Pizzo Rondenino e cresta all’Aga da Carona

Estate
Alpinismo
Val Brembana

Distanza: 26 Km

Dislivello: +2110 m

Quota max: 2747 m

Sentieri CAI: 210, 225, 246, 205

Esposizione: Nord

Difficoltà: PD


Località di partenza: Carona (BG) – Val Brembana

Punti di appoggio: Rifugio F.lli Calvi, Rifugio F.lli Longo

Descrizione

Avvicinamento alla Bocchetta di Podavit

Da Carona (1110 m), raggiungiamo il Rifugio Calvi (2015 m) seguendo il canonico tracciato riportato al seguente link.

Dal c Calvi seguiamo le indicazioni che conducono al Passo di Valsecca tramite il sentiero delle Orobie. Scendiamo quindi al Lago Rotondo e lo superiamo sulla sinistra risalendo infine qualche placchetta rocciosa.

Perdiamo ora una trentina di metri di quota in un breve tratto immerso nella vegetazione e culminante a un piccolo torrentello da guadare (località baite del Poris).

Superato il torrentello, il sentiero procede leggermente sulla sinistra e si incrocia presto un bivio che piega nettamente a sinistra e procede verso il Passo Selletta. Lo ignoriamo e procediamo sul sentiero delle Orobie, che risale ora con qualche zig zag tra erba e rocce e, con un semicerchio verso sinistra, ci fa vincere alcune evidenti balze rocciose.

Si procede sul sentiero sino a un ponticello che ci fa attraversare il comunque bassissimo fiume Brembo in una bella zona aperta con, alla destra, il Passo Valsecca, mentre, davanti a noi, l’ambiente più scuro e roccioso antistante il Diavolo di Tenda e la Bocchetta di Podavit.

Si risale quindi su traccia seguendo alcuni bolli/triangoli condividendo quella che è la via normale per il Diavolo di Tenda, sino a quando la traccia procede verso il Diavolo. Noi ci stacchiamo a sinistra raggiungendo il piccolo valico della Bocchetta di Podavit (2624 m).

Le piode e i canalini del Rondenino

Seguiamo quindi a sinistra il filo di cresta erbo-roccioso per un bel pezzo, sino a giungere in prossimità di un tratto caratteristico poiché caratterizzato da diagonali e scoscese piode superabili sulla destra.

Si raggiunge presto un evidente salto della cresta, che termina in un canaletto molto scosceso. Decidiamo di degradare sulla sinistra per una ventina di metri o dove comunque risulta comodo entrare in questo canaletto e superarlo uscendo in traverso su erba ripida e rocce rotte.

Abbiamo quindi deciso di proseguire in traverso seguendo alcune cengette leggermente più comode del resto del terreno sino a doppiare uno speroncino roccioso che sale verso la cresta. Questo speroncino, non appena superato, libera la vista sul Monte Aga, posto al termine della cresta (fino a prima di aggirarlo, il Monte Aga non era visibile). Capiamo quindi che il canaletto che troviamo poco avanti sulla destra è il canale giusto da risalire e che ci porterà vicinissimo alla vetta.

Risaliamo con cautela tutto il canaletto che si fa via via più roccioso (rocce rotte) e ripido sino a culminare con un’uscita aerea presso un’anticima posta subito prima dell’omino di vetta del Pizzo Rondenino (2747 m).

Crseat per il Monte Aga

Dall’omino di vetta proseguiamo per qualche metro sul filo di cresta, sino ad individuare un evidente canaletto incassato con alla base rocce rotte che scende diagonalmente sulla sinistra della cresta lato bergamasco. Lo scendiamo sbucando in un tratto leggermente più facile, seppur sempre di roccia marcia, da cui proseguiamo stando leggermente sotto il filo (comunque lo si vede) e raggiungendo una prima selletta.

Sulla sinistra il terreno sembra diventare più amico, ma bisogna sempre e comunque proseguire lungo la cresta o poco alla sinistra su difficoltà inferiori al tratto percorso finora, puntando le elevazioni/anticime davanti a noi.

Giunti a un sella con un caratteristico canalino erbo-roccioso che sale sulla sinistra del filo, si affronta tale canalino incontrando un caratteristico chiodo con anello rosso all’uscita, che ci indica di essere sulla retta via (II+).

Superato il passaggio, si affronta ancora qualche sali-scendi superando qualche anticima e passando da varie bocchette, ma le difficoltà non sono mai elevate. Si sta quasi sempre sul filo di cresta o poco a sinistra, lato bergamasco.

Si raggiunge infine la crestina che ci deposita sulla vetta del Monte Aga (2720 m), con caratteristiche lanterna e madonnina di vetta.

Scendiamo verso il Passo Selletta (2372 m) seguendo la traccia che sale da Sud-Ovest e scendiamo al Lago del Diavolo (2142 m) su sentiero.

Torniamo a Carona passando dal Rifugio Longo (2026 m) e seguendo il canonico sentiero.

Nota: la nostra traccia a un certo punto della cresta devia a sinistra su erba molto scoscesa perchè ha comunciato a piovere mentre eravamo in cresta e abbiamo tentato di uscirne. Il nostro tentativo è stato bloccato da un grosso salto roccioso, perciò siamo dovuti risalire in cresta per proseguire lungo il filo fino al Monte Aga.

Impressioni

Un giro sicuramente tra i più severi delle Orobie, visto il tipo di roccia e l’esposizione. La cresta è generalmente un tracciato poco battuto e, soprattutto nei pressi della vetta del Rondenino, la roccia è principalmente mobile e sfasciumosa, prestare attenzione. Lungo l’intero giro è presente solo un chiodo nella cresta tra Rondenino e Aga. Non abbiamo verificato la presenza di vie di fuga dalla cresta (il nostro tentativo di discesa per via della pioggia è stato bloccato dalla presenza di un grosso salto roccioso), quindi non siamo certi ce ne siano davvero.


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