Descrizione
Dalla Chiesetta di Santa Elisabetta (1137 m) a bordo della strada di Schilpario, si imbocca il sentiero 415 nel bosco che sale con pendenza crescente verso i laghetti della Valli.
Il sentiero fa tappa al Roccolo di Busmino (1639 m) con il suo alpeggio e raggiunge infine i Laghetti delle valli, a quota 1950 m circa.
Il primo Laghetto che si incontra è proprio situato in una depressione che separe le prime due cime del nostro giro: a sinistra si erge il Monte gaffione, a destra il Monte Busma.
Partiamo con il Monte Gaffione (2035 m), salendo a intuito tra poca neve e bassi arbusti fino al balconcino privilegiato sul paese di Schilpario. Scendiamo seguendo le nostre impronte e ci dirigiamo, superando il laghetto e portandoci sulla sponda opposta, verso il Monte Busma.
La salita e di nuovo semplice: si sale a intuito su pratone e si giunge all’ampia vetta del Monte Busma (2135 m), con il suo enorme omino di vetta. Dalla vetta, è ben visibile il sottostante Passo del Vivione e la catena dei monti di Schilpario (il gruppo del Cimon della Bagozza, il Monte Ezendola, Monte Sossino e Pizzo Camino).
Scendiamo ora dal Busma puntando al vallone sotto la Cima di Val Asinina (sulla sinistra) e il Monte Poiat (sulla destra).
Procediamo su poca neve e superiamo delle balze rocciose e erbose fino a giungere al Laghetto di Val Asinina (2140 m), dove prendiamo il sentiero sulla destra che sale alla Forcella di Val Asinina (2235 m).
Dalla Forcella, saliamo subito sulla destra superando delle facili roccette e prendiamo la cresta di roccia e erba che in breve ci porta in vetta al Monte Poiat (2322 m).
Scendiamo dalla vetta a ritroso e ritorniamo a Schilpario dallo stesso sentiero di salita.
Impressioni
Un giro tranquillo, che permette di toccare 3 vette sopra i 2000 m senza affronatre troppe difficoltà. Il tratto più “delicato” del percorso è la cresta per il Poiat, sulla quale bisogna usare per alcuni passaggi le mani e è presente una leggera esposizione.
Volendo è possibile aggiungere al giro anche la Cima di Val Asinina, salendoci dalla cresta che parte dal Gaffione. Ci si collega poi in cresta alla Forcella di Val Asinina e, infine, al Monte Poiat. In questo caso le difficoltà (soprattutto di orientamento) e l’esposizione aumentano.


















