Antelao – Via Normale da San Vito di Cadore

sole pelmo
Estate
Alpinismo
Dolomiti

Distanza: 18,5 Km

Dislivello: +2240 m

Quota max: 3263 m

Sentieri CAI: 228

Esposizione: Nord

Difficoltà: PD


Località di partenza: San Vito di Cadore (BL) – Valle del Boite

Punti di appoggio: Rifugio Scotter

Descrizione

Partiamo dal parcheggio a valle degli impianti di San Vito di Cadore (1120 m). Imbocchiamo quindi il sentiero battuto che ricalca l’Alta Via 3 (sentiero 228) e ne seguiamo i tornanti fino al Rifugio Scotter-Palatini (1580 m).

Qui ci stacchiamo dall’AV3 e prendiamo un sentierino bello verticale dietro il rifugio, che sale direttamente fino a intercettare l’Alta Via 5, che procede a destra su pendenze più tranquille fino a Forcella Piccola (2120 m).

Dalla Forcella è ben visibile la prima difficoltà della salita all’Antelao: la celebre “Bala”. Risaliamo il sentiero segnato, inizialmente su pendio erboso, per poi immetterci in un ampio vallone ghiaioso. Con un percorso ad arco da sinistra verso destra, si punta all’evidente placca bianca della Bala, dove è affissa una targa in ottone. Da questo punto, seguiamo il sistema di cenge esposte della parete Est: si sale a zig-zag su cenge a tratti strette, fino a sbucare su una selletta sovrastante.

Alla selletta pieghiamo a sinistra e appaiono davanti a noi le maestose laste: ampie e ripide placche rocciose, da percorrere per avvicinarsi alla vetta.

Attacchiamo prima la lasta inferiore: saliamo sulla larga cresta Nord, inizialmente per tracce su ghiaie e sassi, poi direttamente sulla placca solcata da canali. La pendenza è costante e si aggira intorno ai 30°. Mantenendo la direzione, giungiamo a un netto intaglio, che disarrampichiamo per circa 2 metri (II+) per poi risalire subito di nuovo su placca, questa volta sulla laste superiori. La risalita si effettua tramite un breve caminetto (II+).

Le laste superiori sono composte da un’immensa placca liscia (40°/45° di pendenza), ricoperta da fastidiosa ghiaietta che la rende estremamente scivolosa. Gli ancoraggi naturali in questo tratto scarseggiano. Guardandosi indietro, l’esposizione è impressionante. Attorno al tratto finale di salita della placconata delle laste superiori, laddove la poendenza è maggiore, è presenta un cordino fissato a terra col quale eventualmente aiutarsi per la salita o per la discesa (noi non ne abbiamo ricavato troppa utilità, forse in caso di neve o ghiaccio sono invece salvifiche).

Seguiamo gli ometti tra sfasciumi fino a risalire un secondo caminetto (II). A questo punto, proseguiamo sull’estremo lato sinistro delle laste (destra orografica), rimanendo sempre molto vicini alla cresta. Saliamo puntando al torrione dove un tempo sorgeva il Bivacco Cosi (oggi distrutto).

Aggiriamo dunque a sinistra lungo una cengetta esposta e ghiaiosa un buon tratto di cresta e risaliamo in cresta sulla destra tramite camini, diedri e facili salti di roccia (II+/III-).

Percorriamo tutta la cresta sopra un torrione fino alla fine della traccia sul versante Ovest. Proseguiamo su tracce tra rocette e canaletti (II) finché non notiamo una grande freccia rossa. Seguiamo quindi la freccia, gli ometti e le tracce districandoci tra canaletti e cengette, fino all’ultimo tratto di cresta aerea, proprio davanti alla piccola cuspide sommitale della vetta.

Raggiungiamo la croce di vetta del Monte Antelao (3263 m), spostandoci sul versante Nord in esposizione e risalendo un ultimo canaletto attrezzato con un cordone.

Effettuiamo la discesa a San Vito di Cadore dal medesimo itinerario di salita, stando molto attenti vista l’esposizione e il fondo sdrucciolevole e facendo tappa al Rifugio Scotter per un birretta fresca.

Nota: nel 2014 è avvenuto un crollo che ha mutato notevolmente la salita, soprattuto nel tratto delle laste superiori. Sono scomparsi dei grdoni e qualche paretina di II grado, che rendevano la salita più discontinua e meno pericolosa.

Impressioni

Bellissima ed emozionante salita alla montagna considerata il “Re” delle Dolomiti (dopo la Marmolada, è la vetta più alta del gruppo). Non è una vetta per tutti: presenza passaggi esposti e pendenze in aderenza poco (per non dire, per nulla) proteggibili. Occorrono piede fermo e nervi saldi, con la parte alpinistica (e più rischiosa) che si estende per un buon pezzo del percorso.


Guarda il nostro video che riprende i punti salienti della salita all’Antelao!