risaliamo su pendenza moderata fino a Forcella Ambrizzola (2277 m), dove viriamo decisamente a sinistra per completare l’avvicinamento alla parte alpinistica della salita.

Seguiamo una traccia di sentiero tra pietre e seguiamo gli omini che aggirano il Becco e salgono poi a sinistra su una salita di ghiaia e sassi franosi. Giungiamo quindi alla base della parete del Becco, in prossimità di una sorta di forcella, dove è evidente il primo camino della via. La via di salita è indicata con sporadici bolli e non estremamente attrezzata, risulta tuttavia abbastanza intuitiva.

Affrontiamo il primo tiro sostando su due spuntoni di roccia. Consiste in un breve canalino non troppo stretto e ben appigliato di II+/III grado. Poco sopra l’uscita è presente una sosta con anello di calata.

Si prosegue su breve cengia e subito dopo parte il secondo tiro (chiave) della salita, che risale la famosa profonda fessura del Becco di Mezzodì. Si affronta stando dapprima fuori dalla fessura e risalendo per circa metà della lunghezza sullo spigolo esterno (è presente un vecchio chiodo sullo spigolo, noi abbiamo piazzato un paio di friends), con passaggi di II/III grado. Entriamo poi nella stretta fessura e risaliamo con fatica aiutandoci con i due chiodi presenti sulla parete di sinistra e con il cordone che scende dall’alto (attenzione, lo abbiamo trovato non in ottime condizioni, non sappiamo quanto ancora reggerà). Questo tratto ci è risultato molto fisico e non banale, nonostante fosse “attrezzato” (IV grado). Usciti dalla fessura, è presente una sosta.

Si prosegue col terzo tiro,molto breve, di nuovo in fessura ma più semplice della precedente, III grado.

A questo punto si prosegue sulla destra su stretta cengia (esposta) con ghiaietta, volendo si può fare un tiro anche in questo tratto, fin all’attacco della cresta terminale. Qui ci si orienta con alcuni ometti. Noi affrontiamo la cresta (I+/II grado) in conserva, in quanto esposta a tratti e, in breve, raggiungiamo l’omino dell’ampia vetta del Becco di Mezzodì (2603 m).

Ritorniamo a Forcella Ambrizzola e al Rifugio dalla stessa via di salita (tre calate in corda doppia sugli anelli di calata). Facciamo un salto dall’altro lato del Lago Federa per fotografare il Becco che vi si specchia dentro e torniamo all’auto passando di nuovo da Malga Federa.

Nota: ci sono numerose opzioni di salita alla Forcella Ambrizzola: si può salire da Cortina, dal Passo Giau, dal Passo Staulanza (passando dal Rifugio Città di Fiume) o anche da Santa Fosca, in Val di Zoldo. In qualche caso si può anche diminuire dislivello e kilometraggio del giro.

Nota sul materiale utilizzato: noi abbiamo utilizzato una corda da 60 m e due friends (0,5 e 0,75).

Impressioni

Bellissima vetta dolomitica di grande soddisfazione. Il Becco svetta solitario ed è visibilissimo dal centro paese di Cortina, salirci è emozionante. Dalla vetta, la vista sulle Dolomiti circostanti è mozzafiato.

Ci aspettavamo la parte alpinistica più semplice di quello che ci è effettivamente risultata, la parte attrezzata con corda (attenzione! Non durerà ancora a lungo quella corda!) e chiodi in particolare.


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